Quest’anno IBM investirà 4 miliardi di dollari in tecnologie per il cloud, il mobile, la sicurezza, i social e l’analisi dei dati con lo scopo di adeguarsi al mondo informatico in continuo mutamento e di tornare a dominarlo come in passato. Ma dietro a questo ingente investimento di IBM c’è anche la volontà di ottenere da qui al 2018 ricavi combinati per 40 miliardi di dollari, che rappresentano oltre il 40% dei ricavi totali di gruppo.

Un piano coraggioso e rischioso ma che in effetti potrebbe rivelarsi necessario se pensiamo che nel 2014 il giro d’affari complessivo di IBM è sceso a 93 miliardi di dollari contro gli oltre 98 miliardi del 2013. Le cause di questo calo sono da ricercare nel declino di alcune attività tradizionali del gruppo e nella vendita a Lenovo e a GlobalFoundries di due importanti divisioni hardware.

“Gran parte di questo declino dei ricavi deriva direttamente da alcune nostre decisioni. Abbiamo infatti ristrutturato il comparto hardware, che ora rappresenta meno del 10% del nostro giro d’affari, riportandolo così in attivo”, ha affermato il CEO di IBM Virginia Rometty.

Anche se il cloud computing ha portato nuova flessibilità e nuove opportunità ai clienti, ha anche messo alcuni grandi fornitori di tecnologia di fronte a una sfida per nulla facile, dal momento che i loro ricavi risiedono tradizionalmente in altri settori. È il caso proprio di IBM, che tuttavia lo scorso anno ha espanso il suo cloud business del 60% (7 miliardi di dollari di valore) e che prevede, da qui a pochi anni, una percentuale del 40% del suo giro d’affari occupata proprio da cloud, mobile e analisi dati. Si tratta di un piano ambizioso considerando che lo scorso anno queste aree di business, a cui si aggiungono sicurezza e social, hanno generato vendite per 25 miliardi di dollari, il 27% del totale.

L’obiettivo dei 40 miliardi di dollari di ricavi in quattro anni imposto da IBM è raggiungibile secondo diversi analisti

Sul fronte mobile IBM ha stretto un’alleanza con Apple e all’orizzonte ci sono già molte altre partnership, mentre sul versante Big Data e analisi dati IBM ha già investito 26 miliardi di dollari, a cui si aggiungono gli 8 miliardi investiti nel cloud e il miliardo di dollari speso per il sistema di cognitive computing Watson.

L’obiettivo dei 40 miliardi di dollari di ricavi in quattro anni imposto da IBM è raggiungibile secondo diversi analisti. Dopotutto il colosso statunitense si sta muovendo in mercati in netta crescita e le aree dove IBM sta pianificando e fornendo soluzioni differenziate e persino uniche (si pensi a Watson) sono numerose.

A questo punto l’unico ostacolo che IBM si troverebbe ad affrontare potrebbe essere quello della notoria “attenzione limitata” dei suoi investitori. Dopotutto in un mercato dove si guarda soprattutto ai dati trimestrali e ad altre valutazioni a breve termine, un periodo di quattro anno può sembrare un’eternità. “Se però gli investitori concedono a IBM il tempo necessario a perseguire questa strategia, penso che saranno ben ricompensati per la loro pazienza”, conclude l’analista capo di Pund-IT Charles King.