Una mappa termica delle tecnologie emergenti può essere uno strumento prezioso per riconoscere trend e indirizzarli in modo strategico verso gli obiettivi di business. E’ uno strumento che aiuta a individuare sinergie tra divisioni e dipartimenti, che possono essere sfruttate per investimenti, progetti e risorse.

È utile anche per esplorare le differenze: può rivelare dove un gruppo ha scoperto un’opportunità che potrebbe funzionare per altri, o un’area di nicchia o un caso d’uso applicabile solo a una singola divisione o dipartimento. La mappa termica rivelerà rapidamente queste somiglianze e differenze e aiuterà a promuovere occasioni di confronto. I destinatari di questa analisi possono essere gli stessi responsabili della divisione, al fine di riprodurre i risultati in altri dipartimenti, nonché la C-suite, per condividere e acquisire feedback sulle priorità a livello aziendale.

Come realizzare una mappa termica delle tecnologie emergenti in azienda? Qui vediamo i tre passaggi fondamentali: la prima fase di progettazione, la condivisione con business unit e dipartimenti per l’implementazione, l’analisi e le azioni successive.

La progettazione di una mappa termica

Iniziate creando un modello che includa le tecnologie che volete valutare e cosa vorreste apprendere su ciascuna di esse dai vostri stakeholder interni. Una semplice mappa termica potrebbe esaminare il potenziale impatto di una serie di 15-20 tecnologie emergenti in termini di impatto basso, moderato, alto o dirompente sul business.

Deve essere ben specificato il periodo di tempo che si vuole prendere in considerazione. Gli intervistati devono sapere se la loro valutazione riguarda l’impatto percepito di oggi o la ricaduta su un orizzonte temporale più ampio, per fino da oggi al 2025.

Per ogni tecnologia o trend elencato è importante fornire definizioni, in modo che gli intervistati sappiano cosa si intende esattamente con determinati termini, come “gemelli digitali” o “stampa 3D”, ma anche l’ambito previsto di termini più comuni come “cloud computing” o “mobility”. In termini di mobility, per esempio, quando si considera il potenziale impatto aziendale l’ambito potrebbe includere dispositivi, applicazioni e infrastruttura nel suo complesso.

Stabilite quindi come volete che il modello di raccolta dati e il prodotto finale appaiano visivamente in modo da confermare che fornirà le informazioni e gli insight desiderati per il target di destinazione. Anche gli strumenti di base come i fogli di calcolo possono funzionare bene per la raccolta dei dati. La chiave è rendere il modello facile da completare, pur continuando a fornire il livello di dettaglio desiderato.

La condivisione con team e dipartimenti

Una volta definiti il modello e le informazioni che si vogliono raccogliere, è il momento di inviare la richiesta a divisioni e dipartimenti, indicandola data di scadenza per le risposte. Concedete agli intervistati un lasso di tempo ragionevole e la flessibilità per decidere come raccogliere i propri dati, sia che si tratti di una risposta individuale da parte di un capo divisione che di uno sforzo collettivo da parte di un team. È importante dare un esempio di come compilare il modulo.

Un approccio semplice può essere formulare la richiesta in questo modo: “Inserisci basso, moderato, alto o dirompente per ogni tecnologia o trend per indicare il loro potenziale impatto (attuale o per i prossimi 3 anni) sulla strategia di business della tua divisione o dipartimento”.

Mano a mano che arrivano i risultati, si può popolare una vista integrata come mostrato nella figura qui sotto. Per un ulteriore livello di dettaglio, potete anche chiedere i casi d’uso previsti per ogni tecnologia o tendenza.

mappa termica tecnologie emergenti

La fase di analisi e di azione

Per massimizzare il potenziale della mappa termica è importante non usarla come fine a se stessa, ma come punto di partenza. Condividete la mappa integrata e completata con tutti i partecipanti, anche tramite l’intranet aziendale. E’ probabile che le informazioni siano riservate, quindi fornite indicazioni per non condividerle al di fuori dell’azienda. Usate le informazioni in modo strategico e incorporatele nei vostri piani per illustrare le tecnologie e le tendenze che sono di importanza strategica per l’azienda.

Questa tecnica può anche essere integrata nei processi e nelle attività di pianificazione strategica esistenti o nella strategia di innovazione e trasformazione tecnologica del Team IT. Sebbene l’esercizio della mappa termica sia semplice e possa essere condotto in qualsiasi momento, una buona pratica consiste nel condurre regolarmente la raccolta e l’analisi delle informazione, per esempio a cadenza annuale, e inserire la mappa termica delle tecnologie emergenti in un più ampio processo di pianificazione.

Una volta completato l’esercizio della mappa, chiedete un feedback ai partecipanti sul valore del processo e su come può essere migliorato. Come l’analisi SWOT e altri strumenti di pianificazione strategica, la mappa termica può diventare un prezioso strumento nel toolkit del CIO.

*Nicholas D. Evans è Chief Innovation Officer presso la società di servizi professionali WG. È il fondatore di Thinkers360, il principale marktplace a livello mondiale di leader e influencer B2B. Autore di libri pluripremiati, Evans è consulente e relatore riconosciuto a livello mondiale. E’ specializzato nella gestione dell’innovazione e delle tecnologie dirompenti