Emissioni di gas serra: il prossimo grande problema per i CIO

Google, Salesforce, SAP e altri stanno rendendo più semplice per i CIO la gestione delle emissioni di gas serra, non solo nella sala server ma in tutta l'azienda.

Emissioni di gas serra

I CIO hanno un ruolo significativo da svolgere nell’aiutare le aziende a segnalare e ridurre le emissioni di gas serra e tale sforzo va ben oltre il passaggio al cloud computing ad alta efficienza energetica o lo spegnimento notturno dei PC dell’ufficio. Questo è il messaggio che emerge dai recenti eventi organizzati da fornitori di software e servizi IT tra cui SAP, Salesforce e soprattutto Google, che questa settimana sta facendo della sostenibilità una caratteristica chiave del suo evento di cloud computing Next 21.

Le imprese sono sempre più tenute, dai loro clienti e, in alcuni casi, dal governo, a riferire sulle proprie emissioni di gas serra, in genere seguendo metodologie di misurazione standard come il Greenhouse Gas Protocol. “Con i crescenti requisiti per la rendicontazione ESG ambientale, sociale e di governance, le aziende sono alla ricerca di modi per mostrare ai propri dipendenti, ai loro consigli di amministrazione e ai loro clienti i progressi fatti sugli obiettivi climatici” afferma Jenn Bennett, direttrice tecnica che guida la strategia per i dati e la tecnologia per la sostenibilità nell’ufficio del CTO di Google.

Allargare il campo di applicazione

Le aziende controllano direttamente alcune emissioni di gas serra. Sono le cosiddette emissioni di Scope 1 da fonti possedute o controllate come il carburante che bruciano per riscaldare gli uffici o per alimentare i veicoli aziendali. Le organizzazioni monitorano quei dati nei loro sistemi ERP da un decennio o più.

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Le emissioni di Scope 2, derivanti dall’acquisto di elettricità, calore e vapore, sono relativamente facili da calcolare poiché i servizi pubblici in genere riportano le loro emissioni medie per kilowattora (kWh) prodotto. Queste emissioni possono anche figurare come una voce della bolletta dell’elettricità del vostro ufficio o del vostro data center.

La sfida per molti CIO consiste nell’estendere le capacità di reporting per includere le emissioni di Scope 3, compresi i beni e i servizi acquistati, i prodotti venduti, il trasporto e la distribuzione, lo smaltimento dei rifiuti, il pendolarismo dei dipendenti e i viaggi di lavoro.

Poche aziende hanno accettato la sfida di riportare dati completi sulle emissioni: per farlo sono infatti necessari molti dati dai fornitori e la capacità di collegarli con beni e servizi acquistati. La disponibilità di strumenti software specializzati per la rendicontazione della sostenibilità, o moduli nei sistemi ERP, che possono fare proprio questo rende la rendicontazione completa delle emissioni una proposta più realistica, quindi mentre il “perché” della rendicontazione può ancora essere guidato dal consiglio di amministrazione o da un comitato di governance, il “come” e il “quando” sono domande a cui deve rispondere il CIO .

La rendicontazione delle emissioni lorde ha vantaggi netti

Google Cloud Platform sta aggiungendo report sull’impronta di carbonio alla sua console cloud, consentendo ai clienti di monitorare le proprie emissioni lorde di carbonio nel cloud per progetto, prodotto o regione. Offre inoltre ai clienti strumenti per aiutare a spostare i carichi di lavoro in regioni con data center a basse emissioni di carbonio, un criterio di localizzazione che può diventare importante quanto la conformità alle leggi sulla protezione dei dati.

Nel riportare le emissioni lorde di carbonio nella console, Google fornisce un’importante trasparenza e sottolinea quanto possano essere importanti i dati dettagliati e in tempo reale per garantire che la segnalazione delle emissioni sia davvero efficace.

sostenibilità ambientale

Google è carbon neutral dal 2007 e dal 2017 è “rinnovabile al 100%”, nel senso che acquista energia rinnovabile sufficiente per soddisfare il suo consumo annuale di elettricità, anche se quando il sole non splende e il vento non soffia l’elettricità effettivamente utilizzata potrebbe essere stata generata dalle centrali elettriche a carbone. Ecco perché c’è ancora spazio per migliorare.

Proprio per questo Google sta lavorando per decarbonizzare completamente le sue operazioni cloud 24 ore su 24, 7 giorni su 7 entro il 2030, fornendo energia pulita per ogni luogo e ogni ora di funzionamento. Attraverso la sua console cloud, Google fornisce ai propri clienti i dati di cui hanno bisogno e facilita loro l’importazione dei dati nei propri sistemi di reporting.

“Per aiutare i nostri clienti a tenere conto delle emissioni oltre il nostro cloud e in tutta la loro organizzazione, stiamo anche collaborando con Salesforce Sustainability Cloud, integrando i nostri dati sulle emissioni di Google Cloud nella loro piattaforma per la gestione del carbonio”, afferma la Bennett.

Inoltre, l’apertura della piattaforma di dati satellitari Google Earth Engine agli utenti di Google Cloud Platform consente loro di utilizzare strumenti di intelligenza artificiale e BigQuery per analizzare le immagini satellitari insieme ad altre fonti di dati come la disponibilità di acqua o imrischi meteorologici.

Altri software per la rendicontazione della sostenibilità

Salesforce ha annunciato il suo nuovo piano per la sostenibilità un mese prima all’evento Dreamforce 2021, affermando di utilizzare elettricità “rinnovabile al 100%” e di aver raggiunto emissioni nette pari a zero in tutta la sua catena di valore (incluso lo Scope 3). Ci è arrivata utilizzando il proprio software Sustainability Cloud, che ha ridotto il tempo necessario per la rendicontazione annuale da sei mesi a sei settimane.

A Dreamforce 2021 Salesforce ha anche presentato il suo Sustainability Cloud 2.0, aggiungendo nuovi strumenti basati su Slack per la raccolta di dati sulle emissioni di Scope 3 dai fornitori, nuovi strumenti di previsione e pianificazione degli scenari per gestire gli effetti sul business dei cambiamenti climatici e annunciando piani per costruire uno scambio online per crediti di carbonio.

SAP si propone infine come tramite per la raccolta e l’elaborazione dei dati sulle emissioni di gas serra. Sfruttando strumenti come la sua rete di approvvigionamento Ariba, SAP può facilitare lo scambio di informazioni sul costo del carbonio, oltre che sul costo di beni e servizi e i sistemi ERP utilizzati dai suoi clienti già contengono gran parte delle informazioni su ciò che stanno spendendo per il calcolo delle emissioni di gas serra. L’anno scorso è stato annunciato SAP Product Carbon Footprint Analytics per fornire informazioni sull’impatto di prodotti specifici e, un mese fa, è stata la volta di SAP Product Footprint Management, che fornisce strumenti di gestione aggiuntivi e integrazione nei processi aziendali.

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