Realtà aumentata in azienda: suggerimenti per realizzare un’app AR di successo

La realtà aumentata ha molto da offrire alle aziende, dal supporto dei lavoratori remoti all'aumento dell’engagement nel marketing. Ecco i suggerimenti per creare un'applicazione AR efficace

ar app realtà aumentata

La realtà aumentata sta entrando in azienda con applicazioni sempre più interessanti. La tecnologia che sovrappone immagini digitali al mondo reale si presta a un’ampia gamma di potenziali usi, dagli strumenti di formazione alle dimostrazioni per i clienti agli spazi di progettazione collaborativi.

Alcune applicazioni AR si basano su dispositivi hardware specializzati, come il visore HoloLens di Microsoft, mentre altri funzionano con gli smartphone che usiamo tutti i giorni. L’inclusione dell’ARKit di Apple e delle piattaforme di sviluppo ARCore di Google in iOS e Android, rispettivamente, ha reso disponibili a quasi tutti gli utenti i dispositivi mobili compatibili con la realtà aumentata.

Questo significa che ogni azienda dovrebbe avere un’app AR? “Probabilmente no”, afferma Tyler Wilson, user experience designer dello studio di design Helios Interactive. Secondo Wilson, prima di investire nello sviluppo di app AR, le aziende dovrebbero chiedersi se i propri contenuti sarebbero valorizzati dalla realtà aumentata.

Se state pensando di utilizzare un’applicazione AR come strumento di marketing, per esempio, tenete presente che strumenti ‘tradizionali’ come siti web, presentazioni PowerPoint e altri media funzionano ancora molto bene”, sottolinea il designer. “I vostri contenuti saranno più facili da assimilare o utilizzare con l’ AR?”.

app ar helios visa london

Con l’app AR che Helios Interactive ha creato per Visa London gli utenti possono selezionare città del mondo per visualizzare flussi di dati che riflettono il volume delle transazioni tra le città. La presentazione AR consente a più utenti di accedere e visualizzare contemporaneamente diversi flussi e di ruotare il globo per visualizzare i dati da vari punti di vista.

Esempi a cui ispirarsi

Una volta stabilito che un’applicazione AR è lo strumento giusto per rispondere a determinate esigenze, come assicurarsi che sia utile, coinvolgente e che le persone effettivamente la usino? La tecnologia è abbastanza nuova e non ci sono molti esempi con cui confrontarsi.

La realtà aumentata è una novità per le aziende”, afferma Erik Murphy-Chutorian, fondatore e CEO di 8th Wall, che realizza strumenti di sviluppo AR. “Se dovessi realizzare un’applicazione 2D tradizionale su iOS, per esempio, posso contare su una documentazione esauriente su cosa fanno tutte le diverse visualizzazioni, quali sono i componenti del design, consigli sulle dimensioni dei pulsanti e sulle azioni che intraprendono. Ma non è possibile indicare molti esempi di applicazioni AR di alta qualità che hanno avuto successo sul mercato”.

Quindi è compito dell’IT, dei leader aziendali, dei designer e degli sviluppatori trovare l’approccio migliore. Un buon modo per iniziare è porsi alcune domande di base: chi, come, cosa, perché, dove.

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A chi è rivolta l’app e come vi accederanno gli utenti?

Per cominciare, chi userà l’app? E’ per i propri dipendenti che la utilizzeranno per lavoro, è per uso esterno, a scopo di marketing o di vendita?

Che si tratti di un gruppo interno o di un gruppo esterno, che si tratti di partner o clienti”, afferma Tom Ortega, proprietario di Omega Ortega, società di consulenza e sviluppo di applicazioni, “è necessario capire a che pubblico ci rivolgiamo e che tipo di esperienza vogliamo offrire”.

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Tra i clienti di Omega Ortega c’è Arvest Bank, che sta sperimentando come AR può aiutare i suoi clienti nel nuovo Experience Lab nella città di Bentonville, in Arkansas. L’app consente di visualizzare la foto di un edificio – dove, per esempio, verrà aperta una nuova filiale – e sovrapporla con l’icona di una mappa che gli utenti possono toccare per ottenere indicazioni stradali per l’edificio.

Bas de Vos è il direttore di IFS Labs, il “think tank” interno del fornitore di tecnologia aziendale IFS. I clienti della società, provenienti da settori come i servizi energetici e la difesa, utilizzano l’AR per fornire supporto remoto e informazioni on-demand ai propri dipendenti.

Se fornite un dispositivo AR a un tecnico dell’assistenza che lavora sul campo, dovete innanzitutto convincerlo del valore aggiunto dell’applicazione“, afferma de Vos. “In secondo luogo, il dispositivo non deve intralciare il suo lavoro. Per i clienti di IFS, questo di solito significa fornire l’app AR tramite un dispositivo montato sulla testa per tenere le mani libere”.

Ma Wilson di Helios Interactive mette in guardia dall’assumere che un visore sia sempre lo strumento giusto. “Molti ritengono che sfruttare un visore per la realtà aumentata renda l’esperienza automaticamente più interessante”, sottolinea Wilson. “Ma le persone hanno già i telefoni cellulari sempre con loro e sanno come usarli. Un visore richiede tempi più lunghi di formazione e configurazione: a volte non ne vale la pena”.

Qual è il contenuto dell’app e perché dovrebbe essere AR?

La realtà aumentata non è un fine in sé. Bisogna chiedersi quale vantaggio offre l’AR rispetto ad altri mezzi.

L’approccio deve focalizzarsi sul contenuto, non sul fascino di ciò che l’AR può offrire. “Nei nostri primi esperimenti abbiamo commesso l’errore di concentrarci troppo sul lato ‘affascinante’ dell’applicazione“, afferma de Vos. “Nell’ultima versione della nostra app HoloLens abbiamo fatto il contrario: siamo ripartiti dall’utente e dal motivo per cui dovrebbe utilizzate l’app”.

Ciò significa che, a volte, “less is more”; per esempio, è possibile usare gli strumenti di AR senza includere la realtà del mondo fisico. “L’AR permette di sovrapporre ambiente reale e ambiente virtuale, ma questo mondo sovrapposto non significa necessariamente aggiungere valore”, dice Murphy-Chutorian di 8th Wall. “Un approccio molto più pragmatico è sfruttare la capacità di un dispositivo che può muoversi nello spazio e sapere esattamente dove si trova nel mondo”.

Come esempio Murphy-Chutorian cita giochi per piattaforme mobile che sfruttano l’interazione spaziale senza preoccuparsi di utilizzare la sovrapposizione della fotocamera. “Con questo approccio tutti si eliminano molti problemi. Non è necessario preoccuparsi del campo visivo davvero ristretto che offre la fotocamera. In molti casi, questo offre tutti i vantaggi della tecnologia e semplifica il processo di sviluppo”.

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Il gioco per piattaforme mobile Zombie Gunship basato sull’AR

Il gioco per cellulari Zombie Gunship si basa sul tipo di interazione spaziale possibile con la realtà aumentata, ma non si preoccupa di mostrare il mondo reale. Questa scelta elimina molte delle sfide poste dalle app AR che devono ospitare oggetti del mondo reale.

Dove e come sarà usata l’applicazione AR?

Dove si trovano le persone quando fruiscono i vostri contenuti AR?”, chiede Wilson. “Se gli utenti sono a casa o in ufficio, c’è spazio per molte interazioni. Ma se usano l’app all’esterno o in una affollata sala conferenze, l’app potrebbe essere difficile da usare a causa delle distrazioni dall’ambiente circostante”.

Richiedere molta interazione è un potenziale limite, perché le persone non sono abituate a doversi impegnare per usare un’app sullo smartphone.

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Ci sono modi per aggirare questo limite, però, attraverso interfacce utente che incoraggiano e premiano le azioni richieste. La maggior parte delle persone non ha ancora familiarità con le app AR, quindi l’interfaccia dell’app deve insegnare agli utenti come interagire con essa. L’app di Bank of America, per esempio, spiega come acquisire una buona immagine di un assegno che si vuole depositare e fornisce un feedback quando l’immagine viene catturata correttamente.

I consigli per realizzare un’efficace app AR

Alcuni di questi consigli saranno familiari a chi ha già vissuto un’ondata di nuove tecnologie. “Tutti abbiamo imparato in passato dai nostri errori“, afferma de Vos, “ma poi c’è una nuova tecnologia e li commettiamo di nuovo“.

Ecco dunque i consigli degli esperti su come affrontare lo sviluppo di un’app AR:

  • assicuratevi che l’app fornisca un valore che solo AR può fornire
  • non consegnate ai designer o agli sviluppatori un elenco di cose che l’AR può fare, pretendendo che la vostra app le faccia tutte
  • implementate solo la tecnologia necessaria per raggiungere lo scopo
  • tenete a mente il pubblico e l’ambiente
  • non partite dalle cose più affascinanti, ma da quelle che potete realisticamente implementare
  • assicurati che qualsiasi strumento rivolto ai dipendenti non intralci i flussi di lavoro esistenti
  • non perdete di vista il vostro obiettivo. Se offrite un’app per facilitare l’acquisto di un prodotto, per esempio, assicuratevi di includere un modo per acquistarlo.

L’utilizzo di questi suggerimenti come linee guida vi permetterà di trovare la giusta strategia per usare con successo la realtà aumentata nella vostra azienda.

AUTOREJake Widman
FONTEComputerworld
CIO
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