Il futuro di Windows Phone è appeso a un filo e se il lancio di Windows 10 Mobile non migliorerà in qualche modo la diffusione di questo sistema operativo mobile, Microsoft potrebbe non avere nessun’altra scelta se non abbandonarlo. Così la pensa l’analista di Jackdaw Research Jan Dawson, secondo il quale l’arrivo di Windows 10 su smartphone potrebbe incrementare il market share di Microsoft in ambito mobile, ma quasi sicuramente non ci si avvicinerà al 10%. Ricordiamo che al momento, secondo le stime di IDC, il mercato di Windows Phone rappresenta solo il 2,7% a livello globale.

“Windows 10 Mobile si preannuncia come un’uscita importante e significativa, ma non farà un’enorme differenza e Microsoft potrebbe decidere di abbandonare Windows su piattaforma mobile se continuerà a vedere simili e risicate percentuali”, ha dichiarato Dawson. La strategia di Microsoft per incrementare la diffusione del suo OS mobile sta soprattutto nell’idea delle app universali, ovvero applicazioni che con poco sforzo da parte degli sviluppatori potranno essere portate su qualsiasi device con Windows 10, compresi quindi smartphone e tablet oltre a PC, device IoT e persino la console Xbox One.

Il problema con questo approccio, sempre secondo Dawson, è che la maggior parte delle applicazioni mobile non è quella che si utilizza su un PC e viceversa. In pratica la disponibilità di queste app universali non andrebbe a risolvere il già noto problema di “app gap”, ovvero la scarsità di applicazioni su Windows Phone che è uno dei fattori a cui si devono percentuali così basse nel mercato mobile globale.

Un ponte sopra le acque mobili

Microsoft ha anche annunciato una serie di “ponti” per rendere più facile per gli sviluppatori di app Android, iOS e web portare le loro creazioni in ambiente Windows 10 (compresa la versione Mobile), ma anche in questo caso Dawson dubita che un simile approccio possa aiutare a colmare l’app gap.

“Questi ponti pensati da Microsoft sono stati progettati per facilitare la vita ad alcuni sviluppatori, ma il porting di un’app da Android (o iOS) a Windows 10 richiede comunque tempo e investimenti e, con una quota di mercato così risicata, quanti sviluppatori vorranno fare questo tipo di lavoro quando sanno che pochissimi utenti acquisteranno le loro app? Senza poi contare che, oltre allo sviluppo, ci sono altri aspetti da considerare come la manutenzione, il bug fixing, l’aggiunta di nuove funzionalità e in generale tutto il discorso del supporto. Insomma, se la strategia di Microsoft può effettivamente aiutare con il port iniziale di un’app, non fa altrettanto per tutto quello che viene dopo il rilascio di un’applicazione”, continua Dawson.

L’intenzione di Microsoft per l’immediato futuro è soprattutto quella di costruire una base utenti che sia più ampia possibile

C’è di mezzo anche Android

Avi Greengart, research director di Current Analysis, è convinto che con il lancio di Windows 10 Microsoft farà tutto quanto è in suo potere per portare quante più app possibili in ambito mobile. Greengart vede di buon occhio sia la piattaforma universale delle app, sia i ponti per il porting di cui abbiamo appena parlato, ma anche la decisione di offrire gratuitamente l’upgrade a Windows 10 per il primo anno in ambito PC e di rilasciare gratuitamente Windows 10 Mobile ai produttori di smartphone e piccoli tablet è positiva.

“Microsoft si è ormai allontanata da un modello passato che voleva che ogni nuova versione di Windows fosse a pagamento, spostandosi più verso la vendita di hardware, software e servizi. L’intenzione di Redmond per l’immediato futuro è soprattutto quella di costruire una base utenti che sia più ampia possibile, in modo da convincere gli sviluppatori che l’intero ecosistema di Windows sia ancora importante e fruttuoso”, ha affermato Greengart.

In aprile Microsoft ha annunciato una partnership strategica con la startup Cyanogen, in modo da integrare in Cyanogen OS (una distribuzione di Android molto in voga negli ultimi tempi) app e servizi come Bing, Skype, Office, OneNote e Outlook. Non dimentichiamo poi i recenti accordi di Microsoft con oltre 30 produttori di tablet Android per inserire Office in bundle con questi device. Secondo Dawson simili mosse fanno parte di un “piano B” che Microsoft potrebbe mettere in pratica se anche con Windows 10 le percentuali di penetrazione nel mercato mobile dovessero continuare a rimanere sui livelli attuali.

Windows 10 Mobile potrebbe ritagliarsi uno spazio di nicchia (ma pur sempre significativo) per utenti enterprise

Il piano B di Microsoft?

Greengart non prevede l’abbandono di Windows Phone da parte di Microsoft in tempi brevi, ma è convinto, così come Dawson, che a Redmond si sta studiando un piano alternativo se Windows 10 Mobile non dovesse avere il successo sperato.

“Il piano B di Microsoft è diventare una compagnia di software e servizi su altre piattaforme. Se Windows 10 Mobile non avrà un significativo riscontro sul mercato, prepariamoci a usare Cortana su Android e a vedere app per iOS su Azure. Se Windows in ambito mobile dovesse fallire ma tutti questi servizi dovessero riscontrare un grande successo su altre piattaforme, per Microsoft non sarebbe certo la fine del mondo”.

Non tutti gli analisti tecnologici sono però pessimisti sul futuro del sistema operativo di Microsoft. Nicholas McQuire di CSS Insight pensa ad esempio che Windows 10 potrebbe aiutare Windows 10 Mobile a diventare un player importante nel mondo degli OS mobile, soprattutto in ambito lavorativo. Secondo McQuire infatti l’adozione di device Android a livello aziendale anche in ambito BYOD deve scontrarsi con le numerose versioni del sistema operativo di Google, mentre optare solo per un ambiente iOS diventerebbe troppo costoso per molte organizzazioni.

“Aziende che già lavorano in ambiente Windows avrebbero molti vantaggi a utilizzare uno smartphone Windows 10 Mobile, molto meno costoso rispetto a un iPhone e già perfettamente compatibile con le applicazioni utilizzate dai dipendenti su PC”. Se ciò avvenisse, allora Windows 10 Mobile potrebbe ritagliarsi uno spazio di nicchia (ma pur sempre significativo) per utenti enterprise. Certo, si tratterebbe di un mercato molto più ristretto di quello consumer a cui puntava Microsoft quando ha lanciato Windows Phone, ma è quanto di meglio Redmond potrebbe sperare nella peggiore delle ipotesi.