Gli ambienti di lavoro saranno molto diversi quando l’emergenza coronavirus sarà finita, e i team IT dovranno continuare ad adattare i servizi tecnologici per soddisfare le mutevoli esigenze delle aziende. Molti aspetti degli scenari che si presenteranno sono ancora sconosciuti, ma in questo momento i professionisti della rete possono affinare nuove competenze per essere meglio preparati a ciò che verrà.

Uscendo da questa crisi, penso che le aziende riesamineranno il modo in cui utilizzano la loro rete”, afferma Mark Leary, direttore di ricerca delle analisi di rete presso IDC. “Quali tecnologie sono obsolete? Quali da potenziare? Quali progetti vale la pena portare avanti? Quali nuovi da intraprendere? Quali competenze hanno avuto importanza durante la crisi e quali no?”.

Comprendere quali saranno le competenze maggiormente richieste può aiutare i professionisti delle reti ad avanzare nella loro carriera e chi spera in nuove opportunità di assunzione a seguito della pandemia.

Le soluzioni e le competenze che supportano il modello operativo di business virtuale che aiuta le aziende a uscire da questa pandemia saranno vincenti”, dice Leary. Queste includono tecnologie basate su software, servizi basati su cloud, connessioni a larghezza di banda maggiore come il 5G, capacità di sicurezza pervasiva, sistemi di gestione automatizzati, edge computing, sourcing e archiviazione di dati distribuiti, intelligenza artificiale e machine learning.

Si tratta di competenze che “accelerano la capacità delle aziende di fornire un’infrastruttura tecnologica più flessibile, agile, sicura, proattiva, virtuale e in rapida evoluzione”, secondo Leary.

Nei prossimi anni saranno sempre più richieste competenze in cloud computing, come la conoscenza di Amazon Web Services, la progettazione basata su cloud e l’architettura cloud”, sostiene Paul Farnsworth, CTO di DHI Group, casa madre del sito Dice dedicato alle carriere IT.

Saranno inoltre richieste competenze relative alla sicurezza della rete e del cloud, nonché la continuità aziendale e il data recovery.

La sicurezza del cloud diventerà sempre più importante”, conferma James Stanger, Chief Technology Evangelist di CompTIA, un’associazione di categoria per il settore IT. “Per ridurre i costi, aumentare la resilienza ed essere più flessibili, le aziende si stanno spostando verso il cloud. Stiamo anche osservando che le aziende che non sono abituate al cloud sono sorprese dalla mancanza di controllo e dalla perdita di visibilità delle risorse che il cloud può comportare”.

Le aziende sono alla ricerca di persone che sappiano creare piattaforme di business alternative, convenienti, ma efficaci”, afferma Stanger, “nel caso in cui i sistemi primari di una società non fossero disponibili o fossero impattati da eventi eccezionali come la pandemia Covid-19”.

L’aumento dei lavoratori da remoto ha anche portato a una maggiore domanda di persone con competenze per risolvere i problemi di accesso alla rete e ottimizzare le connessioni di rete. “Se l’azienda ha dipendenti che lavorano da remoto, devi garantire loro una buona larghezza di banda”, sottolinea Stanger. “Se si sta trasferendo nel cloud, ha bisogno di un buon QoS [qualità del servizio] e controllo della larghezza di banda”.

In ogni caso, saranno richieste tutte le competenze che supportano il modello di lavoro da casa”, aggiunge Jim Johnson, vicepresidente della società Robert Half Technology. Questi includono non solo le competenze relative al cloud e alla sicurezza, ma anche quelle relative ad analisi dei dati, automazione/robotic process automation e AI/chatbot. “Stiamo assistendo a una crescente domanda di queste competenze”.

E data la velocità con cui l’Internet of Things (IoT) sta crescendo, qualsiasi competenza relativa a quest’area sarà richiesta nel prossimo futuro, secondo gli esperti.

La proliferazione di dispositivi IoT e la gamma di casi d’uso sta esplodendo”, afferma Cushing Anderson, vicepresidente di IDC. “La gestione e l’utilizzo efficace dei dispositivi IoT richiedono un accesso alla rete solido e quasi onnipresente”.

Opportunità di formazione online

I professionisti possono apprendere queste e altre abilità sfruttando i programmi di apprendimento a distanza mentre lavorano da casa.

Quasi tutto ciò che i professionisti IT vogliono imparare può essere effettivamente appreso utilizzando le opzioni di e-learning autogestite o la formazione ‘virtuale’ con un istruttore”, afferma Anderson.

I provider di apparecchiature e servizi di rete offrono programmi di apprendimento online che sono stati potenziati durante la pandemia.

Cisco, per esempio, offre numerosi corsi di formazione online, tra cui Implementing Cisco Collaboration Core Technologies e Implementing and Operating Cisco Enterprise Network Core Technologies. L’azienda offre anche corsi guidati da formatori virtuali con istruzioni in tempo reale, e una selezione di risorse di supporto per prepararsi per le certificazioni.

All’inizio di aprile, Cisco ha introdotto Share IT Solutions, un forum della community per consentire la continuità aziendale nel pieno della pandemia. Le persone possono condividere le loro sfide IT, ottenere input dalla community e condividere le loro best practice. Per un periodo di tempo limitato, Cisco offre uno sconto del 50% per l’iscrizione al corso DevNet Fundamentals per mantenere aggiornate le competenze nello sviluppo.

VMware ha recentemente annunciato che offre accesso gratuito per sei mesi a un abbonamento Premium al suo programma di apprendimento digitale VMware Learning Zone (VLZ). Oltre ai contenuti disponibili con l’abbonamento di base, tra cui oltre 1.300 risoluzioni di problemi, supporto e video di formazione, l’abbonamento Premium include l’accesso a contenuti come il catalogo completo dei video della Learning Zone, che comprende video sulla risoluzione avanzata dei problemi e sulla configurazione. Sono inoltre disponibili oltre 650 video dedicata alla preparazione per l’esame VMware Certified Professional.

Per coloro che cercano di entrare nel settore delle reti, le certificazioni sono un ottimo modo per iniziare il percorso professionale”, afferma Anderson. “Molte aziende sfruttano le certificazioni IT come parte del loro programma di sviluppo, ma è difficile per gli aspiranti sapere quali sono le certificazioni IT richieste da una determinata azienda”.

La ricerca IDC mostra che i manager che hanno le certificazioni tendono a favorirle, mentre quelli che non ne hanno sono piuttosto indifferenti. “Ma quando si tratta di un nuovo assunto con poca esperienza, un candidato che ha dimostrato iniziativa seguendo un corso o ottenendo una certificazione sarà una scelta migliore di uno che non ha fatto nulla”, sottolinea Anderson .

Per le persone che desiderano spostarsi da un’altra area dell’IT al networking, seguire corsi e certificazioni di base dimostra impegno e motivazione”, aggiunge Anderson. “Cercate di scoprire dai dirigenti del dipartimento a cui aspirate quali contenuti ritengono possano essere più utili”.

Superare le limitazioni dell’apprendimento a distanza

Per i professionisti la motivazione nell’apprendere nuove e stimolanti competenze è una grande sfida”, afferma Anderson. “Per coloro che non sono abituati a imparare al di fuori della classe, la formazione guidata da un istruttore virtuale può essere un buon punto di partenza, perché in genere ha orari di incontro programmati”.

Possono essere sessioni a orari prestabiliti e, a seconda del livello e della durata del corso, possono durare diverse settimane con sessioni di esercitazione e, in alcuni casi, progetti di gruppo.

Molte piattaforme di formazione offrono sessioni pratiche o in laboratorio attraverso tecnologie di virtualizzazione o simulazione”, piega Anderson. “Questi laboratori possono essere complessi e sono esempi realistici di come la tecnologia o le tecniche vengono utilizzate nella pratica. Ma richiedono tempo e concentrazione”.

Un’altra limitazione è che le società che prevedono certificazioni, come molte altre aziende, non sono in grado di aggirare la chiusura dei test center, o devono lavorare con parametri limitati. “La disponibilità di appuntamenti presso i test center fisici è limitata, a causa delle regole sul distanziamento sociale adottate dai vari Paesi”, specifica Anderson.

Secondo Leary i test di certificazione online, con i giusti controlli di sicurezza, possono sostituire i test di persona per la stragrande maggioranza degli studenti e la maggior parte delle certificazioni.

Cisco e VMware, per esempio, hanno introdotto test online per i rispettivi programmi di certificazione, in modo che le persone non debbano attendere fino alla riapertura dei test center accreditati. Entrambe le società utilizzano il software Pearson VUE, che sfrutta l’intelligenza artificiale e tecniche come il riconoscimento facciale e il monitoraggio dei movimenti oculari per segnalare potenziali violazioni della sicurezza.

Sfortunatamente, l’area ancora in ritardo nei test è la sostituzione dei laboratori pratici”, afferma Leary. “Mentre i laboratori virtuali sono stati introdotti nella formazione in aula e nei corsi online, il loro uso nei test è molto limitato. Dato che sia i responsabili IT che i singoli collaboratori danno un valore molto elevato all’esperienza pratica e alle competenze del mondo reale, i test di laboratorio rimangono una sfida per le certificazioni tecniche di livello più alto”.

Nell’intraprendere un percorso di formazione online ci si può chiedere se c’è abbastanza tempo per padroneggiare una nuova abilità prima che la pandemia finisca e riprendano le assunzioni.

La risposta dipende dal tipo di skill e dalla domanda delle aziende. “In generale, l’obiettivo non deve essere ‘lo sviluppo di competenze durante la pandemia’, ma l’inizio di un percorso che porta a una carriera migliore”, secondo Anderson.

Tutti i professionisti IT dovrebbero prendere l’abitudine di seguire un corso significativo”, conclude l’analista di IDC. “Non importa se al vostro capo interessa o meno: migliorando le vostre abilità aumenterà il vostro valore per l’azienda e farete passi avanti nella vostra carriera”.