Forrester: nel 2022 “le aziende devono essere audaci”

Dopo l’instabilità degli ultimi due anni, le aziende devono affrontare il 2022 con audacia: investire in tecnologie smart, abbracciare il modello di lavoro ibrido, rispondere concretamente alle richieste di sostenibilità dei clienti

forrester previsioni 2022

I clienti chiedono sempre di più alle aziende: acquistano servizi e prodotti da brand di cui condividono i valori e non credono all’ambientalismo di facciata. Non usa mezzi termini Forrester nelle sue Previsioni 2022, il report in cui delinea dinamiche e trend in diversi settori e discipline. Per il prossimo anno, la società di ricerca individua la capacità di prendere decisioni coraggiose come elemento differenziante per le aziende e i leader che vogliono cogliere “i punti cruciali del 2020 e del 2021 per creare un percorso verso un domani agile, creativo e resiliente”. E’ il momento quindi di mettere da parte i vecchi modelli di lavoro, investire in tecnologie come intelligenza artificiale e automazione, agire in modo concreto e trasparente per la sostenibilità ambientale.

Anche se si prevede che il 2022 sarà meno volatile rispetto ai due anni precedenti, rimarrà lontano da una nuova normalità stabile”, spiega Laura Koetzle, vicepresidente di Forrester. “Di fronte ai cambiamenti indotti dalla pandemia, alle interruzioni della supply chain e ai cambiamenti epocali nel comportamento dei consumatori, la capacità di agire rapidamente e in modo intelligente non è mai stata più critica per le organizzazioni di tutta Europa. In questo scenario, quelli con una solida base di intuizione, una forte comprensione dei clienti e una solida strategia di investimenti in tecnologie intelligenti emergeranno come vincitori”.

Ecco i punti chiave delle previsioni 2022 per le aziende europee secondo Forrester.

Le imprese europee investiranno tra 2,4 e 3,3 miliardi di euro nell’automazione.

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Solo nel 2020 le imprese europee hanno investito un totale di 1,88 miliardi di euro in strumenti di automazione per la produttività dei dipendenti, quali l’automazione digitale dei processi (DPA), le piattaforme decisionali digitali, l’ottimizzazione della forza lavoro, l’intelligenza conversazionale, l’automazione robotica dei processi (RPA) e l’analisi dei testi basata sull’AI.

Nel 2022, questa tendenza continuerà, con una crescita del 33% per l’RPA e del 13% per la DPA. Le aziende europee continueranno a investire nell’automazione per aumentare la produttività in settori tradizionalmente a basso salario quali il retail e l’ospitalità. Alcuni retailer europei, tra i quali Sephora, ASOS e Zara, integrano già la loro forza lavoro con l’automazione per scopi di personalizzazione e predittivi.

Le aziende falliranno nell’anywhere-work e non sarà colpa del virus

Secondo Forrester, il prossimo anno il 10% delle aziende europee scegliere un modello di lavoro completamente da remoto. Il restante 90% si affiderà alle politiche di vaccinazione e green pass, ma “il vero dolore si sentirà nel 60% delle aziende che passeranno a un modello ibrido: un terzo dei primi tentativi di lavoro ovunque non funzionerà”.

Aziende e leader che, pur dichiarando di sostenere il lavoro ibrido, continueranno a privilegiare un modello di ritorno in ufficio, si scontreranno con problemi di produttività, resistenza da parte della forza lavoro, alti tassi di licenziamento. La situazione non migliorerà fino a che “i dirigenti non avvertiranno che c’è un problema e si impegneranno finalmente a fare in modo che il lavoro ibrido funzioni”.

La sostenibilità è protagonista

In termini di sostenibilità Forrester evidenzia tre iniziative promosse dalla UE negli ultimi 12 mesi:

  1. l’adozione do una politica di adattamento al clima
  2. l’introduzione del primo Atto delegato della tassonomia, che stabilisce gli obiettivi ambientali per l’adattamento e la mitigazione del clima
  3. la proposta di standardizzare e rendere obbligatoria la rendicontazione della sostenibilità aziendale per un maggior numero di aziende a partire dal 2023.

Tuttavia, i consumatori europei sono scettici: secondo i dati di Forrester, nel 2021  solo il 34% si fida di loro delle dichiarazioni delle aziende in merito al loro impegno per ridurre il cambiamento climatico. “Le aziende green che hanno abbracciato la sostenibilità solo nelle loro comunicazioni faranno fatica ad adattarsi. Pertanto, il 25% in più di aziende dell’UE, soprattutto nei servizi finanziari e nel retail, nomineranno dei Chief Sustainability Officer per tradurre in azioni concrete il loro impegno per l’ambiente“.

Il momento di GAIA-X

Il progetto europeo GAIA-X porterà migliori migliori controlli per i dati nel cloud, anche se non sarà il cloud sovrano in Europa. Secondo Forrester, gli hyperscaler del cloud statunitensi sono stati in grado di soddisfare le richieste dei clienti europei grazie alle loro capacità esistenti, fornendone di nuove e collaborando maggiormente con le aziende locali. Di conseguenza, “GAIA-X non ha mai avuto una possibilità come cloud sovrano dell’Europa, ma ha costretto i fornitori ad essere più espliciti su come proteggono i dati dei clienti, a vantaggio di tutti”.

L’iniziativa ha anche dato il via a standard per la trasparenza e l’uso dei dati e ha migliorato il profilo di iniziative come l’International Data Spaces Association (IDSA), che sta sviluppando meccanismi per disciplinare la condivisione (o vendita) dei dati. “Queste iniziative, insieme a progetti come Catena-X nella supply chain dell’automotive, offrono un modello che il mondo replicherà: usare l’infrastruttura cloud esistente”.

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Sara Brunelli
Attiva nel settore della comunicazione dal 2003, dopo la laurea in Matematica e un master in Comunicazione Scientifica. Mi sono specializzata nell’editoria B2B, seguendo in particolare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e della robotica. Mi potete seguire su Facebook e LinkedIn.