sicurezza

In uno scenario aziendale come quello odierno, letteralmente trasformato negli ultimi anni da mobile, cloud e pratiche BYOD, quanto è davvero alta la consapevolezza dei lavoratori rispetto a un tema cruciale come la sicurezza? Domanda alla quale ha cercato di rispondere Critrix con un sondaggio svolto su 600 lavoratori italiani che utilizzano quotidianamente PC, smartphone e tablet per le loro attività.

A preoccupare le aziende su questo versante è soprattutto il ricorso a device mobile, effettivamente utili per aumentare la produttività e migliorare la praticità ma anche pericolosi, in quanto sempre più bersagli per attacchi informatici che, se andati a segno, possono rivelarsi un autentico disastro per l’azienda colpita.

Il sondaggio mette in luce come i tre quarti degli intervistati (73%) ritenga più elevato oggi il rischio sicurezza rispetto ad alcuni anni fa, quanto smartphone, tablet e servizi cloud non erano ancora così diffusi sul posto di lavoro. Percentuale sale all’83% per i cosiddetti lavoratori Millennials tra i 18 e i 35 anni di età, anche perché questa generazione è praticamente cresciuta con Internet e con queste nuove pratiche digitali.

il 14% del campione ha dichiarato di non mettere in alcun modo in sicurezza i dati aziendali

Il cloud viene ritenuto sicuro dal 54% degli intervistati, ma ben l’81% si dice conscio che i propri dati, siano essi fisici (su carta) che in forma digitale (file su PC o dispositivi mobile), possano essere sottratti da un momento all’altro in caso di una vulnerabilità o di un attacco.

Stabilito quindi che i dati sono a rischio e devono essere protetti, Citrix ha chiesto ai lavoratori intervistati quale sia il metodo migliore per fare ciò. Per quanto riguarda i dati personali, il 64% ritiene innanzitutto che i documenti vadano condivisi il meno possibile, ma quando ciò non sia possibile allora si ricorre al cambio frequente delle password (36%), all’aggiornamento costante dei software di sicurezza (35%) e all’archiviazione dei dati su device esterni (30%).

Passando invece ai dati aziendali, il 43% esegue abitualmente un backup su disco esterno o chiavetta e la stessa percentuale ricorre a una password per proteggere i documenti archiviati sul PC. Il 37% ricorre a software di sicurezza solo se questo è approvato dall’azienda, mentre il 18% conserva i file di lavoro sul cloud servendosi di servizi come Google Drive e Dropbox. Infine il 14% del campione ha dichiarato di non mettere in alcun modo in sicurezza i dati aziendali.

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