Le più grandi acquisizioni IT del 2017

10 grandi fusioni e acquisizioni che rappresentano una lezione per i CIO di tutti i settori

Una delle acquisizioni più mormorate dell’anno è quella di Accenture da parte di Oracle. Un’operazione da 78 miliardi di dollari che si è rivelata essere soltanto una voce infondata e respinta da Oracle.

Ma è stato un anno intenso in quanto fusioni e acquisizioni nel settore IT, con una serie di accordi da miliardi di dollari che hanno riguardato servizi cloud, storage, microprocessori e trasporti. Ecco una panoramica su alcune grandi operazioni del 2017, che hanno qualcosa da insegnare ai CIO di tutti i settori.

11. Ford acquisisce Argo AI

L’investimento miliardario di Ford nella startup di veicoli a guida autonoma Argo AI è un campanello d’allarme per i CIO in tutti i settori. Dimostra infatti che i dipendenti di un’azienda automobilistica non sono più semplicemente “assemblatori di auto”, ma stanno iniziando a diventare parte dell’infrastruttura IT aziendale.

E se una società come Ford sta investendo in intelligenza artificiale su questa scala, cosa potrebbero fare le aziende in altri settori? L’apprendimento automatico e la computer vision potrebbero rivoluzionare diversi mercati.

22. Hewlett Packard Enterprise acquisisce Nimble Storage

Credit: Hewlett Packard Enterprise

Hewlett Packard Enterprise ha pagato quasi 1,1 miliardi di dollari per Nimble Storage, società specializzata in sistemi di archiviazione ibridi che combinano flash e dischi rigidi.

HPE sta integrando la tecnologia di Nimble nella sua gamma 3Par, pronta a rispondere alla crescente domanda di archiviazione veloce, ma economica. Per i CIO questo significa un player in meno sul mercato, ma potenzialmente anche una maggiore integrazione con la crescente gamma di strumenti di automazione del datacenter di HPE.

33. Google acquisisce il business smartphone Pixel da HT...

Credit: Magdalena Petrova/IDG e Google

Google ha acquisito il team responsabile dei suoi telefoni Pixel da HTC per 1,1 miliardi di dollari, tornando nel business degli smartphone quasi quattro anni dopo aver venduto a Lenovo la sua quota di Motorola Mobility.

È un segno che Google è interessata a un’integrazione più stretta tra il sistema operativo Android e l’hardware specializzato per smartphone. Questa potrebbe essere una buona notizia sia per gli sviluppatori di app che per gli acquirenti di telefoni Android: come ha dimostrato Apple con l’elaborazione video e le funzionalità di intelligenza artificiale del suo iPhone X, c’è molto da guadagnare accoppiando strettamente software e hardware.

Google ha affermato che è rientrato nel business dell’hardware per restarci a lungo e che ha progetti per i prossimi cinque, dieci e anche vent’anni.

44. Cisco Systems acquisisce Broadsoft

Credit: Stephen Lawson/IDG e Cisco Systems

Cisco Systems ha pagato 1,7 miliardi di dollari per Broadsoft, che sviluppa software PBX in cloud. I clienti di Broadsoft sono principalmente società di telecomunicazioni, che utilizzano il suo codice per fornire servizi ai propri clienti.

Ora che dietro a Broadsoft c’è Cisco, aziende grandi e piccole potrebbero essere incoraggiate a modernizzare la loro infrastruttura e a spostare in cloud il loro PBX.

55. Cisco acquisisce AppDynamics

Credit: Martyn Williams/IDG e Cisco Systems

Il più grande investimento di Cisco nel 2017 è stato all’inizio dell’anno, quando ha acquisito AppDynamics per 3,7 miliardi di dollari. AppDynamics fornisce informazioni sulle performance delle applicazioni distribuite in esecuzione in cloud pubblici o privati.

Dopo l’acquisizione Cisco ha rilasciato un nuovo toolkit AppDynamics che consente alle aziende di monitorare l’impatto finanziario dei crash delle applicazioni e di controllare in modo più approfondito le prestazioni dei client mobili.

66. Verizon acquisisce Yahoo

Credit: Martyn Williams/IDG e Yahoo

Annunciata alla fine del 2016, l’acquisizione di Yahoo da parte di Verizon ha avuto un percorso travagliato. Si è conclusa solo alla fine di quest’anno, quando Verizon ha ridotto di 350 milioni di dollari l’offerta iniziale di 4,8 miliardi di dollari perché, nel frattempo, Yahoo ha ammesso una serie di imbarazzanti violazioni della sicurezza che hanno portato all’esposizione di miliardi di dati personali dei suoi utenti.

Questo accordo rappresenta una lezione per tutte le aziende in merito al potenziale costo economico e di reputazione di una scarsa sicurezza.

77. Amazon.com acquisisce Whole Foods

Credit: Florence Ion/IDG e Whole Foods

Whole Foods è una catena di supermercati statunitense e il fatto che sia stata acquisita da Amazon.com può sembrare irrilevante per altre industrie. Ma se la vostra azienda produce, distribuisce o vende oggetti, è sempre più probabile che, prima o poi, si imbatterà in Amazon.

I retailer tradizionali come WalMart erano già preoccupati per la concorrenza online di Amazon, ma ora la società li sta attaccando sul loro terreno: in negozi fisici e centri commerciali. I 13,7 miliardi di dollari pagati da Amazon per Whole Foods le consentono di espandere e ottimizzare la supply chain per i generi alimentari. E offrono un nuovo punto vendita per i dispositivi a comando vocale Echo, che ampliano la portata del suo assistente digitale Alexa.

Anche questo è qualcosa su cui i CIO devono riflettere, dato che Amazon ha lanciato una versione aziendale di Alexa.

88. Intel acquisisce Mobileye

Credit: Martyn Williams/IDG e Intel

Intel sta riconquistando la strada del mobile computing puntando al settore automotive. A marzo ha annunciato che avrebbe pagato 15,3 miliardi di dollari per Mobileye, un’azienda israeliana che progetta sistemi in grado di aiutare i veicoli autonomi a mappare e comprendere l’ambiente circostante.

E’ improbabile che Intel e i suoi clienti utilizzino le competenze di Mobileye in computer vision e machine learning solo al mercato automobilistico. Aspettiamoci di vedere future generazioni di processori Intel che si interessano molto di più al loro, e al vostro, ambiente.

99. Toshiba vende il business memory a un consorzio che ...

Credit: Martyn Williams/IDG e Intel

Tutti vogliono più memoria flash, a quanto pare, ma non a qualsiasi prezzo. Il travagliato conglomerato giapponese Toshiba ha cercato di vendere la sua unità di chip di memoria, ma non riusciva a trovare l’acquirente giusto.

Alla fine ha venduto il 60 per cento del suo business nelle memorie a un consorzio guidato da Bain Capital, per un totale di circa 18 miliardi di dollari.

Tra i membri del consorzio c’è Apple, un prodigioso utente di memorie flash per i suoi telefoni e computer portatili. Secondo, quanto riferito, Apple ha investito nell’operazione 7 miliardi di dollari.

Altri membri includono il produttore di chip sudcoreano SK Hynix, Dell e Seagate.

L’accordo è importante per Apple in quanto fornisce ulteriore leva alla supply chain di memorie flash. Il più grande produttore mondiale di memorie flash lo scorso trimestre è stato Samsung Electronics, che è allo stesso tempo un fornitore e un rivale del produttore di iPhone.

1010. Broadcom offre 110 miliardi di dollari per Qualcomm

Credit: Broadcom e Qualcomm

Qui parliamo di un accordo non è ancora concluso, e potrebbe non esserlo mai.

L’offerta da 103 miliardi di dollari del produttore di chip Broadcom per il rivale Qualcomm non è stata sufficiente a soddisfare il consiglio di amministrazione dell’azienda, che vuole qualche decina di miliardi in più.

I chip dell’uno o dell’altro sono all’interno di molti dispositivi dell’infrastruttura IT aziendale, che alimentano storage, reti cablate e wireless e dispositivi mobili. Una fusione delle due aziende potrebbe portare a maggiori sinergie nella progettazione e nello sviluppo, oppure potrebbe consentire a un unico, potente fornitore di aumentare i prezzi.

Nel frattempo, però, si stanno già sentendo le conseguenze di una più piccola, ma significativa fusione tra produttori di chip. Marvell sta pagando 6 miliardi di dollari per il rivale più piccolo Cavium. Le due aziende realizzano componenti system-on-chip utilizzati in apparecchiature di rete, controller di archiviazione e dispositivi wireless.

 

AUTOREPeter Sayer
CIO
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