Machine learning e intelligenza artificiale per togliere pressione sull’IT

Secondo Nicola Attico di ServiceNow la pressione sull’IT sta diventando sempre più forte, ma machine learning e intelligenza artificiale possono aiutare.

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ServiceNow, per voce del suo Solutions Consultant Manager italiano Nicola Attico, ha rilasciato un documento in cui vengono esplicati quattro elementi che indeboliscono l’IT, con in più una riflessione su come sia possibile sfruttare l’IT proattivamente per ampliare gli orizzonti sia dell’IT stesso, sia dell’azienda.

Secondo Attico queste quattro forze debilitanti sono:

  1. Una sempre maggior pressione a dover fare di più con meno
  2. La crescente difficoltà dell’IT nel quantificare il proprio valore per l’azienda
  3. La proliferazione incontrollata di app e progetti
  4. L’adozione anarchica di servizi cloud senza il controllo dell’IT.

Nel primo caso la formula Do More With Less ha rappresentato un mantra costante nel mondo IT sin dall’inizio. La novità è che la pressione sull’IT sta crescendo e i fattori possono essere le alte aspettative dei manager, i budget che si restringono per stare al passo con l’innovazione e il backlog infinito di progetti arretrati.

Una strategia per attenuare la pressione è utilizzare il machine learning (ML) e l’intelligenza artificiale (AI) per quei processi ripetitivi come la classificazione dei ticket, l’assegnazione di priorità o l’analisi degli eventi. Quando permettiamo alle macchine di svolgere questi compiti necessari, onerosi e alienanti, possiamo ridurre quella tremenda pressione sull’IT.

Questa evoluzione non è solo positiva per l’IT, ma necessaria. Gli agenti virtuali, l’intelligenza artificiale e il machine learning potenziano le nostre capacità. Fino ad oggi abbiamo sovraccaricato gli esseri umani di compiti e problemi da risolvere semplicemente perché non c’era la tecnologia per fare altrimenti. Questa tecnologia esiste oggi e può alleviare gli umani da una parte del carico di lavoro quotidiano.

machine learning

La paura è che tutta questa tecnologia elimini sempre più posti di lavoro man mano che le sue capacità si espandono, ma in realtà, sempre secondo Attico, l’intelligenza artificiale, il machine learning e i bot non faranno perdere posti di lavoro.

In primo luogo aiuteranno a fare di più con le risorse che abbiamo oggi. L’IT deve far fronte a un enorme quantità di progetti arretrati e una sempre maggior richiesta di tempo. Il crescente utilizzo dell’intelligenza artificiale aiuterà l’IT ad avere più tempo (la risorsa in assoluto più critica) per portare a termine l’infinita lista di attività in sospeso.

In secondo luogo abbiamo già le competenze per sopravvivere in un mondo di intelligenza artificiale. Se siamo in grado di strutturare un albero decisionale, possiamo fare conversation design. Non dobbiamo riqualificare da zero le nostre competenze ma mantenerle aggiornate, essere curiosi e capire il cambiamento.

L’unico pericolo è aspettare a implementare tutto ciò che è nuovo solo perché non familiare o minaccioso. In questo momento possono sorgere criticità, perché è quando ci rifiutiamo di evolvere insieme alla tecnologia che corriamo il rischio di incappare nella selezione naturale ed essere esclusi dalla competizione. Nelle nostre mani invece, la nuova tecnologia deve essere in grado di espandere gli orizzonti dell’IT invece di contrarli.