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Credit: DARPA

Xiaofeng Ren, chief scientist del colosso cinese Alibaba Group (nonché esperto di intelligenza artificiale e tecnologia), rifiuta lo scenario da giorno del giudizio secondo il quale l’IA sostituirà gli umani, insistendo invece sul fatto che queste nuove tecnologie forniranno servizi utili e positivi.

“A volte le persone pensano all’IA come a una sostituzione o a una dimostrazione di vera intelligenza oltre all’unica forma che conosciamo (gli esseri umani), ma per noi tecnici l’IA non è nulla di tutto ciò”, ha detto Ren al CeBIT durante il suo intervento incentrato sullo sviluppo di applicazioni IA che alimenteranno il futuro della tecnologia. “Pensiamo se mai all’IA come a una tecnologia utile. Vogliamo costruire macchine che siano utili e chiedere a queste macchine di aiutare gli esseri umani e di renderci più efficaci. L’IA ci migliorerà, non ci sostituirà”.

Ren è stato nominato chief scientist di Alibaba nel 2017. In precedenza è stato senior principal scientist di Amazon e ha guidato gli sviluppi dell’algoritmo alla base del funzionamento di Amazon Go. Durante il suo intervento Ren ha parlato del fatto di come oggi ci sia una forma di esagerazione e isteria che circonda l’intelligenza artificiale e ha rivelato l’impatto di questa nuova realtà sia sul business, sia sulla società. L’IA, secondo Ren, sta avendo un forte impatto nel mondo ed esiste già una gamma di applicazioni interessanti che sfruttano le sue vastissime possibilità.

Il cammino dell’intelligenza artificiale ha visto importanti progressi nel 2006 e di nuovo nel 2012. Nel 2006 c’è stata una grande attività negli algoritmi e nella ricerca, mentre nel 2012 le innovazioni sono arrivate sotto forma di riconoscimento visivo, riconoscimento vocale, chatbot e robot di famiglia.

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Xiaofeng Ren

“Non è solo qualcosa che è accaduta magicamente nel 2012 o addirittura nel 2006. Le tecnologie IA si stanno ormai sviluppando da parecchio tempo e Google ne è un esempio. Non pensiamo molto all’intelligenza quando parliamo di Google, ma in realtà sta facendo cose molto significative in questo ambito indicizzando i contenuti delle ricerche e permettendoci di trovare cose online in maniera assolutamente intelligente”.

Secondo Ren oggi siamo nella terza era dell’IA, che segue gli sviluppi tecnologici fatti negli anni ’50 e ’60 (quando si riponevano molte speranze e sforzi nei sistemi di ragionamento basati sulla logica) e negli anni ’80, quando si assistette all’ascesa di sistemi esperti e all’avvento dei modelli di rete neurale. “Abbiamo davvero fatto progressi costanti e ci sono molte ragioni per questo”, ha detto Ren, spiegando come l’aumento della potenza di calcolo e l’aumento esponenziale dei dati siano due fattori chiave che guidano l’impulso verso l’IA.

“La potenza di calcolo e i dati sono aumentati costantemente. L’interesse e il supporto pubblico possono cambiare nel tempo, ma le tecnologie e le capacità tecniche che abbiamo sono in continuo sviluppo”. L’IA avrà un ampio raggio d’azione e interesserà una vasta gamma di settori tra cui vendita al dettaglio, media, agricoltura, produzione, logistica, finanza, energia, sanità, diritto e istruzione.

“Oggi è difficile trovare un settore in cui l’intelligenza artificiale non sarà utile in una certa misura. Credo che invece di aspettare un’altra era, dobbiamo renderci conto di essere giunti a un punto di rottura in cui la tecnologia sta diventando utile. L’IA avrà un impatto su molti settori in molte forme diverse. E non è solo un tipo di tecnologia, visto che grazie all’intelligenza artificiale possiamo già ora fare predizione, ottimizzazione e automazione. Ci sono davvero moltissimi ambiti in cui l’intelligenza artificiale può svolgere un ruolo importante. Tra l’altro non si tratta solo di un sogno per incurabili utopisti visto che già ora l’IA sta creando molto valore. Gartner stima che questo ammonterà a 1,3 trilioni di dollari nel 2018 e crescerà fino a 4 trilioni di dollari in cinque anni”.

Resta il fatto che l’intelligenza artificiale è qualcosa di molto complesso. “Anche oggi, con tutte queste cose che stanno accadendo, pensiamo ancora che sia davvero difficile risolvere i grandi problemi. Non è facile arrivare dove vogliamo essere e una delle grandi sfide da affrontare consiste nel trovare le competenze giuste. Il deep learning e altri progressi tecnologici reso certamente tutto più facile di prima e oggi stiamo parlando di IA come di una merce che possiamo usare e rendere disponibile per l’uso per tutti, ma è ancora difficile riuscire in questo obiettivo. Ci sono ancora molti pezzi del puzzle da assemblare e per rendere l’intelligenza artificiale davvero efficace, abbiamo bisogno di molti dati. E i dati spesso possono essere davvero difficili da trovare”.

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