Fortinet: attacchi sempre più veloci e distruttivi nel’ultimo anno

Il Global Threat Landscape Report di Fortinet mostra come una scarsa attenzione alle pratiche di sicurezza faciliti enormemente il lavoro dei cybercriminali.

Cisco e INTERPOL

Fortinet ha reso noti i risultati del suo Global Threat Landscape Report. La ricerca mette in evidenza come una scarsa attenzione alle pratiche di sicurezza informatica e l’utilizzo di applicazioni rischiose consentano ad attacchi distruttivi worm-like di sfruttare gli exploit a velocità record. I criminali impiegano meno tempo a sviluppare nuove modalità di intrusione, concentrandosi invece sull’uso di strumenti automatici e intent-based per insinuarsi con un maggiore impatto sulla continuità del business.

Minacce come WannaCry si sono fatte notare per la loro velocità di diffusione e per la capacità di colpire un’ampia varietà di settori. Tuttavia, si sarebbero potute in gran parte evitare se le organizzazioni avessero praticato una più costante igiene informatica. Purtroppo, i criminali informatici stanno ancora riscontrando grande successo nell’utilizzo per i loro attacchi di exploit che non sono stati aggiornati e non hanno patch. A complicare ancor di più il tutto, l’attacco non si limita più a settori specifici e quindi il suo impatto non fa che aumentare nel tempo.

Dalla ricerca sono emersi soprattutto tre importanti fattori:

  1. Ransomworm in crescita: Sia WannaCry che NotPetya hanno preso di mira una vulnerabilità per cui era disponibile una patch da un paio di mesi. Le organizzazioni risparmiate da questi attacchi hanno una di queste due caratteristiche in comune: avevano implementato strumenti di sicurezza aggiornati per rilevare gli attacchi destinati a questa vulnerabilità e/o hanno applicato la patch quando è stata resa disponibile.
  2. Criticità degli attacchi: Più di due terzi delle aziende hanno sperimentato exploit elevati o critici nel secondo trimestre del 2017. Il 90% delle organizzazioni ha registrato exploit su vulnerabilità vecchie di tre o più anni. Anche dopo dieci o più anni dalla scoperta di una falla, il 60% delle imprese registra ancora attacchi correlati. I dati complessivi del Q2 hanno identificato 184 miliardi di rilevamenti totali di exploit, 62 milioni di rilevamenti di malware e 2,9 miliardi di tentativi di comunicazioni botnet.
  3. Attività nei tempi morti: Le minacce automatizzate non si riposano di notte o nel fine settimana. Quasi il 44% di tutti i tentativi di attacco si è verificato il sabato o la domenica. Il volume medio giornaliero nei fine settimana è stato il doppio dei giorni feriali.

fortinet

I cybercriminali inoltre sono pronti e in grado di sfruttare debolezze o opportunità legate a nuove tecnologie o servizi. In particolare, l’uso di software di estrazione non aziendale e la vulnerabilità dei dispositivi IoT su reti iperconnesse rappresentano un rischio potenziale perché non vengono costantemente aggiornati, gestiti o sostituiti. A questo proposito Fortinet rivela che:

  1. Le aziende che consentono numerose applicazioni peer-to-peer (P2P) registrano botnet e malware sette volte più numerosi rispetto a quelle che non le consentono. Allo stesso modo, le aziende che consentono molte applicazioni proxy denunciano una presenza di botnet e malware quasi nove volte superiore rispetto a quelle che non le consentono.
  2. Quasi un’organizzazione su cinque ha registrato un malware destinato ai dispositivi mobile. I dispositivi IoT continuano a rappresentare una sfida perché non hanno il livello di controllo, visibilità e protezione che ricevono i sistemi tradizionali.
  3. Traffico Web crittografato: Per il secondo trimestre di fila, le comunicazioni cifrate sono aumentate a cifre record. La percentuale del traffico HTTPS rispetto a quello HTTP è salita del 57%. Si tratta di un trend importante perché è noto come le minacce tendano a utilizzare comunicazioni cifrate per nascondersi.