Le monete virtuali come incentivo alle frodi

I Bitcoin e le altre monete possono diventare nuovi strumenti di frode che colpiscono ogni anno un numero maggiore di aziende.

La migliore compagna della frode 2.0? Kroll non ha dubbi: è la moneta virtuale. Sì, perché accanto alle forme più tradizionali di reato, come il furto di beni fisici, corruzione e appropriazione indebita, ormai dobbiamo fare i conti anche con i crimini e le frodi informatizzate, che nascono sul web o che da internet vengono agevolati. È il caso proprio di Bitcoin e simili, ovvero le cosiddette criptovalute che diventeranno presto il principale veicolo e facilitatore di crimini quali il traffico di droga e il riciclaggio di denaro sporco.

Le monete virtuali, che per ora non sono ancora state adottate come valuta legale o non sono comunque sostenute da nessun governo al mondo, sono infatti diventate un fattore importante nel trasferimento globale di fondi. Ma c’è di più; alcuni aspetti legati a queste cosiddette criptovalute, come l’anonimato delle transazioni e la non reversibilità dei pagamenti, le hanno rese particolarmente attrattive a scopi criminali. Esse possiedono cinque caratteristiche intrinseche che le rendono particolarmente di appeal per il crimine organizzato.

Anonimato

Il sistema delle monete virtuali non richiede in alcun modo di provare la propria identità prima di effettuare un’operazione. Allo stesso tempo, le operazioni non possono essere ricondotte in alcun modo a un nominativo certo.

Portata globale

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Il sistema permette di trasferire denaro ovunque senza limiti geografici o quantitativi. Ciò significa che i trasferimenti possono avvenire anche attraverso stati terzi, con i quali il mandante non ha connessioni dirette, cosa che gli permette di fare ulteriormente perdere le proprie tracce.

Velocità

Le transazioni vengono portate a termine rapidamente, nell’arco di pochi secondi. Più la transazione è rapida, meno sono le possibilità che essa venga intercettata e bloccata.

Impossibilità di rigetto

Le transazioni sono immediatamente finalizzate. La persona che invia il denaro non può annullare l’operazione o richiederne il rimborso.

Difficoltà di tracciamento da parte delle autorità

Naturalmente, il sistema delle monete virtuali è ancora poco conosciuto e sfugge al controllo delle autorità. Esse non possono quindi di fatto tracciare i flussi finanziari maneggiati in moneta virtuale.

Secondo il Global Fraud Report di Kroll, il 75% delle aziende nel mondo è stato vittima lo scorso anno di frode. Questo tipo di frodi sta diventando infatti sempre più comuni e ha fatto segnare negli ultimi tre anni un’impennata di 14 punti percentuali. Secondo quattro intervistati su cinque, ovvero l’80% del campione, le loro aziende e organizzazioni sono diventate più vulnerabili a queste frodi nello scorso anno. Uno degli ambiti in cui i dirigenti sono più consapevoli è il cyber risk, con circa la metà di loro (51%) convinta di essere altamente o moderatamente vulnerabile al furto d’informazioni. Allo stesso modo, il 34% delle aziende si sente vulnerabile ai rischi connessi al riciclaggio di denaro.

“Le caratteristiche che rendono le criptovalute interessanti nell’ambito della frode, del terrorismo, del riciclaggio di denaro sporco e del crimine organizzato, si configurano come una sfida per le forze dell’ordine, le autorità di regolazione e i governi nazionali” ha commentato Marianna Vintiadis, Managing Director di Kroll. “La loro promessa di fornire trasferimenti di denaro veloci, sicuri e low-cost in tutto il globo deve essere vista come un rischio per l’utilizzo di questi strumenti nell’ottica di facilitare e offuscare transazioni legate ad attività criminali, inclusi il riciclaggio di denaro, il commercio di droghe e la frode su scala globale. Si tratta di un rischio che va assolutamente combattuto con regolamenti e leggi ad hoc, prima che sia troppo tardi per farvi fronte in maniera efficace.”

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