L’open source compie 20 anni

Il termine “open source” fu coniato da Christine Peterson il 3 febbraio 1998. In vent’anni l’open source si è trasformato da una minaccia a un’opportunità e oggi è presente in ogni piattaforma cloud

Vent’anni fa nasceva il concetto di “open source”. Oggi l’open source alimenta server, computer, dispositivi e tutti i tipi di software. Ma, due decenni fa, era un’idea di nicchia e radicale che sembrava destinata a rimanere ideologia. Ecco le tappe salienti della sua storia.

1Le origini: il movimento del software libero

L'informatico Richard Stallman. Credit: Simon Phipps

Il movimento del software libero fu avviato da Richard Stallman 35 anni fa. Il cofondatore dell’Open Source Initiative (OSI) Bruce Perens spiega che “open source è il nome dato a una campagna per la promozione del concetto preesistente di software libero nelle imprese e per la certificazione delle licenze su una serie di regole“.

2Netscape Navigator lascia il posto a Mozilla

Credit: Indolering

Nel 1998 Netscape ha abbandonato lo sviluppo del browser Netscape Navigator, approdando qualche anno dopo al progetto Mozilla. La crisi di Netscape ha reso evidente che molte aziende erano disposte ad adottare software libero solo se era supportato da un obiettivo, piuttosto che da un approccio ideologico.

3Viene coniato il termine “open source”

Christine Peterson. Credit: Foresight Institute

Il termine “open source” è stato applicato per la prima volta al software il 3 febbraio 1998, durante una riunione tenutasi presso gli uffici di VA Linux Systems a Mountain View, in California. Il termine “open source” è stato coniato da Christine Peterson, presidente del Foresight Institute, un think tank incentrato sulle nanotecnologie.

4Nasce l’Open Source Initiative

Credit: Open Source Initiative

Alla fine di febbraio 1998 fu fondata l’Open Source Initiative (OSI) a supporto del nuovo termine “open source”. Eric Raymond ne era presidente, Bruce Perens vicepresidente e il primo consiglio di amministrazione comprendeva Brian Behlendorf, Ian Murdock, Russ Nelson e Chip Salzenberg. Il logo OSI, che allude sia alla lettera O di “open” che alla toppa di una serratura per sbloccare il codice sorgente, è stato creato da Colin Viebrock.

5La nascita della licenza del software open source

Bruce Perens. Credit: wwward

Nel 1999 Bruce Perens, autore delle Debian Free Software Guidelines, ha adattato le sue linguina in una definizione oggettiva di come una licenza software può essere identificata come open source: l’Open Source Definition (OSD).

6La conquista degli sviluppatori

Credit: Simon Phipps

La genialità dell’OSI è stata il processo di revisione delle licenze attraverso una discussione aperta e pubblica per decidere quali licenze sono open source. Ciò ha posto fine alle discussioni su chi aveva il diritto di stabilire le regole e quindi ha conquistato la fiducia degli sviluppatori.

7Troppe licenze open source

Credit: IDG

Verso la metà del nuovo decennio, l’open source era così popolare che la proliferazione delle licenze stava diventando un problema. Tra il 2004 e il 2006 l’OSI ha condotto una consultazione pubblica per affrontare il problema.

8Java diventa open source, si apre un nuovo capitolo

Credit: Simon Phipps

Nonostante nel 2004 Richard Stallman abbia dedicato il saggio “The Java Trap” agli aspetti negativi di Java, nel 2006 la piattaforma è diventata open source.

9Il debutto dell’affiliazione open source

Credit: Simon Phipps

Entro la fine del decennio, ci furono così tante organizzazioni non profit open source che l’OSI passò a un modello di affiliazione e introdusse anche la membership individuale, aprendo la strada a nuove iniziative.

10Microsoft smette di combattere l’open source

Sotto una nuova leadership e di fronte all’inevitabilità dell’open source per lo sviluppo di soluzioni cloud, Microsoft ha posto fine alle ostilità pubbliche contro l’open source, sebbene continui la guerra dei brevetti contro Linux.

11L’open source diventa la norma

Credit: Simon Phipps

Oggi viviamo nell’era dell’open source: ogni componente di ogni piattaforma cloud risale a un consorzio open source senza scopo di lucro o commerciale.

 

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