Cos’è che tiene svegli gli sviluppatori di notte a parte lo scrivere codici? La paura che i sistemi di intelligenza artificiale possano rimpiazzarli. È quanto risulta da un nuovo sondaggio che Evans Data Corp. ha condotto intervistando 550 sviluppatori software e chiedendo loro quale sia la cosa che temono di più a livello lavorativo.

Non senza sorpresa al primo posto di questa particolare classifica c’è proprio l’intelligenza artificiale, seguita dal timore che la piattaforma su cui lavorano diventi obsoleta (23%) o che non abbia successo (14%). Gli sviluppatori intervistati non hanno scelto il fattore IA (Intelligenza Artificiale) a caso.

Un recente studio della Oxford University (The Future of Employment) ha messo infatti in luce come il lavoro degli sviluppatori software potrebbe diventare presto quasi interamente computerizzato, grazie al fatto che gli ultimi sviluppi nel campo del machine learning, con in più una successiva ottimizzazione da parte di speciali algoritmi, permettono ormai di realizzare progetti e applicazioni in modo pressoché identico all’azione umana.

Il timore verso l’IA non dovrebbe però scoraggiare gli aspiranti sviluppatori a continuare nella loro carriera

Lo studio evidenzia inoltre come questi nuovi sistemi di IA possano rilevare bug ed errori con un’affidabilità che gli esseri umani possono difficilmente raggiungere. Senza poi contare che i grandi database di codici offrono la possibilità di creare algoritmi che imparano a scrivere programmi per soddisfare precise specifiche.

Secondo Janel Garvin, CEO di Evans Data, il pensiero dell’obsolescenza causata dall’intelligenza artificiale ha superato timori solitamente più sentiti come l’invecchiare senza avere una pensione, il trovarsi in una difficile situazione lavorativa a causa di una cattiva gestione o lo scoprire che le proprie skill e i propri strumenti sono diventati inutili.

Il timore nei confronti di un’IA sempre più evoluta e avanzata non dovrebbe però scoraggiare gli aspiranti sviluppatori a continuare nella loro carriera. Anzi, potrebbe quasi servire, spronandoli a essere sempre più aggiornati sulle ultime novità in fatto di sviluppo. La ricerca ha anche messo in luce visioni molto differenti per quanto riguarda l’impatto dell’IA sul genere umano. Quasi l’80% degli intervistati concorda sul fatto che i sistemi robotici e l’intelligenza artificiale miglioreranno la nostra vita, sebbene il 60% ammetta in qualche modo che queste due tendenze potranno anche portare a scenari disastrosi nel caso finissero fuori controllo.

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