La forza lavoro globale di IBM è calata del 12% lo scorso anno, soprattutto a causa delle recenti dismissioni aziendali. Secondo gli ultimi dati forniti dalla stessa IBM, i lavoratori del colosso informatico americano ammontano a 379.592, con un calo di 51.600 dipendenti rispetto al 2013, quando a livello globale IBM dava lavoro a 431.212 persone. Gran parte di questo calo (circa 35.000 dipendenti) è dovuto alle dismissioni del gruppo nel 2014.

Lo scorso anno infatti IBM ha ceduto a Lenovo per 2.1 miliardi di dollari la sua la divisione server x86 e la sua produzione chip a GlobalFoundries per 1.5 miliardi di dollari, sebbene non siano mancate altre dismissioni di minore portata.

Nonostante queste cessioni, IBM ha annunciato di aver assunto 45.000 dipendenti nel corso del 2014 e Clint Roswell, un portavoce del gruppo, ha affermato che IBM sta cercando in tutto il mondo 15.000 esperti in settori in grande crescita come il cloud, l’analisi dati, la sicurezza e le tecnologie social e mobile. Per IBM queste assunzioni dimostrano la volontà di adeguarsi ai cambiamenti del mercato e di voler passare a segmenti più remunerativi, liberandosi invece di quei settori (produzione di chip, server x86) che non assicurano più alti margini di guadagno.

Tra l’altro queste recenti dismissioni ricordano quelle del 2005, quando IBM cedette il suo settore PC a Lenovo e la produzione di Hard Disk a Hitachi. E a ben vedere IBM non è la sola ad adottare questo tipo di strategia. HP ad esempio ha fatto una cosa simile lo scorso anno, annunciando un piano per separare il segmento PC e stampanti da quello aziendale.

Secondo l’analista Charles King di Punt-IT, IBM sta scommettendo molto su attività che è convinta daranno alti margini di guadagni come il cloud, i social e la sicurezza. Ma la maggior parte di queste aree, con la sola eccezione dell’analisi dati, è sì promettente ma non ha ancora provato con i fatti quanto possa essere remunerativa.

Resta comunque il fatto che, almeno per quanto riguarda gli USA, la forza lavoro di IBM è calata bruscamente dal 2006, quando il gruppo contava circa 127.000 dipendenti, al 2014, quando secondo le stime dell’associazione di dipendenti Alliance@IBM si è scesi a 77.000 lavoratori, anche a causa di molte attività spostate in India e nelle Filippine.