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HP sta espandendo la propria offerta Device-as-a-Service (DaaS) per supportare l’hardware iOS e macOS di Apple. Grazie all’ampliamento dell’offerta DaaS di HP, più nota con il nome managed mobility services (MMS), i clienti potranno abbinare iPhone, iPad, Mac e altri dispositivi Apple con il supporto, i servizi gestiti e gli analytics di HP.

Apple ha provato per anni, senza molto successo, a far entrare i suoi hardware e software nelle imprese. Ma l’adozione organica dei dispositivi iOS, in particolare l’iPhone, ha costretto le aziende a prendere sul serio questa opzione.

Nell’ultimo anno l’82% del lavoro svolto su dispositivi mobili in azienda è stato eseguito utilizzando iOS; il restante 18% delle attività mobili sono state effettuate su dispositivi Android, secondo una nuova ricerca condotta dal vendor di software di sincronizzazione dei file Egnyte.

Windows continua a dominare il desktop con il 75% delle transazioni aziendali, ma il sistema macOS di Apple detiene un significato 25%, secondo Egnyte.

A oggi, la crescita più importante nei MMS riguarda il segmento PC as a Service.

HP è stata pionieristica in questo, insieme ad altri produttori di PC come Dell e Lenovo e altri fornitori di servizi”, ha commentato Tom Mainelli, vice presidente del settore Devices and AR/VR di IDC. “Ora il mercato si sta evolvendo per includere altri dispositivi come smartphone e tablet. La mossa di HP verso l’hardware Apple è molto interessante. È intelligente, perché HP sa che i dispositivi iOS sono spesso lo standard di fatto all’interno delle aziende”.

Finora, l’unico dispositivo mobile supportato da HP era il suo Elite x3. “Le offerte DaaS di HP si sono evolute nel corso degli ultimi due anni per continuare a soddisfare la domanda dei clienti di nuovi modi di gestire l’espansione dei tipi di dispositivi e sistemi operativi utilizzati dalla loro forza lavoro”, ha dichiarato Michael Park, General Manager dell’unità Emerging Compute Solutions di HP.

Come funziona il DaaS

Tramite la sua offerta DaaS, HP determina il rapporto contrattuale che le aziende vogliono avere, a prescindere che il partner commerciale sia un rivenditore a valore aggiunto, un integratore di sistemi globale o HP stessa. “Quindi lo restituiamo all’azienda all’interno di un modello per utente o per dispositivo”, ha spiegato Jonathan Nikols, responsabile globale Device-as-a-Service di HP.

Per esempio, il costo di un contratto può includere uno SLA sui tempi di riparazione o di sostituzione di un dispositivo.

Gli ambienti con dispositivi misti oggi sono la norma”, ha affermato HP, “e per le aziende è sempre più difficile e costoso gestire diversi tipi di dispositivi, sistemi operativi e fornitori”.

Aggiungere Apple al proprio supporto hardware non è stata un’operazione semplice. “Inserire un dispositivo nella nostra offerta HP DaaS richiede l’integrazione tecnica delle API relative al dispositivo, in modo che possiamo gestirlo e proteggerlo correttamente con un modello di supporto unificato“, ha spiegato Park. “Ci vuole tempo per offrire una risposta adeguata agli ambienti complessi dei nostri clienti, e volevamo farlo bene”.

Il mercato DaaS è ancora in fase iniziale, ma in crescita

Nel complesso il mercato Daas è ancora in fase nascente, secondo Mainelli, quindi la percentuale di PC già integrati in un’offerta di questo tipo è relativamente bassa.

Tuttavia è una soluzione che si diffonderà rapidamente, in quanto è una situazione win-win per aziende e fornitori. Le aziende possono evitare le enormi spese in conto capitale che le hanno costrette a prolungare eccessivamente le vite dei dispositivi”, ha sottolineato Mainelli. “Ora, possono pagare una tariffa mensile e affidare a terzi gran parte della distribuzione e della gestione dei dispositivi”.

Per i fornitori DaaS, d’altro canto, significa abbreviare i cicli di sostituzione, realizzare ulteriori introiti attraverso i servizi e catturare un flusso di entrate più ripetibile e stabile.

L’adozione di dispositivi mobili sul posto di lavoro non è pienamente matura, secondo l’ultima indagine di Gartner sulle tecnologie personali, che è stata condotta a metà 2016. Sebbene l’80% dei lavoratori abbia affermato di aver ricevuto uno o più dispositivi aziendali, i PC desktop sono ancora l’hardware più utilizzato dalle aziende.

La maggior parte degli smartphone utilizzati in ambito lavorativo sono dispositivi di proprietà personale; solo il 23% dei dipendenti intervistati ha ricevuto uno smartphone aziendali.

Le sfide del mercato DaaS

La maggior parte delle aziende ha una “strategia di approvvigionamento collaudata, e passare al sistema DaaS significa assumersi dei rischi”, ha dichiarato Mainelli. “In parte significa anche la standardizzazione su un unico fornitore, anche se la volontà di HP di supportare Apple cambia lo scenario”.

Poiché i dispositivi mobili stanno diventando la principale piattaforma di computing per molti dipendenti, la riparazione o la sostituzione di smartphone e tablet presso il centro Apple o Microsoft più vicino non è un’opzione praticabile.

Allo stesso tempo, la miriade di dispositivi e sistemi operativi mobili rende difficile gestire i problemi ad essi associati. Per esempio la frammentazione di Android, sia hardware che software, ha portato le aziende a implementare servizi di device management per liberare risorse IT aziendali e dedicarle a progetti di business.

Alcuni vendor offrono i MMS come parte di piani generali di gestione dei dispositivi. HP ha lanciato la sua offerta DaaS nel 2016, fornendo ai propri clienti desktop, laptop, telefoni e tablet gestiti attraverso partnership con vari fornitori di hardware e software.

Nel 2013 Gartner sottolineava la mancanza di leader nel mercato MMS e affermava che “i fornitori devono investire di più in persone, processi, strumenti e consapevolezza per rispondere a una crescente domanda globale”.

Negli ultimi anni, tuttavia, il mercato MMS è maturato e oggi alcuni provider offrono sia servizi hardware che software.

I fornitori di servizi MMS possono ora rivolgersi a gruppi di utenti distribuiti globalmente, soggetti a responsabilità aziendale e BYOD, secondo Gartner. Oltre a sostituire o riparare l’hardware, i servizi includono l’acquisto di dispositivi mobili per i dipendenti, il provisioning di applicazioni aziendali specifiche e la garanzia di applicazione protocolli di sicurezza.

AUTORELucas Mearian
FONTEComputerworld
CIO
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