Data per inevitabile la recessione economica, i decisori degli investimenti IT confermano in gran parte i piani sulle infrastrutture IT, ma stanno anche valutando come cambiare le priorità se i tagli di spesa IT dovessero rendersi inevitabili.

Lo sostiene IDC sulla base dei suoi sondaggi su base mensile. In particolare due indagini sono citate nel report “Early 2023 Cloud Budget Outlook: Aligning IT Spending with the Business Conditions”, pubblicato recentemente dalla società di ricerca.

Nella prima, circa l’81% dei manager interpellati pensano di mantenere invariati i budget IT del 2023, o addirittura di aumentarli, nonostante si aspettino una crisi economica. È un dato che emerge da indagini condotte nel novembre e dicembre 2022 su oltre 800 “decision maker” di investimenti IT in Nord America, Europa e Asia/Pacifico.

Nel contempo la spesa in Cloud Computing sta crescendo, anche per l’aumento delle tariffe: secondo una Quick Poll di IDC su 69 CIO che fanno parte del suo Global CIO Executive Council, due aziende su tre stanno già spendendo sui servizi cloud più di quanto avevano previsto a budget.

Secondo questi CIO intervistati, le contromisure prevalenti sono due – ottimizzare la spesa attraverso le soluzioni di cloud sourcing e vendor management, e ridurre la spesa in infrastrutture cloud – e le aree meno esposte a eventuali tagli sono IT Security, Data e Analytics, Infrastructure e Operations, e Customer Experience.

Cosa farà l’IT aziendale per controllare i costi: progetti e FinOps

Ma in generale come verranno affrontate nelle aziende le potenziali criticità di una recessione che dovesse prolungarsi? IDC prevede che la risposta dei manager che decidono gli investimenti IT si articolerà in tre fasi, agendo su due leve: i progetti IT messi a budget, e le metodologie FinOps di Financial Cloud Management, che prevedono la collaborazione delle aree IT, DevOps, Finance e Acquisti per estrarre il massimo valore dagli investimenti cloud attraverso decisioni data-driven.

Nella prima fase verranno “congelati” immediatamente tutti i nuovi progetti per i quali non sono stati preventivati ritorni entro 12 mesi, mentre la parte FInOps si concentrerà sulla ottimizzazione di tariffe e sconti negoziando con i vendor, e sull’allungamento dei contratti IaaS e SaaS basati su tariffe che non sono a rischio di aumenti.

Nella seconda fase, durante la prima metà del 2023, IDC si aspetta uno spostamento della spesa dai progetti in fase “run” a nuovi progetti con ROI atteso entro 12 mesi. Il FinOps invece si occuperà di tagliare le spese per risorse IaaS sottoutilizzate, eliminare le funzionalità SaaS duplicate, e ottimizzare il consumo delle altre risorse IaaS.

Infine se la recessione dovesse perdurare, nella seconda metà dell’anno subentrerà la terza fase degli aggiustamenti di spesa IT, con impatti nel 2024 e oltre. Questa fase darà priorità ai progetti di automazione che riducono la necessità di risorse IT interne e di consulenza, mentre le strategie FinOps ottimizzeranno ulteriormente i costi del cloud agendo sugli spostamenti dei workflow e sulle architetture cloud.

Tim Greene