Le 7 ragioni principali per cui le persone si cancellano dalle vostre mailing list

Contenuti poco interessanti, troppe email, formattazione errata, immagini troppo grandi e pesanti. Questi alcuni degli errori da evitare assolutamente se volete puntare su una mailing list.

Gli operatori di marketing passano di solito molto tempo per convincere clienti e utenti a iscriversi a newsletter e mailing list. Eppure non viene compiuto lo stesso sforzo per assicurarsi che gli stessi clienti rimangano fedeli a questa forma di pubblicità e ci si stupisce, per non dire di peggio, quando iniziano a piovere disdette per cancellarsi da una mailing list. Cosa si può fare per evitare che ciò accada? Di seguito riportiamo le sette ragioni principali che spingono le persone a cancellarsi dalle mailing list.

1 – Non si sono mai iscritte o non se ne sono accorte

“La ragione principale per cui le persone annullano l’iscrizione a una mailing list è la non consapevolezza di essersi iscritte a un simile servizio” dichiara Daniel Burstein, direttore dei contenuti editoriali di MarketingSherpa. “Molte aziende aggiungono utenti alle loro mailing list ricorrendo a clausole scritte con caratteri quasi lillipuziani in fondo a un modulo; in questo modo, mentre si è convinti di accettare le clausole del modulo per scaricare un documento o per partecipare a un concorso online, si acconsente spesso a ricevere una newsletter al proprio indirizzo email senza nemmeno saperlo. La soluzione? Fate capire chiaramente agli utenti che stanno per iscriversi a una mailing list, inserendo magari nel modulo una casella da spuntare per l’accettazione di questo servizio opzionale”.

2 – State mandando trope email

“Un altro motivo che spinge le persone a cancellarsi da una mailing list dipende dagli operatori di marketing, che spesso sottovalutano o sopravvalutano la frequenza con cui gli iscritti a queste liste vogliono ricevere i messaggi” afferma Ros Hodekiss, design community manager di Campaign Monitor. “Secondo un recente rapporto stilato sull’argomento, il 53% dei consumatori dichiara di ricevere troppe email, mentre solo il 44% è soddisfatto dalla frequenza di invio dei messaggi. Ci sono comunque diversi modi per aggirare questo problema”.

“Il migliore è indicare in fase di sottoscrizione la frequenza di invio delle email, facendo scegliere agli utenti diverse opzioni. In questo modo chi decide di iscriversi a una mailing list può gestire fin da subito questo importante fattore, oppure modificare la frequenza in un secondo tempo nel caso non sia soddisfatto della scelta iniziale”, continua Hodekiss.

3. Gli iscritti non riescono a visualizzare correttamente le email

“Solo perché le email sembrano a posto quando le testate sul vostro account di posta non significa che saranno perfette anche sulle piattaforme email dei vostri iscritti” dichiara Austin Paley, corporate marketing communications manager di Blue Fountain Media. Philip Storey di Lyris, fornitore di soluzioni digitali per il marketing, rincara la dose, puntando soprattutto su immagini troppo grandi e pesanti. “Più del 50% delle mail è letto su dispositivi mobile e sappiamo bene quanto sia spesso scomodo visualizzare immagini enormi su piccoli display, senza dimenticare il consumo di dati quando si scarica un’immagine da alcuni MB. Se quindi volete comunicare qualcosa di importante direttamente in un’immagine, non trasformate l’email in un poster, ma cercate di trovare le giuste dimensioni e il giusto peso”.

“Inoltre, se non volete che le persone cancellino le vostre email o peggio ancora annullino la sottoscrizione alla vostra newsletter, assicuratevi che le email siano visualizzate correttamente su diversi tipi di dispositivi (soprattutto quelli mobile). Utilizzando un utile strumento come Litmus, potete capirlo immediatamente e, in caso di problemi, apportare qualche modifica al codice”.

Chi è iscritto a una mailing list si cancella da essa perché spesso i messaggi non toccano argomenti di suo interesse

4 – Le vostre email appaiono disordinate o poco professionali

“Se un’email appare disordinata, confusa e poco professionale, la gente la cancellerà e annullerà l’iscrizione alla mailing list perché magari considera quei messaggi di posta come spam” afferma Gianna Kagel, co-proprietaria dell’agenzia per l’assistenza sanitaria domestica Assisting Hands. “Per risolvere questo problema, potete rivolgervi a servizi come MailChimp o Constant Contact e inviare l’email a voi stessi per controllarla prima di inviarla a tutti gli iscritti alla lista. Se vedete che la formattazione non va bene o peggio ancora che ci sono degli errori di ortografia, modificate l’email prima di farla vedere ai vostri clienti ed evitare brutte figure”.

La creative director Summer Brighton ricorda che “non tutti sono designer e se mandate un’email visivamente vecchia o esteticamente brutta e poco curata, fate passare un messaggio per cui non vi importa se il destinatario troverà piacevole la lettura. Ecco perché è sempre consigliabile affidarsi a un servizio di email marketing che offra template personalizzabili, o a un graphic designer che vi aiuti a confezionare un’email esteticamente curata, piacevole da leggere e capace di trasmettere immediatamente al lettore quello che volete comunicare. Evitate inoltre font troppo piccoli, una quantità esagerata di testo e immagini troppo grandi, che possono diventare un fastidio in ambito mobile”.

5 – Le persone non sono interessate ai contenuti

Chi è iscritto a una mailing list si cancella da essa perché spesso i messaggi non toccano argomenti di suo interesse. “Sembra una constatazione semplice, quasi banale; in fondo basta capire ciò che vuole un vostro cliente e fornirgli un contenuto che gli possa interessare” afferma Linda Pophal, proprietaria e fondatrice di Strategic Communications. “In realtà non è così facile accontentare il nostro target; siamo troppo concentrati sui noi stessi per capire a fondo gli altri e così finiamo con il perderli”.

“Il segreto è capire gli utenti, i loro interessi e i loro bisogni e per farlo potete frequentare gruppi di discussione online, monitorare canali di social media rilevanti e ricevere ogni tanto un feedback dagli iscritti attraverso questionari, sondaggi e inchieste”.

Su questo versante si possono fare alter due considerazioni. La prima è che spesso le persone si iscrivono a una mailing list in un periodo particolare della propria vita. Chi è appena diventato genitore può ad esempio iscriversi a una newsletter con offerte di prodotti per la prima infanzia, ma continuare a inviare queste email dopo qualche anno non avrebbe più senso, proprio perché quella stessa persona avrà esigenze diverse. Tenete poi conto che siamo già inondati quotidianamente di email. Insistere con messaggi su argomenti di scarso o nullo interesse è il primo passo per condurci ad annullare la sottoscrizione a una mailing list.

Creare contenuti è già difficile di suo, ma crearne di vari, interessanti e stimolanti è ancora più complicato

6. Puntate sempre a vendere qualcosa

“Molte persone annullano la sottoscrizione a una mailing list perché tutto ciò che ottengono è una sequela continua di inviti a comprare prodotti o servizi”, afferma la consulente marketing Gloria Rand. “Non inviate continuamente messaggi di vendita. Piuttosto seguite la regola del 80/20. 80% delle mail contenente consigli o strategie legate alla vostra attività, ebook gratuiti, template o informazioni su eventuali webinar; il restante 20% dedicato a offerte di vendita”.

“Se i vostri destinatari sono inondati da continue mail con offerte e inviti ad acquistare un certo prodotto, state certi che si toglieranno molto presto dalla mailing list. Il consiglio è di fornire innanzitutto informazioni utili e interessanti nelle vostre email, in modo da farvi apparire come esperti di un certo settore in grado di risolvere determinati problemi. Certamente non tutti finiranno poi con l’acquistare quello che vendete, ma almeno quando un utente si troverà ad affrontare un problema potrebbe rivolgersi proprio a voi”.

7 – I contenuti delle email sono noiosi e ripetitivi

“Creare contenuti è già difficile di suo, ma crearne di vari, interessanti e stimolanti è ancora più complicato” afferma il marketing manager di Clutch Tyler Walton. “Bisogna fare in modo che gli iscritti alla vostra mailing list non percepiscono le email come qualcosa di noioso, inutile, ripetitivo o che si trovi facilmente dappertutto”.

“Cercate quindi di variare il più possibile gli argomenti e di arricchirli con post presi dai blog, con infografiche, immagini e video per presentare anche meglio ciò che avete da offrire. Se poi vi accorgete che non riuscite a fornire tutti questi contenuti con la frequenza inizialmente promessa, rallentate un po’. Gli iscritti non si lamenteranno più di tanto della minor quantità se continueranno a ricevere email comunque varie e interessanti”.