Superare l’emergenza Covid-19 con una strategia digitale da startup

La crisi del coronavirus ha rovesciato le priorità aziendali. Per affrontare la sfida, i CIO devono adottare una flessibilità da startup e ripensare al loro approccio alla gestione dell’IT

Covid-19 strategia digitale

Dalla pianificazione degli obiettivi ai tempi di sviluppo, l’emergenza coronavirus ha velocizzato praticamente ogni ambito dell’IT. Gli orizzonti temporali delle trasformazioni digitali si ridotti da tre-cinque anni a mesi, secondo alcuni CIO e analisti.

Forse il cambiamento non è stato così radicale, ma è vero che molte aziende hanno modificato rapidamente il loro modo di fare business, semplificando i propri progetti di trasformazione a favore di priorità a breve termine. Dopo aver stabilizzato la posta elettronica, aumentato la larghezza di banda e ottimizzato le VPN per soddisfare le nuove esigenze del lavoro da remoto, i CIO hanno puntato sull’innovazione. Aziende come Nationwide, per esempio, hanno digitalizzato lo sviluppo software per coinvolgere i dipendenti che lavorano da remoto e servire i propri clienti senza interruzioni.

La nuova normalità

Questa è la nuova normalità per la maggior parte delle grandi aziende e l’IT gioca un ruolo centrale”, afferma Rick Pastore, responsabile della ricerca presso The Hackett Group. “Dispositivi mobili e software, cloud e altri strumenti digitali garantiscono ai CIO una maggiore flessibilità rispetto al passato nel supportare i dipendenti nelle nuove modalità di lavoro imposte dall’emergenza”.

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Inoltre, secondo l’analista, saranno superate le resistenze culturali ad automazione intelligente, apprendimento automatico, analisi avanzate e altre tecnologie emergenti che richiedono solidi investimenti. Durante la pandemia molti CIO hanno creato nuovi dashboard analitici per tracciare la produttività e hanno creato bot per digitalizzare le attività manuali. Altri hanno cambiato il modo in cui si confrontano con i responsabili aziendali, con l’idea di mantenere in futuro quel metodo di confronto.

L’impatto della pandemia sulle spese è forse l’aspetto più difficile da prevedere. La percentuale di leader che prevede di aumentare le proprie spese IT nel prossimo anno è scesa dal 59 percento di dicembre 2019 al 25 percento di aprile 2020, secondo il COVID-19 Impact Study di IDG, che ha intervistato 414 dirigenti, manager e professionisti del settore IT. Allo stesso modo, coloro che pensano che ridurranno le loro spese sono passati dal 7% al 39%.

Per ora, tuttavia, “molte aziende sono passate a una mentalità da startup”, afferma Ari Libarikian, senior partner di McKinsey e responsabile del servizio di consulenza aziendale Leap. “Alcune aziende sono meglio preparate per questo, altre hanno una cultura che non si presta all’elevata flessibilità di una startup”.

Le nuove priorità della strategia digitale

CIO.com ha invitato esperti IT e di business digitale a condividere suggerimenti e best practice per gestire l’attuale situazione e prepararsi alla prossima “nuova normalità”.

Gestire le aspettative insieme ai manager aziendali. Durante qualsiasi crisi, è particolarmente importante mantenere strette comunicazioni con il proprio CFO e altri soggetti chiave. “L’IT deve essere un partner trasparente”, afferma Fred Brown, CTO di Virtual Procurement Services. Jim Fowler, CIO di Nationwide, si incontra settimanalmente con i colleghi della C-suite per valutare e soddisfare qualsiasi esigenza immediata. In questo modo tutti i responsabili aziendali rimangono allineati sulle priorità dell’impresa e si preparano al prossimo rientro in ufficio.

Semplificare il piano di gestione delle crisi. Ammettiamolo: quando si è diffusa la pandemia Covid-19 colpì molti manager sono stati presi dal panico perché i piani di gestione delle crisi non venivano aggiornati da anni. Per salvaguardare l’azienda dalla prossima crisi, è opportuno rielaborale oggi quei piani, riducendoli a una guida snella focalizzata sulla continuità aziendale.

Di solito, dopo aver superato una crisi, si desidera andare avanti senza guardarsi indietro”, dice Brown. “Ma è importante riflettere su ciò che stiamo attraversando oggi per prepararci a quando accadrà di nuovo”.

Promuovere una cultura in stile startup. Ci sono inerzie organizzative che rallentano il cambiamento culturale? “Usate la crisi per favorire una cultura che permetta di operare con l’agilità di una startup”, dice Libarikian. “Create team agili e interfunzionali, se non l’avete già fatto. Prova la programmazione di coppia, la ricerca etnografica e altri nuovi approcci. Ogni aspetto del business sta cambiando velocemente in questa nuova normalità”.

Sfruttare la crisi come una opportunità.Uno degli ostacoli principali alla promozione del cambiamento culturale sono i livelli intermedi del management, che creano attrito tra i dipendenti e i leader aziendali”, afferma Scott Snyder, responsabile della pratica digitale e dell’innovazione per Heidrick Consulting. “Il più grande impedimento non sono gli strumenti e la tecnologia, ma i comportamenti e le persone. Per questo è importante vedere la crisi come un’enorme opportunità per appianare gli attriti e coinvolgere tutti sullo sviluppo digitale”.

Lasciarsi guidare dai clienti. Le abitudini di spesa dei consumatori si stanno spostando online, come risposta alla necessità del distanziamento sociale. Anche coloro che hanno sempre privilegiato gli acquisti nei negozi fisici si stanno adattando allo shopping online. Seguite questa evoluzione e muovetevi agilmente per rispondere a tali preferenze. “Le aziende che sapranno rispondere alle nuove aspettative del pubblico saranno vincenti”, afferma Libarikian.

Sfidare le convenzioni. Provate cose nuove, anche se sono controintuitive. “C’è stato un tempo in cui si riteneva che i beni di proprietà privata non potessero essere condivisi”, afferma Jason Bello, partner di McKinsey. La situazione è cambiata a seguito della crisi finanziaria del 2008, quando Uber, Airbnb e molte altre società hanno creato la gig economy. “Aspettiamoci di assistere ad altri grandi cambiamenti, poiché le aziende stanno modificando i loro modelli di distribuzione di prodotti e servizi”, sottolinea Bello.

Avere il polso della situazione. Verificate regolarmente l’andamento delle attività con i membri del vostro team. “Chiedete loro cosa funziona e cosa no”, suggerisce Libarikian, “e modificate di conseguenza il vostro nuovo modello operativo digitale”.

Essere partecipi delle conversazioni. Brown consiglia di restare in contatto con i propri colleghi del lato business e agli stakeholder chiave. “Mentre gestite le emergenze e promuovete un cambiamento culturale, non tralasciate il confronto con la C-suite”, dice Brown. Se ai CIO non viene chiesto di unirsi alla conversazione, devono essere loro a cercare il dialogo. “Considerando l’enorme impatto positivo che può avere l’IT, ora più che mai è importante che i CIO abbiano voce in capitolo”.

AUTOREClint Boulton
FONTECIO
CIO
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