Robotica e tecnologie immersive per supportare il lavoro da remoto

Abbinando robotica, realtà aumentata, virtuale e mista si aprono nuovi scenari per supportare il lavoro da remoto, mobile e altri luoghi esterni all’azienda

realtà aumentata smart working

L’emergenza COVID-19 ha accelerato il passaggio verso il lavoro a distanza, che potrebbe diventare una pratica aziendale standard.Secondo un recente sondaggio condotto da 451 Research, l’80% delle aziende ha implementato o ampliato le politiche per il lavoro da casa e il 67% prevede di mantenerle in vigore sul lungo periodo o permanentemente.

Tuttavia, i dipendenti che lavorano da remoto potrebbero trovare insoddisfacenti le capacità di supporto tecnico e amministrativo della propria azienda. Possono mancare quei servizi pratici, interattivi e coinvolgenti che ci aspettiamo dal personale di supporto tecnico e amministrativo in loco. Man mano che le aziende riorganizzano i propri processi interni per supportare una forza lavoro post-pandemia, dovrebbero esplorare le di capacità offerte da robotica e tecnologie immersive in grado di fornire supporto di alta qualità ai dipendenti che lavorano da remoto, mobile e altri luoghi non tradizionali.

Utilizzo della robotica per automatizzare il supporto remoto

Le principali tecnologie da esplorare sono RPA (robotic process automation), EC (embodied cognition), AR (realtà aumentata), VR (realtà virtuale) e MR (realtà mista).

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L’RPA è già utilizzata negli ambienti di lavoro remoti. Tuttavia, questo approccio incentrato sul software non equivale ad avere un assistente amministrativo umano tradizionale a portata di mano.

A questo proposito, gli strumenti EC, che utilizzano l’intelligenza artificiale basata su sensori per “ancorare” la robotica in ambienti fisici, possono colmare il divario abilitando i tradizionali robot basati su hardware come assistenti digitali robotici multifunzionali. I ricercatori di Facebook stanno sviluppando la tecnologia EC per sviluppare un robot che, tra le altre capacità, “potrebbe verificare se una porta è chiusa…o recuperare uno smartphone che sta suonando in una camera da letto al piano di sopra”. L’automazione di questo tipo di attività fisiche potrebbe aumentare la produttività dei lavoratori limitando distrazioni e interruzioni.

Ovviamente, i robot “intelligenti” dovrebbero rilevare automaticamente i parametri fisici di diversi ambienti domestici e in cui si svolge il lavoro da remoto. Il settore di ricerca e sviluppo di Facebook punta ai progressi tecnologici che lo renderanno possibile. In particolare, Facebook Research ha appena reso open source una nuova piattaforma di simulazione audio chiamata “SoundSpaces”, che addestra agenti robotici a navigare in ambienti 3D attraverso l’elaborazione, basata sull’intelligenza artificiale, di dati acquisiti da sensori ottici e acustici.

Questa tecnologia, che l’azienda descrive come la “prima piattaforma audiovisiva per l’embodied AI”, crea automaticamente rendering ad alta fedeltà e semantici di praticamente qualsiasi sorgente sonora proveniente da ambienti rilevati nel mondo reale. Consente agli agenti AI di acquisire comprensioni sensoriali multimodali e sviluppare ragionamenti complessi su oggetti e luoghi. Funziona sulla piattaforma di simulazione AI Habitat di Facebook e include rendering audio da due set di ambienti 3D disponibili pubblicamente: Matterport3D e Replica Dataset.

Utilizzo di scritte dinamiche per aumentare il supporto remoto

La realtà aumenta (AR) può supportare ambienti di lavoro remoti in cui gli elementi dell’ambiente fisico non sono familiari al lavoratore. Può mostrare didascalie descrittive “aumentate” in un formato 3D dell’ambiente fisico.

Per le applicazioni di supporto, l’AR potrebbe integrare dinamicamente le informazioni dell’ambiente fisico remoto con una visualizzazione dinamica di indicazioni e didascalie descrittive. La tecnologia AR indossabile potrebbe presentare automaticamente ai lavoratori remoti le informazioni di cui hanno bisogno nel momento esatto in cui ne hanno bisogno.

Queste didascalie possono essere pre-impostate con l’applicazione di supporto basata su AR oppure possono essere dedotte automaticamente dagli ambienti fisici utilizzando tecnologie basate su AI come SoundSpaces di Facebook. Per esempio, alcune applicazioni di formazione basate su AR potrebbero visualizzare istruzioni dettagliate per lavori di assemblaggio complicati. Ciò elimina la necessità per i lavoratori di recuperare manualmente tali informazioni da computer o manuali cartacei.

Un recente progetto del MIT ha elaborato una tecnologia adatta a situazioni in cui le didascalie devono aiutare i lavoratori remoti a comprendere i comportamenti e le intenzioni umane (come nei contesti di assistenza sanitaria). I ricercatori del Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory del MIT hanno sviluppato un sistema in grado di rilevare e descrivere con didascalie i comportamenti delle persone all’interno di una stanza tramite Wi-Fi e altri segnali RF. I ricercatori affermano che il loro approccio può osservare le persone attraverso i muri e altri ostacoli, anche nella completa oscurità, e può imparare a rilevare le interazioni di queste persone con gli oggetti, come un bicchiere d’acqua.

Nonostante i limiti relativi alla privacy, il sistema può essere utile in contesti di supporto, per esempio per rilevare a distanza se una persona disabile ha bisogno di assistenza, o quando un lavoratore ha difficoltà a svolgere un lavoro fisico. La tecnologia, chiamata RF-Diary, può essere configurata per notificare al personale di supporto quando i comportamenti rilevati superano una certa soglia che richiede un intervento da remoto.

Utilizzo della virtualizzazione per simulare il supporto remoto

I dipendenti da remoto in genere non hanno accesso fisico diretto a tutti o alla maggior parte dei processi aziendali fisici a cui partecipano.

La simulazione delle parti del processo con cui il dipendente non può interagire direttamente è l’ambito in cui la realtà virtuale è utile.Può supportare scenari in cui i partecipanti, gli strumenti e le attività importanti sono completamente assenti dall’ambiente fisico in cui si trova il lavoratore. Può coinvolgere avatar per rappresentare persone non presenti e immagini generate al computer per sostituire flussi di lavoro end-to-end o progetti, attività o risultati specifici. La realtà virtuale è stata a lungo un elemento fondamentale della formazione a distanza in campo medico, ingegneristico, aerospaziale e militare. Può fornire apprendimento simulato e capacità di supporto in situazioni in cui il personale da remoto può sviluppare competenze nell’ambito delle normali routine lavorative.

Un altro uso promettente della realtà virtuale è consentire al personale di supporto della sede centrale di visualizzare in modo interattivo l’ambiente fisico del lavoratore da remoto. Una tecnologia emergente che potrebbe essere utile a questo proposito è il sistema di “olografia neurale” sviluppato dall’Università di Stanford per il rendering 3D. Il sistema combina un’intelligenza artificiale addestrata con un simulatore di telecamere in loop per generare visualizzazioni 3D di alta qualità e immersive in tempo reale.

Poi c’è la realtà mista (MR), che ibrida AR e VR fondendo perfettamente ambienti di lavoro reali e simulati. È adatta per supportare ambienti remoti in cui alcuni, ma non tutti, i partecipanti e le attività importanti non sono sempre all’interno del campo visivo immediato di un lavoratore. Ciò può richiedere l’etichettatura dinamica di quegli aspetti dell’ambiente fisico il cui significato non è del tutto evidente insieme alla simulazione di quegli aspetti che mancano nell’ambiente.

Le forze militari e di polizia utilizzano strumenti di addestramento MR in una varietà di scenari simulati, tra cui sparatorie e episodi di violenza domestica. La combinazione di ambienti fisici e virtuali permette di creare uno scenario realistico in cui formare soldati o agenti di polizia senza mettere in pericolo la loro vita.

Lo scenario del prossimo futuro

Nei prossimi tre o cinque anni, le tecnologie immersive diventeranno fondamentali per fornire supporto amministrativo e tecnico di alta qualità ai lavoratori remoti. La rivoluzione “bring your own device” degli ultimi 20 anni permetterà a molti futuri lavoratori di sentirsi a proprio agio con tecnologie immersive come AR, VR e MR nella loro vita professionale.

L’utilizzo di questi strumenti immersivi in combinazione con i dispositivi robotici consentirà alle aziende di fornire ai lavoratori da remoto un supporto 24 ore su 24, 7 giorni su 7, comparabile a quello che avrebbero ricevuto se fossero rimasti negli uffici tradizionali della loro azienda.