Qlik ha svelato oggi i risultati di uno studio globale condotto insieme a Forbes Insights. Dalla ricerca emerge come i migliori programmi di Business Intelligence (BI) siano quelli che mettono le analisi e le soluzioni per i processi decisionali direttamente a disposizione degli utenti aziendali. Secondo il sondaggio, circa il 60% degli intervistati ritiene infatti che l’analisi self-service dei dati sia in grado di offrire un vantaggio competitivo concreto, mentre il 50% pensa che questo approccio possa contribuire a svelare informazioni preziose.

Lo studio, a cui hanno partecipato 449 IT senior e dirigenti provenienti da diversi settori del mercato e aree geografiche (Nord America, Europa e APAC, Italia compresa), conferma che le aziende si dirigono sempre più verso ambienti self-service, in cui gli utenti possono avere sotto controllo analisi, visualizzazioni e processi decisionali. Infatti, l’ambiente BI di oltre la metà dei rispondenti è caratterizzato da un livello elevato o molto elevato di elementi self-service.

Contemporaneamente, i reparti IT e le varie business unit devono far fronte a questioni di data governance che impattano su diversi aspetti tra cui sicurezza, completezza e attendibilità dei dati. Circa il 20% degli intervistati ha dichiarato che il problema più complesso dell’accesso self-service ai dati è riuscire a combinare i dati provenienti da fonti diverse, mentre il 14% indica la sicurezza dei dati come un’altra sfida importante.

Più della metà delle aziende (54%) sta creando un’apposita struttura per migliorare le performance dei dati self-service

“Raccogliere ed estrapolare una mole sempre più grande di dati non porterà a decisioni migliori” ha affermato Frank Kozurek, Head of Business Intelligence di National Express. “Una BI vera e propria offre agli utenti aziendali gli strumenti e la governance necessari per analizzare i dati attraverso le informazioni derivanti dalle esigenze di business. Possono ricevere tutti i dati che vogliono, interagire con essi e giocarci. Una business intelligence priva di una base self-service non è affatto un’intelligence.”

Dalla ricerca sono inoltre emerse altre dinamiche interessanti. Le soluzioni self-service e i software di visualizzazione dei dati creano ad esempio un nuovo look per la BI. Secondo il 54% migliorare la visualizzazione dei dati rappresenta una mossa strategica irrinunciabile. Il 40% è d’accordo sul fatto che i modelli di analisi dei dati self-service forniscano un vantaggio competitivo concreto, mentre riguardo a come una strategia di BI self-service sia in grado di creare valore, il 69% nota miglioramenti nell’identificazione di nuove opportunità di business, il 65% in una politica dei prezzi ottimizzata o dinamica (65%) o nella possibilità di misurare la produttività (6%).

Più della metà delle aziende (54%) sta poi creando un’apposita struttura per migliorare le performance dei dati self-service. Circa il 75% degli intervistati dichiara di indirizzare i reparti IT a lavorare sempre più in sintonia con le business unit per ampliare l’accesso ai dati (aziendali e non). Il 62% degli intervistati è d’accordo sul fatto che i capi progetto debbano migliorare la propria padronanza dei dati.

Infine la tendenza è rivolta alla transizione verso un ambiente BI sempre più self-service. Nel 25% circa dei casi i senior manager hanno un ruolo chiave nel creare un ambiente più self-service, anche se, per la maggior parte dei professionisti (64%), la combinazione di iniziative da parte del top management e del resto dei dipendenti è ciò che porta davvero alla concretizzazione di un ambiente self-service.

WHITEPAPER GRATUITI