Windows 10 Pro for Workstations

La scorsa settimana Microsoft ha annunciato una nuova versione di Windows 10 rivolta agli utilizzatori di workstation che, nelle parole della stessa Microsoft, “è un’edizione avanzata di Windows 10 Pro, in grado di supportare hardware di alto livello e di gestire carichi di lavoro critici in qualsiasi situazione”.

Secondo alcuni analisti Windows 10 Pro for Workstations potrebbe attrarre alcuni utenti, ma rimane di fatto un prodotto di nicchia. Lo dimostra anche il fatto che Microsoft abbia fatto l’annuncio nei giorni scorsi in modo quasi “timido”, soprattutto se pensiamo alla copertura mediatica riservata invece a maggio per l’annuncio di Windows 10 S.

Sono soprattutto quattro le novità rappresentate da Windows 10 Pro for Workstations, la cui disponibilità è attesa a breve in concomitanza con l’uscita del Windows 10 Fall Creators Update.

  • Supporto fino a quattro processori contro i due di Windows 10 Pro e fino a 6 TB di memoria contro i 2 TB di Windows 10 Pro. Sono inoltre supportati processori di stampo server come gli Intel Xeon e gli AMD Opteron.
  • Supporto per ReFS (Resilient File System), progettato per evitare la perdita dei dati e per correggere gli eventuali errori e recuperare quasi completamente i file. ReFS ha debuttato in Windows Server 2012.
  • Supporto per memoria non volatile (NVDIMM-N), ibrido tra la tradizionale DRAM e lo storage flash su uno stesso modulo fisico che permette di leggere e scrivere nel modo più veloce possibile in base al computer. Inoltre, trattandosi di una memoria non volatile, i dati saranno sempre presenti anche in caso di spegnimento della workstation o di un improvviso blackout.
  • Supporto per la feature SMB Direct (anch’essa al debutto su Windows Server 2012), che permette l’utilizzo di schede di rete che dispongono di capacità Remote Direct Memory Access (RDMA), in modo da funzionare a piena velocità, con latenza molto bassa, utilizzando pochissime risorse.

Windows 10 Pro for Workstations

Novità importanti che vanno in effetti a intercettare i bisogni di un’utenza bisognosa di prestazioni elevate anche in ambito software. Secondo Michael Cherry di Directions on Microsoft sono però diverse le incongruenze di Windows 10 Pro for Workstations.

“Microsoft non ha ancora specificato quale canale di supporto sarà utilizzato per questa nuova versione. Visto il supporto per le memorie non volatili e per l’RDMA, Microsoft dirà comunque che deve essere aggiornata ogni sei mesi con l’ultima release disponibile? Se così fosse, sarebbe una contraddizione.”

Windows 10 è distribuito in tre canali, ovvero Insider (con build aggiornate frequentemente), Semi-Annual Channel (un aggiornamento ogni sei mesi) e Long-term Servicing Channel (LTSC), disponibile solo per i clienti che utilizzano Windows 10 Enterprise. Una versione di Windows 10 assegnata al canale LTSC potrebbe rimanere tale e quale anche per 10 anni e ricevere solo aggiornamenti di sicurezza.

Cherry ha insistito molto su questo aspetto. Innanzitutto i PC con Windows 10 Pro non possono essere assegnati al canale LTSC ma al massimo al Semi-Annual Channel, con la possibilità di saltare un solo major upgrade all’anno. Il fatto che Microsoft abbia spinto Windows 10 Pro for Workstations su concetti come stabilità e affidabilità farebbe pensare che questa nuova versione sia assegnabile al canale LTSC e non al Semi-Annual Channel.

Cherry si è anche chiesto come i sistemi con Windows 10 Pro for Workstations si comporteranno di fronte ad alcuni dei servizi più avanzati di Microsoft come Windows Defender Advanced Threat Protection (ATP), ristretto a piani di abbonamento E5 e compatibile solo con Windows 10 Enterprise. “Si può inserire un abbonamento E5 in questa nuova versione?”.

A confondere maggiormente Cherry però è il fatto che Microsoft, nonostante si lamenti delle troppe versioni di Windows ancora sul mercato, stia espandendo le edizioni di Windows 10, prima con Windows 10 S e ora con questa nuova release. Redmond inoltre sta cercando in tutti i modi di allontanare i suoi utenti da Windows 7 (e in parte minore da Windows 8.1) per passare a Windows 10, che però a sua volta si sta allargando sempre di più.

“Microsoft vuole ridurre il numero di versioni di Windows ma espandere il numero di edizioni di Windows 10”, conclude Cherry.

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