L’adozione del cloud continua la sua ascesa vertiginosa, con i leader IT che vanno sempre più all-in sulla piattaforma. Ma avere successo nel cloud può essere complesso e i CIO hanno continuato ad armeggiare e a sperimentare con varie strategie cloud nel 2022. In cima alla lista delle tipiche strategie cloud ci sono tre errori che dovrebbero essere evitati a tutti i costi: supporre che una strategia cloud sia uno sforzo che riguardi solo IT, che tutti i dati debbano essere spostati nel cloud e che una strategia cloud sia la stessa di una strategia di data center.

Questi aspetti fondamentali di cui tenere conto non sono certo una novità per James McGlennon, Executive Vice President e CIO di Liberty Mutual, che li ha conosciuti bene durante lo sviluppo dell’infrastruttura cloud avanzata della compagnia assicurativa per cui lavora. “Ogni errore identificato e corretto porta a una trasformazione del cloud più sana. Abbiamo continuato a evolvere la nostra strategia cloud man mano che ottenevamo maggiori informazioni ciò che potevamo ottenere a livello di ingegneria, resilienza, scalabilità, sicurezza e test di mercato”.

L’allineamento business-IT, ovvero abbinare l’abilità tecnologica del cloud agli obiettivi di business di un’organizzazione, è una priorità assoluta per tutti i percorsi verso il cloud, ma rimane un problema impegnativo per i CIO. “I dirigenti di livello C devono essere coinvolti nell’assicurare che l’agenda IT sia in linea con il piano aziendale. Questo è il loro lavoro rispetto all’IT ed è una cosa che dovrebbe essere ormai assodata”, afferma il CIO in pensione Paul Ingevaldson. Mentre ci si avvicina alla fine del 2022, i CIO sanno che i risultati aziendali possono essere validi solo se la loro strategia cloud è solida, ma spesso finiscono con il produrre risultanti deludenti, soprattutto se cadono vittime dei seguenti errori comuni nella strategia cloud.

Nessuna via d’ingresso, nessuna via d’uscita

Oltre a fare da soli, insistere sullo spostamento di tutti i dati nel cloud e avvicinarsi al cloud come farebbero con un data center, i CIO spesso cadono anche preda di pensieri errati sulla portata della loro trasformazione digitale, non riuscendo ad avere una strategia di uscita se il piano cloud 1.0 fallisce o credendo che sia troppo tardi per implementare una strategia cloud.

La società di ricerca Gartner osserva, ad esempio, che una strategia di uscita dal cloud è una “polizza assicurativa” essenziale per consentire ai CIO di evitare un’implementazione difettosa al minor costo possibile. Ma questo piano di backup spesso passa in secondo piano. D’altra parte, molti CIO nutrono l’idea sbagliata che sia troppo tardi per raccogliere i principali frutti dell’IT nel cloud. In alcuni casi, tuttavia, i CIO che hanno appena iniziato il loro percorso verso il cloud stanno messi meglio degli early adopter perché i set di strumenti e i servizi correlati sono più numerosi, maturi e molto più facili da implementare. Ciò rende la trasformazione del cloud meno costosa e i risultati migliori.

“A volte, aspettare è meglio che precipitarsi immediatamente nel cloud computing” afferma Dawei Jiang, chief cloud engineer presso l’US Trade and Patent Office (USPTO). “Ognuno ha una propria tabella di marcia. Non abbiate fretta: scegliete la soluzione migliore e più intelligente ed evitate il lavoro inutile”. Un consiglio che si è rivelato utile, ad esempio, per il produttore di stivali e scarpe Wolverine, che ha messo in pausa la sua migrazione verso il cloud durante la pandemia per poi ritrovarsi con nuovi strumenti disponibili e una cultura IT più adatta a sfruttare al meglio il cloud.

strategia cloud

Pianificazione superficiale ed esternalizzazione della strategia cloud

I CIO rischiano di far fallire la loro strategia cloud confondendola con un piano di implementazione o confondendo il motto “mandato esecutivo” o “cloud first” con una vera e propria strategia cloud. Ma a fare peggio, secondo Gartner, potrebbero essere quelli che delegano la responsabilità sulla loro strategia cloud ai partner. Affidarsi esclusivamente a un singolo fornitore di cloud, come Microsoft, Amazon o Google, o a una delle principali società di outsourcing IT per progettare una strategia cloud aziendale è un grosso errore.

Il progetto per la trasformazione digitale di ogni azienda è unico e richiede un’immersione approfondita in tutti i sistemi IT da parte dell’intera C-suite e del team IT per ottimizzare il risultato. Nessuna terza parte conosce un’impresa meglio dei suoi dirigenti e dipendenti. I fornitori di servizi cloud hanno creato una raccolta di progetti che possono essere personalizzati per scopi specifici, mentre le società di consulenza IT possono aiutare le aziende a implementare le loro strategie cloud, ma in nessun caso il fornitore di cloud o una società di consulenza dovrebbero guidare il progetto strategico.

Peccati gravi di omissione

Un altro esperto di cloud sottolinea altri errori aggiuntivi che i CIO spesso commettono quando formulano le loro strategie cloud. “Non progettare il cloud”, afferma l’analista di IDC Dave McCarthy quando gli viene chiesto dove i CIO sbagliano comunemente quando progettano la loro strategia cloud. “Mentre è possibile sollevare e spostare i carichi di lavoro esistenti, le aziende spesso sperimentano costi elevati e prestazioni inferiori a quelli desiderabili con tale approccio. È necessario adattare le applicazioni ai concetti nativi del cloud per realizzare il massimo valore”.

I CIO spesso commettono anche l’errore di “non implementare abbastanza automazione”, afferma sempre McCarthy. “Le best practice nel cloud includono l’automazione di tutto, dall’implementazione di infrastrutture e applicazioni alla gestione e alla sicurezza. La maggior parte delle violazioni di sicurezza è il risultato di errori di configurazione manuale”.

Il peggior peccato che i CIO possono fare è però quello di non riuscire a pianificare il cambiamento nella cultura e nelle competenze necessarie per ideare e implementare una strategia cloud di successo. Il cloud funziona in modo diverso rispetto ai sistemi IT tradizionali e una strategia cloud non deve solo richiedere nuove competenze, ma un cambiamento nel modo di pensare a come progettare e gestire l’ambiente. “Quando si passa al cloud, è come passare da una bicicletta a un veicolo ad alte prestazioni e non si può presumere che ciò che si faceva prima nel data center funzionerà allo stesso modo con il cloud” conclude Craig Williams, CIO di Ciena. “Se non si capisce questo aspetto fondamentale, i costi possono andare fuori controllo e far fallire molto presto qualsiasi strategia cloud”.