Ritorno al lavoro, ma non alla normalità

La pandemia ha messo in crisi il “normale” luogo di lavoro. I leader IT hanno ò’occasione di creare un ambiente di lavoro più inclusivo per raggiungere in modo efficace gli obiettivi aziendali

lavoro remoto

Mentre collettivamente cerchiamo di stabilizzare le nostre vite che sono state sconvolte dal COVID, i leader aziendali si trovano ad affrontare alcune domande critiche su come andare avanti. Le loro decisioni in questo periodo cruciale avranno un impatto duraturo sulla salute generale delle loro aziende, in particolare sulla loro capacità di coinvolgere e trattenere talenti.

I CIO, in particolare, hanno una domanda fondamentale da porsi in questo processo: come possiamo sfruttare in modo ponderato la tecnologia per creare ambienti di lavoro che promuovano la collaborazione, l’innovazione, l’inclusione e la fidelizzazione dei dipendenti?

Tornare alla normalità?

La narrativa dominante sembra indicare che l’obiettivo è tornare alla normalità. Ma la “normalità” pre-pandemia non funzionava per porzioni significative della forza lavoro del settore IT, in particolare per le categorie sottorappresentate, come donne e con disabilità. Ciò che era normale, era una normalità del tutto ingiusta.

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Praticamente dalla sera alla mattina molti dipendenti hanno accettato di svolgere il proprio lavoro da casa, qualcosa di cui molte persone con disabilità o altri vicoli personali hanno sempre avuto bisogno. Sebbene ci siano stati progressi in questo settore, la maggior parte degli uffici e dei processi interni sul lavoro non sono stati costruiti tenendo conto delle esigenze delle persone disabili, e continua ad esserci uno stigma significativo nei confronti delle persone con disabilità.

L’opportunità di lavorare da casa è molto vantaggiosa per le persone con problemi di mobilità, poiché è molto più probabile che le loro case siano attrezzate per le loro esigenze. Il lavoro a distanza consente anche le pause necessarie per gli appuntamenti medici o terapeutici. Altrettanto importante, un ambiente di lavoro remoto permette a un dipendente con disabilità di essere visto e riconosciuto dai propri colleghi come un membro alla pari della forza lavoro, qualcosa con cui le persone con disabilità fisiche hanno sempre lottato.

La pandemia ha anche creato un’enorme sfida per i genitori, con conseguenze sfortunate e molto concrete per le donne. Milioni di donne sono state costrette a ridurre le ore di lavoro o a lasciare il proprio impiego per seguire i figli, un enorme passo indietro per l’uguaglianza di genere.

Detto questo, ci sono stati anche alcuni vantaggi per i genitori che hanno potuto mantenere il proprio lavoro restando a casa. È diventato più accettabile, persino incoraggiato, per i genitori che lavorano riconoscere che i loro figli esistono e hanno bisogno della loro attenzione. Con scuole e asili nido chiusi a causa del COVID, i genitori hanno dovuto gestire la supervisione dei propri figli nella giornata lavorativa. Ciò ha permesso ai team di vedere ancora di più l’umanità l’uno dell’altro (e apprezzare l’atto di equilibrio che i genitori hanno sempre compiuto!) e ha creato spazio per l’empatia e il supporto per le famiglie.

Va anche detto che l’opportunità di passare al lavoro a distanza è un privilegio che non tutti possono avere. È anche fondamentale riconoscere che mentre i lavoratori essenziali hanno continuato a lavorare di persona ogni giorno, la maggior parte dei lavoratori del settore IT è stata in grado di lavorare da casa e ha ricevuto un livello di autonomia che prima era irraggiungibile. E ha funzionato!

I prossimi passi per i leader aziendali

A partire da qui, dove andiamo adesso e come può l’IT dare l’esempio nell’applicare le lezioni che abbiamo imparato su cosa funziona e cosa no in un ambiente di lavoro remoto?

Smettere di inquadrare il lavoro a distanza come un vantaggio e usare la tecnologia per garantire che gli obiettivi continuino a essere raggiunti in un ambiente remoto.

Qualcosa che era un’aspettativa di base della forza lavoro un anno fa non può ora essere considerato un benefit. I dipendenti non avevano scelta tra andare in ufficio oppure no, semplicemente non potevano andarci. Tuttavia hanno mantenuto in funzione l’azienda lavorando dai loro tavoli in cucina e da monolocali. Il lavoro a distanza è stato ciò che ha tenuto a galla molte aziende di tutti i settori durante la pandemia. Piuttosto che pubblicizzare un lavoro da remoto come un vantaggio extra, provate a dare ai dipendenti l’opportunità di scegliere se desiderano rientrare in ufficio.

Per essere chiari, questo non significa che tutti i lavori tecnologici debbano lavorare da remoto. È legittimo chiedere a un dipendente di rientrare in ufficio, ma i CIO e altri leader aziendali dovrebbero dare uno sguardo d’insieme alla loro forza lavoro e considerare perché i dipendenti dovrebbero essere fisicamente in ufficio. La pandemia ha dimostrato che, con i giusti strumenti a disposizione, il passaggio a un ambiente di lavoro remoto o a un modello ibrido può aumentare l’efficienza dei dipendenti ed essere un enorme risparmio sui costi per l’azienda.

Lavorare per vedere l’umanità dei collaboratori e confrontarsi regolarmente con loro

E’ fondamentale che un leader comprenda che i collaboratori, esattamente come lui/lei, hanno appena attraversato un periodo molto impegnativo e di trasformazione. I migliori leader creano aperture per conversazioni con i loro dipendenti che vanno oltre le attività quotidiane del lavoro. La pandemia è stata un’opportunità per tutti di riflettere su ciò che è importante, ed è possibile che le priorità per molti siano cambiate. Lavorate per comprendere il vostro team in modo più approfondito. Questo può essere fatto attraverso check-in programmati e sondaggi iniziali per consentire al team di definire l’ambiente di lavoro post-pandemia. Ancora più importante, continuate a valutare e iterare i sistemi che state implementando ora, poiché probabilmente dovranno essere modificati man mano che arrivano i feedback dei dipendenti.

Considerare questo nuovo capitolo come un enorme beta test e farsi guidare dai dati.

Ogni azienda sta gestendo la “nuova normalità” e deve tenere traccia di come sta andando. Qualsiasi ambiente abbiate deciso di creare, considerate l’opinione e le esigenze dei vostri dipendenti. I CIO possono essere leader nello sfruttare la tecnologia per valutare l’esperienza dei dipendenti e apportare modifiche man mano che emergono nuovi modelli. Gli obiettivi critici dell’azienda non dovrebbe risentire di un ambiente di lavoro premuroso. Al contrario, più i dipendenti sono coinvolti nella scelta delle modalità di lavoro e si sentono ascoltati, più a lungo rimangono e migliore è il lavoro che svolgono.

Qualunque sia il piano che scelgono, i leader aziendali devono prepararsi a essere flessibili, apportare modifiche e forse anche ricominciare da capo. Ci sono ancora tante incognite, e non è realistico aspettarsi che tutto vada liscio. I CIO hanno un’incredibile opportunità di essere leader in questo nuovo capitolo e la loro volontà di dedicare tempo e sforzi alla creazione e all’iterazione di un modello che funzioni per tutti in azienda sarà un fattore determinante per il successo.

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