Stabilire una presenza digitale in Cina è una sfida per qualsiasi azienda occidentale. Per entrare sul mercato cinese è necessario affrontare una miriade di normative nuove e in rapida evoluzione, problemi di sicurezza, varie tensioni per la guerra commerciale in atto e, naturalmente, il Grande Firewall. Configurare una infrastruttura IT all’interno della Cina continentale richiede considerazioni diverse da quasi qualsiasi altra geografia.

Non sorprende che il mercato del cloud cinese sia dominato da player locali. I dati rilasciati da IDC relativi al 2018 mostrano che Aliyun (noto anche come Alibaba Cloud) deteneva il 42 percento del mercato cloud pubblico, seguito da Tencent Cloud con il 12 percento, China Telecom con il 9 percento e Amazon Web Services (AWS) con il 6 percento. Nella prima metà del 2019 il mercato totale per l’infrastruttura e il software cloud nella seconda economia più grande del mondo ha raggiunto un valore di 5,4 miliardi di dollari.

I vantaggi dell’esecuzione di carichi di lavoro o applicazioni chiave sull’infrastruttura locale si concentrano su considerazioni relative alle prestazioni e alla residenza dei dati, sia che si stia cercando di creare un’istanza cloud per lanciare nuovi prodotti sul mercato cinese, sia di stabilire una presenza commerciale nella regione.

Consideriamo per esempio Starbucks. Il colosso di Seattle ha in programma di raddoppiare il numero di caffetterie nella regione arrivando a 6.000 entro l’anno fiscale 2022, indipendentemente dalle tensioni della guerra commerciale. Ha già aperto l’enorme Starbucks Reserve Roastery a Shanghai nel 2017 dove, per la prima volta in Cina, ha integrato l’esperienza dei clienti in negozio e online, completa di un’app in realtà aumentata progettata da Alibaba. Un’espansione del genere non può avvenire senza aver creato una solida infrastruttura locale.

Standard di prestazione, privacy e sicurezza

Le prestazioni sono un problema chiave in Cina, a causa del già citato Great Firewall, che rallenta il traffico Internet proveniente dall’estero. Quindi, per le aziende che vogliono stabilire sul mercato cinese una presenza Internet con performance accettabili, è consigliabile adottare un’istanza cloud locale. L’alternativa è prepararsi a un processo che richiede molto tempo e capitale per creare un data center locale.

Jia Woei Ling, direttore generale per account globali, startup e sviluppo del territorio di AWS Greater China, lo ha spiegato in questo modo alla conferenza re: Invent alla fine dell’anno scorso. “La Cina, come sapete, ha istituito il Great Firewall. Quindi la rete in entrata e in uscita dalla Cina non è fluida come quella che si ottiene normalmente in altri paesi”, ha sottolineato Woei Ling, “ma ci sono modi in cui possiamo superare questo limite e noi continuiamo a lavorarci”.

Allo stesso modo, nella sua guida per entrare nel mercato cinese, Alibaba Cloud riconosce che “la velocità di caricamento del sito web è cruciale in qualsiasi parte del mondo, ma particolarmente vitale in un mercato mobile-centrico come la Cina. L’opzione migliore per ridurre al minimo la latenza, migliorare la visibilità SEO e fornire alta disponibilità è scegliere un host locale”.

Poi ci sono le considerazioni sulla residenza dei dati e sulla privacy.

Il governo cinese ha una serie di rigide leggi sulla sicurezza informatica a cui si devono attenere tutte le aziende che vogliono gestire servizi cloud in Cina. Recentemente, inoltre, sono state introdotte nuove misure che consentono alle forze dell’ordine e alle agenzie di intelligence di monitorare e ispezionare attentamente tutto ciò che accade sulle reti all’interno del paese.

In un’intervista rilasciata a CSO lo scorso anno Priscilla Moriuchi, direttore dello sviluppo presso Recorded Future, consiglia a coloro che entrano in Cina di impegnarsi in “quanta più segmentazione possibile delle operazioni interne rispetto al resto della rete globale dell’azienda … partendo dal presupposto che qualsiasi attività commerciale e di ricerca prima o poi sarà controllata dal governo”.

Ostacoli normativi in Cina

Supponendo che siate disposti a pagare per le infrastrutture nazionali e ad accettare il controllo del governo, ecco la sfida successiva: qualsiasi azienda che desideri gestire un sito web pubblico in Cina deve prima registrarsi come ICP (provider di contenuti Internet).

Non importa quale sia il contenuto purché sia rivolto verso l’esterno”, ha spiegato Woei Ling di AWS. “Ciò richiede di fornire informazioni sul proprietario del sito web, il nome di dominio, l’indirizzo IP, a chi sono rivolti i contenuti, chi è il contatto di sicurezza in caso di problemi, e così via”.

I partner locali in genere supportano i clienti attraverso il processo, il cui completamento richiede da una settimana a 20 giorni, a seconda della provincia. AWS, per esempio, blocca di default le porte 80 e 443 per evitare che i clienti pubblichino accidentalmente un sito web prima di aver completato il processo ICP.

Allo stesso modo Microsoft Azure offre una esaustiva guida online per le aziende che desiderano passare da istanze globali a quelle gestite in Cina. Ciò include una checklist normativa per garantire che siano stati completati passaggi come la verifica del nome reale per gli utenti dei servizi online e la documentazione ICP.

Vale anche la pena ricordare che i costi dei servizi potrebbero essere diversi in Cina, soprattutto perché alcuni fornitori insistono sul prezzo annuale piuttosto che sulla fatturazione mensile più comunemente utilizzata negli altri paesi.

Le norme sui contenuti di Internet si stanno rapidamente inasprendo, con nuove linee guida che dovrebbero entrare in vigore a marzo e un nuovo regolamento sulla protezione dei dati attualmente in cantiere. Ciò rende ancora più importante avere un partner locale di fiducia su cui contare.

Le opzioni disponibili

In Cina i servizi Infrastructure-as-a-service (IaaS) sono considerati appannaggio delle società di telecomunicazione. Solo i partner locali possono fornirli, il che significa che né AWS (che ha lanciato il suo primo data center cinese a Pechino nel 2014) né Microsoft Azure (che ha data center a Pechino e Shanghai) operano effettivamente in Cina. Per offrire servizi cloud nella regione AWS collabora con Beijing Sinnet Technology e Ningxia Western Cloud Data Technology (NWDC), Microsoft con 21Vianet.

Negli ultimi due anni Alibaba ha costantemente consolidato la sua presenza occidentale e, nel 2019, ha lanciato il servizio China Gateway per aiutare i clienti a richiedere una licenza ICP, stabilire una VPN per connessioni dati affidabili e sicure e stabilire una connessione dedicata tra diversi ambienti cloud.

Poi c’è Google Cloud, che al momento non ha in programma di aprire una regione cloud cinese, dopo anni di faide con il paese a seguito dei suoi brevi tentativi di avviare lì un motore di ricerca – per non parlare delle continue critiche degli attivisti per i diritti umani e dei suoi dipendenti.

Alibaba Cloud

Alibaba , leader indiscusso del mercato locale, si è già dimostrato un partner di fiducia per le aziende cinesi che si stanno espandendo nelle zone di disponibilità europee. Con China Gateway ora sta cercando di fare lo stesso per le aziende che si muovono nella direzione opposta.

“Negli ultimi 18 mesi abbiamo assistito a una rapida crescita del numero di società europee che vogliono espandersi in Cina”, ha dichiarato Selina Yuan, presidente del business internazionale di Alibaba Cloud Intelligence.

Le principali sfide che queste aziende devono affrontare sono “sicurezza, connettività e impegnative questioni per installare infrastrutture digitali”, ha aggiunto, indipendentemente dal fatto che si stia esplorando il mercato da remoto o che si stia creando un ufficio locale.

Come parte del servizio China Gateway, Alibaba ha team locali in tutta Europa per aiutare le aziende nel processo end-to-end di messa in servizio in Cina (incluso un team di supporto tecnico nella regione) e nella registrazione ICP.

La velocità di connessione è elevata e la latenza è abbastanza bassa da consentire ad aziende, per esempio del settore finanziario, di interagire con il cloud Alibaba per le loro attività in tempo reale”, ha dichiarato un portavoce di Alibaba.

Laddove Alibaba ha un netto vantaggio rispetto ai suoi concorrenti occidentali è la sua ampiezza di zone di disponibilità – otto nella Cina continentale e due in Europa – e la sua expertise locale. “Alibaba Cloud supporta le varie business unit del Gruppo Alibaba e questo fornisce ad Alibaba Cloud informazioni dettagliate su come le aziende estere possano adattarsi all’ecosistema cinese, sia dal punto di vista tecnologico che economico”, ha affermato Yuan.

Per esempio, il gigante globale Salesforce si è rivolto esclusivamente ad Alibaba per lanciare servizi nella Cina continentale, a Hong Kong, Taiwan e Macao nel luglio dello scorso anno.

L’infrastruttura avanzata e sicura di Alibaba e la conoscenza di questi mercati forniranno ai nostri clienti globali una soluzione che soddisfa le esigenze delle aziendali locali”, ha dichiarato in un post Salesforce. Tra i clienti del servizio China Gateway di Alibaba ci sono InterContinental Hotels Group (IHG) e Costa Crociere.

AWS

Il leader del mercato occidentale AWS offre due zone di disponibilità nella regione cinese: una a Pechino, gestita dalla società cinese Sinnet, e una a Ningxia, gestita da NWCD.

Woei Ling di AWS ha affermato che “questi data sono progettati nello stesso identico modo degli altri. I data center in Cina offrono lo stesso standard, la stessa qualità, lo stesso design di tutti i data center AWS”.

Inoltre, l’esperienza della console è completa delle stesse API, SDK e interfacce a riga di comando (CLI) utilizzate in altre regioni AWS. Le fatture e il supporto vengono comunque forniti dal partner locale in lingua inglese e in mandarino.

In Cina abbiamo servizi professionali completi, formazione e supporto tecnico”, ha aggiunto Ling.

AWS ha anche voluto sviluppare competenze locali in Cina con vari programmi di formazione in tutte le regioni e un programma per studenti che ha già formato 80.000 studenti.

Microsoft Azure

Microsoft gestisce le sue regioni Azure cinesi attraverso 21Vianet, con un account globale separato e prezzi diversi. Il sito web di Azure offre un elenco completo dei servizi disponibili nelle regioni cinesi.

Il cloud si sta muovendo rapidamente in Cina. A parte alcuni settori altamente regolamentati, come quello bancario, il resto dei settori industriali non ha alcuna esitazione nell’adottare un’istanza cloud in Cina, ma l’implementazione e le varie normative implicano che dobbiamo comprendere i requisiti aziendali di ogni cliente”, ha dichiarato Horace Chow, chief operating officer di Microsoft China.

Chow ha spiegato che i clienti si rivolgono a Microsoft per le loro esigenze di cloud computing in Cina per esigenze di semplicità d’uso e portabilità dei dati e delle applicazioni.

Abbiamo lavorato intensamente per realizzare un efficace scambio di informazioni e formare il nostro team globale in modo che possa supportare i clienti che arrivano in Cina” ha affermato Chow. “Abbiamo un team locale di tecnologia cloud che aiuta i clienti a comprendere le sfide relative alla sicurezza e alla proprietà dei dati, nonché un team legale e finanziario specializzato per la regione”.

Altri fornitori

L’offerta di provider locali come Tencent e China Telecom è meno completa per le aziende occidentali, ma offrono servizi di cloud computing locale.

China Telecom offre servizi cloud aziendali che si connettono ad AWS o Azure in Cina o tramite servizi IaaS condivisi e dedicati progettati e forniti dal provider stesso.

Tencent offre varie soluzioni, incluso un semplice servizio di hosting di siti web, e gran parte del suo successo dipende dalle collaborazioni con società di gaming globali come Clash Royale e Pitaya.

Il grande salto

Una società che si è espansa con successo in Cina utilizzando un provider cloud occidentale è HERE Technologies, lo specialista di dati sulla posizione che è stato venduto da Nokia nel 2015 ed è ora di proprietà di un consorzio di società tecnologiche e automobilistiche.

Parlando alla conferenza AWS re: invent a Las Vegas l’anno scorso, Jason Fuller, responsabile delle operazioni cloud di HERE, ha spiegato come la società abbia ospitato con successo servizi in Cina con AWS per tre anni. “L’esperienza utente è simile a quella offerta da AWS in altri paesi”, ha dichiarato Fuller. “Il design e le prestazioni dell’infrastruttura realizzata in Cina sono molto simili a quelle di infrastrutture progettate a livello globale”.

Tuttavia, Fuller riconosce che c’è una ripida curva di apprendimento quando si tratta di partner cloud cinesi, anche se si passa attraverso AWS. “Assicuratevi che i vostri team finanziari globali siano preparati. Quando progettate un’espansione verso la Cina, il vero investimento da mettere in programma non sono i costi dei servizi AWS”, ha sottolineato. Il tempo e lo sforzo necessari per comprendere e soddisfare i requisiti unici della Cina devono essere attentamente bilanciati rispetto ai vantaggi dell’espansione nel paese.

Fortunatamente, questo sembra un momento favorevole per prendere questa decisione, poiché i grandi provider cloud hanno elaborato soluzioni semplici e offrono molto supporto per accompagnare i clienti in questo viaggio.