Le prime fasi della pandemia hanno costretto le aziende a ripensare i propri luoghi di lavoro, a causa del massiccio trasferimento dei dipendenti al lavoro da casa. Molte aziende erano impreparate alla rivoluzione del lavoro a distanza e la necessità di fornire estensioni remote alle app aziendali esistenti ha accelerato di anni la trasformazione digitale. Quasi tutte le organizzazioni sono ora profondamente impegnate nel rendere accessibile ai propri dipendenti il lavoro da remoto. Molte sono ancora bloccate nei sistemi di “Generazione 1”, con patch e componenti aggiuntivi che non sono il modo più efficiente per mantenere quella che sarà una classe permanente di utenti del lavoro da remoto.

La prima generazione consisteva principalmente in componenti aggiuntivi che erano funzionalità stand alone necessarie per svolgere il lavoro. Strumenti di collaborazione come Slack erano comuni prima della pandemia, ma in seguito hanno assunto un nuovo significato. Sono stati aggiunti strumenti come Zoom, Cisco WebEx e Microsoft Teams per offrire una parvenza di spazi per riunioni per i team interni e le interazioni con i clienti esterni. Ma le aziende che erano già passate a un ambiente Modern Workplace (attraverso Citrix Workspace o VMware Workspace One, per esempio) hanno avuto un grande vantaggio nell’offrire agli utenti uno spazio di lavoro più integrato, che riuniva in un unico pannello molti degli strumenti richiesti. E i principali player delle suite per ufficio, tra i quali Microsoft e Google, hanno avviato una trasformazione dei loro prodotti per offrire un approccio più integrato. Google ha sostituito G Suite con Workspace e Microsoft ha legato più strettamente Teams a Office 365.

Tutto questo ha aggiunto complessità e nuovi oneri al personale IT che cerca di assicurarsi che gli utenti dispongano degli strumenti più efficienti per svolgere il proprio lavoro. E molti utenti hanno preferenze individuali per strumenti che richiedono all’IT di supportare funzionalità sovrapposte da un insieme eterogeneo di componenti. Chiaramente questa situazione non è ottimale per l’efficienza dell’azienda.

L’approccio di seconda generazione

Le principali società di collaborazione e suite per ufficio si stanno muovendo verso una capacità di seconda generazione, che fornisce un set più completo di strumenti integrati, e sperano di limitare o addirittura eliminare i componenti aggiuntivi. Come per l’integrazione di strumenti di produttività personale in un’unica suite (per esempio Microsoft Office e Google Workspace), ora stiamo assistendo a strategie per estendere la tipica suite di collaborazione per ufficio per includere le funzionalità necessarie per supportare i lavoratori da remoto. Di seguito alcuni esempi di questo nuovo approccio.

Citrix acquisisce Wrike

La capacità di Citrix di fornire virtualmente qualsiasi app aziendale a qualsiasi dispositivo in qualsiasi luogo in un’unica esperienza unificata, e di farlo in modo sicuro e con un intervento IT minimo, ha permesso a molte aziende di “lavorare da qualsiasi luogo”. I prodotti Citrix Workspace offrono un alto livello di sicurezza e analytics incorporate e la sua capacità di integrazione di “microapp”. Ora l’azienda prevede di espandere ulteriormente questa capacità con l’acquisizione di Wrike, una piattaforma di gestione collaborativa del lavoro che può estendere le capacità della piattaforma Citrix alle necessarie funzioni di gestione del flusso di lavoro emergenti.

L’acquisizione di Wrike da parte di Citrix colma un gap nella sua strategia per i nuovi spazi di lavoro offrendo un modo per gestire non solo le app, ma anche il flusso di lavoro e lo spostamento dei dati per vari team. Essere in grado di estendere Citrix Workspace per comprendere una serie più ampia di modelli ed esigenze di organizzazione del lavoro, gestire i team e le attività, avere la capacità di integrarsi con i set di strumenti preferiti pur mantenendo un approccio di un’unica dashboard, dovrebbe fare bene al mercato e mettere Citrix davanti alla maggior parte dei concorrenti.

Microsoft rilascia VIVA

Con VIVA, che Microsoft definisce la sua Employee Experience Platform, l’azienda mira ad ampliare l’approccio alla fornitura di informazioni all’utente finale. La piattaforma include la suite di strumenti Microsoft per la produttività e i seguenti componenti (alcuni dei quali saranno disponibili alla fine dell’anno):

  • Viva Connections. Un’estensione/componente aggiuntivo di Teams per fornire comunicazioni interne e accesso a documenti aziendali come policy e benefit.
  • Viva Insights. Una funzionalità di monitoraggio dei lavoratori/flussi di lavoro per consentire ai manager di vedere cosa stanno facendo i team, analizzare la loro efficacia, utilizzare i trend per identificare quali team sono in difficoltà, suggerire modifiche e includere dati da Zoom, Slack, Workday e SAP SuccessFactors.
  • Viva Learning. Soluzione focalizzata sulla formazione e lo sviluppo professionale che aggrega risorse di apprendimento aziendali e include integrazioni con sistemi di gestione dell’apprendimento come Cornerstone OnDemand, Saba e SAP SuccessFactors.
  • Viva Topics. Un componente aggiuntivo che utilizza l’intelligenza artificiale per analizzare i dati di Microsoft 365 e Teams e fa emergere le schede degli argomenti all’interno di conversazioni e documenti, con la possibilità di integrare la conoscenza di servizi di terze parti come ServiceNow, Salesforce, Viva Topics.

Microsoft VIVA si rivolge principalmente ai clienti esistenti di Office 365 e Microsoft 365, ovvero la maggior parte delle grandi aziende, ma l’approccio che integra le funzionalità per il benessere insieme alla produttività e alla collaborazione in una singola offerta distinguerà il prodotto sul mercato.

Google trasforma la G Suite in Workspace

Sebbene G Suite fosse originariamente molto diffusa tra singoli utenti e piccole imprese, la sua popolarità è cresciuta anche presso le grandi organizzazioni, sia nel settore pubblico che in quello privato. Per rendere il prodotto più accattivante la società l’ha rinominato Google Workspace e ha aggiunto una serie di integrazioni con strumenti di collaborazione, funzioni di amministrazione e miglioramenti della sicurezza.

Google Workspace fornisce un indirizzo email aziendale, strumenti di collaborazione come Gmail, Calendar, Meet, Chat, Drive, Documenti, Fogli, Presentazioni, Moduli, Siti e altro ancora. Google Workspace include:

  • un’esperienza integrata che riunisce chat, email, chiamate vocali e video e collaborazione sui documenti in un unico luogo unificato
  • una nuova brand identity, che riflette questa esperienza più connessa e flessibile con un nuovo branding e nuove icone a quattro colori
  • offerte su misura che comprendono un’implementazione rapida per le piccole imprese e supporto per le grandi imprese con esigenze di implementazione più complesse
  • funzionalità di sicurezza avanzate per facilitare la comunicazione sicura e offrire agli amministratori maggiori opzioni di controllo e visibilità.

I vantaggi dell’approccio di seconda generazione

Tutta questa attività significa che molti prodotti stand-alone, per esempio Zoom, utilizzati oggi dalle aziende sul lungo termine avranno difficoltà a competere con soluzioni integrate di gestione del posto di lavoro, così come fogli di calcolo ed elaboratori di testi stand alone perdono efficacia se non sono inseriti in suite di produttività personale integrate, quali Microsoft Office e Google G Suite.

Non solo il percorso per l’IT è più facile con l’integrazione da un unico fornitore (per quanto possibile), ma il costo e la soddisfazione degli utenti sono più convincenti. Senza dubbio ci saranno funzionalità di nicchia necessarie per migliorare le suite, ma è probabile che tali funzionalità avranno vita breve, poiché quelle più richieste saranno integrate nelle suite in un tempo ragionevolmente breve.

Personalmente, mi aspetto di vedere ulteriori acquisizioni in questo spazio, dato che i grandi player puntano a fornire un Modern Workspace ampliando la loro offerta e offrendo un ambiente di lavoro più consolidato. Inoltre, nelle distribuzioni aziendali sarà difficile utilizzare le app stand-alone. Infine, gli utenti saranno molto più contenti di avere un unico punto “luogo” da cui svolgere il proprio lavoro e dover apprendere l’uso di un’unica interfaccia, piuttosto che destreggiarsi con tutte le varie caratteristiche/funzioni esclusive di ogni strumento. Ciò

Le aziende hanno risposto alla pandemia inventando soluzioni per il lavoro da remoto. Ora è il momento di alzare l’asticella e adottare un approccio integrato, che facilita i team IT e aumenta la soddisfazione degli utenti

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Nei prossimi 1-2 anni, se non prima, le aziende dovranno passare a un approccio di seconda generazione al lavoro remoto e implementare una suite di spazi di lavoro integrata.

*Jack Gold è il fondatore e principale analista di J.Gold Associates, società di analisi che copre i molti aspetti del business e del consumer computing e delle tecnologie emergenti.