Si è tenuta il 4 dicembre a Milano la tavola rotonda “The IT agenda: #Ideas #Networking #Execution” di CIO Italia, promossa da Insight e organizzata da Business International.

8 CIO di medie e grandi aziende italiane hanno discusso delle pratiche migliori per supportare e dirigere la trasformazione digitale delle aziende e le priorità della funzione per il prossimo triennio.

Per inquadrare il tema, il Country Manager di Insight Italia Pietro Marrazzo ha presentato i risultati dell’indagine Insight Technology Index 2018. La survey ha interpellato su questi temi più di 1.000 professionisti ICT di piccole, medie e grandi aziende in tutta Europa. Lo studio ha evidenziato alcune tendenze e priorità che possono aiutare i CIO a liberare risorse per i progetti digital, acquisire e mantenere talenti e competenze e integrare in modo organico e non distruttivo le tecnologie emergenti come big data, intelligenza artificiale, IoT e cloud. In definitiva, rimanere il fulcro dell’innovazione dell’azienda (abbiamo parlato più in dettaglio della ricerca in questo articolo).

Per avvicinare lo sguardo alla situazione delle imprese italiane, il Professore Aggiunto del Politecnico di Milano Gabriele Faggioli, assistito da Marco Pozzoni, Consultant della School of Management del Politecnico di Milano, ha raccolto in una overview strategica i dati di ulteriori indagini. Un’analisi di IDC su dati del rapporto Assintel indica che il mercato ICT italiano è cresciuto nell’ultimo anno dell’1,27%, ma la situazione degli investimenti delle aziende in tecnologia è disomogenea: il 9% delle aziende ha ridotto i budget IT fino al 10%, il 25% lo ha aumentato fino al 10% e il 14% delle aziende lo ha aumentato in misura maggiore. Budget invariati invece per il 51% delle aziende.

Solo la metà della spesa delle aziende in tecnologie informatiche è però effettivamente controllata dalla funzione IT. Il 47% dei budget viene infatti determinato da altre funzioni (in primis marketing, Direzione Tecnica e Direzione Innovazione). Nei casi in cui l’innovazione tecnologica viene portata avanti direttamente dalla funzione IT, molte aziende adottano l’approccio bimodale (due team separati per operatività corrente e innovazione), dovendo comunque fare i conti con le risorse disponibili e con nuove dinamiche interne.

Digitalizzazione e dematerializzazione guidano le priorità delle aziende, probabilmente sotto la spinta dell’introduzione della fatturazione elettronica, seguite da Big Data e Analytics, l’immancabile ERP, il CRM, eCommerce e Mobile Commerce e, in ultima, la sicurezza.

Dal punto di vista delle infrastrutture, il public cloud è adottato dall’82% delle aziende, mentre il 49% utilizza un cloud privato. Il 36% è impegnata in direzione di una evoluzione del data center con l’adozione di sistemi convergenti e iperconvergenti e di pratiche di automazione.

Sul cloud in particolare, un’indagine condotta con 50 Executive di grandi organizzazioni e fonti secondarie evidenzia tra le priorità il Multi & Hybrid Cloud (83% delle risposte), seguito da Intelligent Cloud, PaaS e architetture cloud native a pari merito con il 75%.

Adottare tecnologie innovative per operare una digitalizzazione del business in modo integrato e coordinato pone i responsabili della funzione IT di fronte a nuove sfide. Il 55% delle persone interpellate ritiene necessario sviluppare strutture, ruoli e meccanismi di coordinamento per evitare che l’innovazione rimanga un’isola nell’azienda, e il 44% ritiene che sia necessario fare una valutazione delle competenze digitali presenti in azienda, un piano di sviluppo di esse ed eventualmente uno scouting per reperirle all’esterno.

Tra gli argomenti emersi nel corso della tavola rotonda, si è toccato il problema della contrazione (o stabilità) dei budget IT a fronte di necessità crescenti di progetti in ambito digital. Per riuscire a considerare le spese IT non un costo ma un investimento, è necessario ascoltare le necessità delle diverse funzioni e soddisfarle con applicazioni e servizi che producano risultati dimostrabili in termini di maggiore efficienza o nuove fonti di ricavo. La migliore strategia per far passare una cultura di cambiamento è quella di dimostrare, fatti alla mano, quali obiettivi hanno raggiunto i singoli progetti intrapresi.

Diversi CIO affermano che sia necessario andare anche oltre il semplice ascolto delle esigenze, ma essere propositivi. Uscire dagli uffici dell’IT ed entrare nei reparti produttivi, o là dove si svolge il lavoro, per osservare le difficoltà o le opportunità di miglioramento, e – con la conoscenza e la competenza specifiche della funzione IT – proporre soluzioni che siano praticabili, efficienti e compatibili con le risorse e la direzione del reparto e dell’azienda. Così facendo si evita che le linee di business si imbarchino in progetti digital scoordinati dall’architettura presente.

Un modo per collaborare con gli altri reparti dell’azienda è quello di “impiantare” o coltivare uno specialista di tecnologia all’interno delle diverse funzioni aziendali, mantenendo una linea diretta con l’IT. Una soluzione questo spesso richiesta dai gruppi di lavoro, che hanno bisogno di competenze digital al loro interno. Si potrà in questo modo da un lato fornire un supporto costante, e dall’altro monitorare le esigenze sul campo.

Percorso inverso è quello di sviluppare competenze ibride all’interno della funzione IT (per esempio IT e marketing, IT e finance, IT e produzione…), fino ad arrivare a situazioni in cui è possibile avere un reparto IT “federato”, con team specializzati nelle diverse attività dell’azienda.

Nel trarre le conclusioni dell’incontro, il Sales Director Enterprise e Global di Insight Andrea Torrente ha sottolineato come l’innovazione richieda di ottimizzare l’uso delle risorse umane ed economiche, agendo su più fronti: da un lato l’adozione di tecnologie cloud e il ricorso a servizi gestiti per coprire l’operatività quotidiana liberando il personale interno; dall’altro, eliminando gli sprechi grazie all’ottimizzazione delle risorse in cloud e delle licenze software, due fattori che da soli possono abbattere in modo significativo i costi di gestione dell’IT.

Hanno partecipato alla tavola rotonda:

  • Paolo Beatini, CIO di Grandi Navi Veloci
  • Alessandro Caleffi, CIO di Guna
  • Alessandro Campanini, Group CIO di Mediobanca
  • Mirco Destro, Group CIO Gruppo Beltrame
  • Luca Guerra, CIO di Prima Power Division
  • Aurelio Luigi Mora, CIO di DHL
  • Gianpio Prencipe, CDO di Macron
  • Diego Facchini, IT Director di HSE24