Eurostat: la poca sicurezza online limita i servizi digitali

Una ricerca di Eurostat evidenzia come la paura di essere contagiati da malware spinga molti utenti Internet europei a non utilizzare più servizi online.

Da un’indagine condotta da Eurostat sulla vita digitale dei cittadini dell’Unione Europea risulta come un quarto degli utenti Internet UE abbia sperimentato nel 2015 problemi di sicurezza online tra malware, abuso di informazioni personali e persino perdite economiche. Una percentuale decisamente elevata che in molti casi, proprio a causa della sensazione di poca sicurezza, ha convinto le vittime di questi “abusi” online a non servirsi più di servizi e operazioni digitali.

Naturalmente quel 25% è una media tra tutti i Paesi UE, che presi singolarmente riportano percentuali ben diverse tra loro. Si va infatti dal 10% di “incidenti” online della Repubblica Ceca fino al 42% della Croazia, con l’Italia che si trova al 28% di problemi riscontrati nell’utilizzo dei servizi online. Ad aver colpito di più queste vittime sono sempre i malware con una media europea di infezioni del 21%, ma anche in questo caso la situazione varia molto da Paese a Paese, con la Croazia in testa con il 41%, l’Italia al 24% e la Slovacchia in ultima posizione con il 9% di casi di infezione.

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In generale però si tratta di un dato in forte calo rispetto alle rilevazioni del 2010, quando le infezioni da malware erano al 31% (In Italia addirittura si sfiorava il 45%). Nonostante ciò, chi è colpito da un malware e subisce danni da questa infezione è restio a utilizzare di nuovo un servizio online. Lo studio infatti evidenzia come nel 2015 il 19% degli utenti Internet UE non abbia eseguito acquisti online per paura di violazioni alla sua sicurezza, mentre il 18% non ha usato servizi di banking online proprio per lo stesso motivo.

Scendendo più nel dettaglio, i romeni e gli svedesi si sono confermati come i più restii a fare acquisti online (35% e 34%), mentre chi ha timore a utilizzare i servizi di home banking sono soprattutto i tedeschi (27%) e i portoghesi (26%). Gli italiani su questi versanti non sono da meno; il 25% non ha infatti acquistato nulla su Internet, il 24% ha abbandonato l’home banking e il 19% utilizza solo ed esclusivamente la propria rete Wi-Fi casalinga e non si fida a usare quelle pubbliche.