L’iperautomazione fa parte del futuro della vostra azienda?

Le aziende possono portare le loro strategie di automazione al livello successivo combinando tecnologie come ingegneria dei processi robotici, AI e apprendimento automatico per sfruttare nuove opportunità di business

iperautomazione

Tra le priorità dei responsabili IT e quelle dei leader aziendali è probabile che ce ne sia una in comune per quest’anno: aggiungere più automazione. L’automazione dei processi per completare le attività in modo più rapido e accurato e allo stesso tempo ridurre i costi ha assunto un’importanza ancora maggiore durante la pandemia Covid-19. Tecnologie come automazione dei processi robotici (RPA), intelligenza artificiale (AI) e apprendimento automatico (ML) stanno guadagnando terreno in molte aziende che hanno messo in atto una strategia di automazione.

Tra le tendenze tecnologiche più significative di quest’anno c’è un concetto emergente, che combina questi strumenti per creare funzionalità di automazione più ampie, chiamate “iperautomazione”.

Cos’è l’iperautomazione?

Il termine è stato coniato da Gartner, che definisce l’iperautomazione come l’applicazione di tecnologie avanzate, AI e ML per automatizzare sempre più i processi e aumentare le capacità umane. L’iperautomazione si estende su una gamma di strumenti che possono essere automatizzati, ma si riferisce anche all’avanzamento dell’automazione stessa.

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L’iperautomazione guidata dal business è un approccio metodico che le aziende utilizzano per identificare, esaminare e automatizzare rapidamente il maggior numero possibile di processi aziendali e IT”, spiega Gartner in un report di dicembre 2020. “L’iperautomazione implica l’uso orchestrato di più tecnologie, strumenti o piattaforme”.

Otre ad AI, ML e RPA, l’iperautomazione può comprendere architetture software basate sugli eventi, suite di gestione intelligente dei processi aziendali, piattaforme di integrazione as-a-service, elaborazione del linguaggio naturale, strumenti low-code e di altri tipi per decisioni, processi e automazione delle attività. Può coinvolgere applicazioni consolidate come la pianificazione delle risorse aziendali (ERP).

Tra i casi d’uso comuni per l’iperautomazione ci sono l’onboarding del cliente, l’accettazione degli ordini, i pagamenti e gli aggiornamenti dei dati dei clienti, “che in generale sono operazioni altamente manuali”, afferma Gartner. Altri usi comuni includono la conformità normativa, l’onboarding dei dipendenti, il monitoraggio dei prodotti attraverso i sistemi della supply chain per il retail e la produzione, il monitoraggio dei trasporti e la logistica.

Negli ultimi anni, secondo Gartner, l’iperautomazione “è cresciuta a un ritmo costante”, principalmente a causa di una domanda latente di processi aziendali resilienti dal punto di vista operativo. Le organizzazioni hanno un’enorme quantità di debito “collettivo” – tecnico, di processo, dati, architettura, di talenti e sociale – che influisce in modo significativo sulla loro proposta di valore e sul loro brand. “La causa è una serie ampia e costosa di processi aziendali sostenuti da un mosaico di tecnologie che spesso non sono ottimizzate, snelle, connesse, coerenti o esplicite”.

I dirigenti aziendali senior vogliono un percorso verso l’eccellenza operativa digitale, che richiede velocità, efficacia e democratizzazione dell’automazione dei processi e dell’integrazione dei dati”, afferma Gartner, e questo ha innescato un enorme arretrato di richieste da parte degli stakeholder aziendali per l’automazione utilizzando una o più tecnologie .

La pandemia ha accelerato il requisito del “digitale di default”, con molti dipendenti che hanno bisogno di lavorare da casa e un servizio clienti digitale che diventa una necessità. Le aziende oggi hanno bisogno di resilienza, efficienza, agilità e produttività e le trasformazioni digitali che forniscono queste funzionalità si basano sull’automazione.

Un esempio pratico potrebbe essere una piattaforma di iperautomazione che aiuta una banca a gestire meglio la liquidità che in precedenza era misurata manualmente ogni giorno o ogni settimana”, afferma Kevin Martelon, consulente e responsabile delle partnership di automazione presso Saggezza, società di consulenza IT globale. Ciò aumenterebbe la portata e la qualità delle misure finanziarie che i dirigenti hanno a disposizione per prendere decisioni e scoprire potenzialmente nuove opportunità di mercato.

Analogamente, il concetto può essere applicato per valutare il rischio di insolvenza del prestito con input più dinamici e rilevanti in termini di tempo”, afferma Martelon. “Immaginate un mondo in cui la maggior parte, se non tutte, le offerte di prestito sono valutate o approvate in tempo quasi reale. Questo sarebbe un grande progresso”.

L’uso più maturo dell’iperautomazione è oggi in una fase di crescita, ma “il concetto è ben compreso e altamente visibile soprattutto nei settori industriali e commerciali”, afferma Martelon. “L’iperautomazione è in aumento sulla base del valore strategico e le organizzazioni all’avanguardia nel loro settore, sia in termini di capitalizzazione di mercato che di sviluppo del prodotto, saranno le prime a realizzare tutti i vantaggi di questo approccio”.

L’attenzione di Gartner per il concetto ha stimolato un crescente interesse per l’iperautomazione anche in settori come i servizi finanziari, la logistica e la produzione.

Martelon osserva che le organizzazioni che adottano l’iperautomazione come approccio strategico, indipendentemente dal loro livello di maturità in termini di tecnologie correlate, lo fanno principalmente per acquisire la capacità di prendere decisioni di business progressivamente più veloci con dati di qualità superiore.

Vogliono inoltre aumentare l’utilizzo dei loro investimenti in AI, ML e piattaforme di automazione, inclusi i sistemi di gestione dei processi aziendali. “E vogliono creare un’impresa ‘orientata al futuro’ in cui l’IT e il business ottengano risultati positivi”, afferma Martelon.

Gartner, che aveva indicato l’iperautomazione come la tendenza tecnologica strategica numero uno per il 2020, stima che oltre il 70% delle grandi aziende abbia decine di iniziative di iperautomazione in corso.

Cosa può fare l’iperautomazione per le aziende?

L’iperautomazione può portare a un miglioramento dei processi attraverso un’automazione più efficace, che a sua volta può portare a una riduzione dei costi. Gartner prevede che entro il 2024 le aziende ridurranno i costi operativi del 30% combinando tecnologie di iperautomazione con processi operativi ridisegnati.

A questo si aggiungono altri vantaggi.

Soprattutto per le organizzazioni che sono nuove al concetto”, afferma Martelon, “può fornire una comprensione tangibile e documentata degli attuali processi organizzativi”. E può creare un ambiente di lavoro in cui le risorse umane dispongono di “aiutanti” digitali per eseguire lavori ripetitivi e noiosi.

Uno dei vantaggi più interessanti è la possibilità di avere gemelli digitali per testare i cambiamenti organizzativi. I gemelli digitali sono rappresentazioni virtuali di entità come asset, sistemi, dispositivi, processi e persone, utili per supportare gli obiettivi aziendali.

La società di consulenza Deloitte ha previsto che il mercato globale della tecnologia dei gemelli digitali vedrà un tasso di crescita annuale composto del 38% entro il 2023, raggiungendo i 16 miliardi di dollari.

L’ascesa dei gemelli digitali coincide con l’ascesa dell’Internet of Things (IoT), secondo Gartner. Molte aziende che hanno soluzioni IoT in produzione o progetti in corso utilizzano già i gemelli digitali o prevedono di utilizzarli nei prossimi anni. I gemelli digitali stanno diventando più popolari perché hanno capacità che riducono significativamente la complessità degli ecosistemi IoT aumentando l’efficienza, secondo Gartner.

Sebbene non sia l’obiettivo principale, l’iperautomazione permette di creare un gemello digitale dell’organizzazione (DTO), che consente di visualizzare come interagiscono funzioni, processi e indicatori chiave di prestazione per generare valore, secondo Gartner. “Il DTO diventa quindi una parte vitale del processo di iperautomazione, fornendo informazioni continue e in tempo reale e indicando significative opportunità di business”.

La società di ricerca AIMultiple cita numerosi potenziali casi d’uso per applicazioni di gemelli digitali in vari settori.

Per esempio, nella manifattura i digital twin possono aiutare gli ingegneri a testare la fattibilità dei nuovi prodotti prima che vengano lanciati; o consentire alle aziende di progettare varie combinazioni di prodotti per offrire versioni personalizzate ai clienti. I produttori possono anche utilizzare i digital twin per prevedere i potenziali tempi di fermo e migliorare l’efficienza complessiva delle macchine.

Nell’assistenza sanitaria, i gemelli digitali possono aiutare i fornitori a virtualizzare l’esperienza sanitaria per ottimizzare l’assistenza ai pazienti, ridurre i costi e aumentare le prestazioni. Possono migliorare l’efficienza operativa delle attività sanitarie creando un gemello digitale di ospedali, strategie operative, personale e modelli di assistenza per esaminare le prestazioni dell’organizzazione; o migliorare l’assistenza personalizzata consentendo ai fornitori e alle aziende farmaceutiche di modellare il codice genomico, le caratteristiche fisiologiche e lo stile di vita dei pazienti, in modo che le aziende sanitarie possano fornire cure personalizzate come farmaci unici per ogni paziente.

Nel retail i venditori possono creare gemelli digitali di clienti tipo per migliorare l’esperienza del cliente fornita nei negozi o online. Per esempio, possono fornire prodotti di abbigliamento ai clienti sulla base dei loro modelli di gemelli digitali.

Le aziende dovrebbero pianificare di incorporare i gemelli digitali nelle loro strategie di sviluppo prodotto, soprattutto se si occupano di settori ad alta intensità di risorse o lavorano nell’IoT“, afferma Gartner, “o rischiano di perdere chiare opportunità di business nei loro mercati”.

Superare gli ostacoli

Le aziende interessate a implementare l’iperautomazione devono essere consapevoli di sfide e requisiti che devono affrontare mentre pianificano ed eseguono le loro strategie.

Prima ancora di iniziare il percorso, devono sapere esattamente a che punto si trovano in termini di soluzioni di automazione esistenti. “Ogni azienda dovrebbe intraprendere una strategia di iperautomazione specifica in base al suo livello di maturità nell’automazione”, afferma Martelon. “E’ necessario conoscere, ma anche valutare o confermare il proprio livello di maturità nell’automazione prima di porsi l’obiettivo dell’iperautomazione“.

I responsabili IT e aziendali devono essere consapevoli che l’iperautomazione comporta uno sforzo considerevole per le organizzazioni che hanno molti processi manuali”, afferma Martelon, che suggerisce di procedere per “piccoli passi e non per salti”. A tal fine, le organizzazioni dovrebbero considerare l’approccio all’iperautomazione in fasi per ottenere un migliore ritorno sull’investimento.

Le parti interessate, sia nell’IT che nelle linee di business, devono collaborare per definire la strategia. “Per avere successo il lavoro di un progetto o di un programma di automazione richiede un alto livello di allineamento”, sottolinea Martelon.

Una volta che gli strumenti e i processi di iperautomazione sono in atto, è importante misurare gli output iniziali per verificare se i progetti stanno funzionando come previsto e modificarli se necessario. “E’ un modo intrinsecamente positivo per affrontare il cambiamento e gestire efficacemente il percorso nell’iperautomazione”, afferma Martelon.

Gartner offre diversi consigli per le aziende che cercano di avere successo con l’iperautomazione, che includono:

  • pianificare di automatizzare tutto ciò che può essere automatizzato
  • utilizzare l’automazione per ottimizzare e accelerare la sperimentazione di nuovi flussi di valore
  • esigere una mappatura olistica delle iniziative in atto
  • dare la priorità agli investimenti IT sulla base di un percorso pluriennale iterativo, che coinvolge iniziative guidate dal business
  • progettare e pianificare iniziative simultanee per promuovere la resilienza operativa, l’efficienza, l’agilità e la produttività
  • creare team multidisciplinari durante il processo iterativo di progettazione, costruzione, ridimensionamento e gestione di una roadmap di iperautomazione.

Per molte aziende, lo sforzo profuso nell’iperautomazione sarà ripagato, visti i possibili vantaggi. Sembra essere una progressione naturale per le organizzazioni che implementano strumenti come AI e RPA.

L’iperautomazione è irreversibile e inevitabile”, afferma Gartner nel suo report. “Tutto ciò che può essere automatizzato sarà automatizzato. Le pressioni competitive per l’efficienza, l’efficacia e l’agilità stanno costringendo le aziende ad affrontare le operazioni di back, middle e front office. Le organizzazioni che resistono alle pressioni faranno fatica a rimanere competitive o a differenziarsi”.

E il senso di urgenza nella creazione di una maggiore automazione nei modelli di business potrebbe aumentare in base alla necessità di migliorare ulteriormente i processi e sfruttare le opportunità post-COVID-19 nel business digitale. I consumatori sono più aperti all’acquisto di prodotti e servizi online o all’acquisto in luoghi fisici tramite tecnologia contactless. I dipendenti si sono adattati a lavorare da postazioni remote. Le supply chain devono essere più agili che mai. L’automazione può supportare tutte queste aree, così come altre.

Poiché l’IoT e l’edge computing diventano componenti più importanti delle strategie IT, anche l’automazione può svolgere un ruolo importante. Le aziende che ignorano le opportunità di automazione potrebbero ritrovarsi a perdere terreno rispetto ai concorrenti che portano l’automazione ai massimi livelli.

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AUTOREBob Violino
CIO
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