Ecco Istio, l’ultimo progetto open source di Google

Google ha reso disponibile Istio 1.0, la piattaforma cloud open source che estende il servizio Kubernetes

google istio 1.0

Google ha rilasciato la versione 1.0 di Istio, il suo nuovo progetto open source. In sintesi, Istio è una “piattaforma aperta per connettere, gestire e proteggere microservizi”.

L’obiettivo della piattaforma è unificare la gestione del flusso di traffico, l’applicazione delle policy di accesso e l’aggregazione dei dati di telemetria attraverso microservizi in un’unica console di gestione condivisa, indipendente dall’ambiente di esecuzione dei microservizi.

Il progetto fu originariamente lanciato a maggio 2017. La versione 1.0 è diventata generalmente disponibile il 1° agosto 2018 ed è stata annunciata il mese scorso all’evento Google Next di San Francisco.

Poiché i container sono diventati lo standard di settore per le implementazioni cloud, hanno introdotto un nuovo elemento di complessità per gli sviluppatori, che devono orchestrare e monitorare una serie di microservizi attraverso diverse architetture. Istio è il tentativo di Google e della comunità open source di rispondere a questi problemi.

Urs Holzle, SVP dell’infrastruttura tecnica di Google Cloud, ha detto dal palco di Google Cloud Next che Istio è stato sviluppato e rilasciato per affrontare uno dei costi in più rapida crescita per le aziende: la complessità dell’amministrazione di ambienti ibridi.

Istio è un progetto open source sviluppato da Google che estende Kubernetes ai servizi di livello superiore“, ha affermato Holzle. “In questo modo è possibile scoprire, connettere e monitorare i servizi in modo olistico su più sedi da un unico posto“, senza dover cambiare codice.

Google ha iniziato a lavorare al progetto Istio l’anno scorso, insieme a IBM, Lyft, Pivotal, Cisco e Red Hat.

Istio può essere distribuito su Kubernetes e Nomad con Consul, e nel prossimo futuro sono previsti piani di supporto per piattaforme come Cloud Foundry e Apache Mesos.

Holzle ha detto che alcuni clienti di Google Cloud Platform stanno già utilizzando Istio a pieno regime. Tra questi ci eBay e Auto Trader, di cui parliamo nei prossimi paragrafi.

I vantaggi offerti da Istio

Istio garantisce migliori prestazioni per l’amministrazione e la sicurezza, che vengono notevolmente semplificate, il tutto con migliori dati di telemetria raccolti attraverso i microservizi.

Come afferma Holzle, “con la piattaforma di servizi cloud è possibile controllare meglio il traffico con la configurazione dinamica del percorso ed è più facile condurre test A/B“.

Istio separa il flusso del traffico dal ridimensionamento dell’infrastruttura, consentendo agli sviluppatori un controllo più granulare sul traffico e sulle chiamate API.

Istio offre anche un set più completo di controlli per il ripristino degli errori, dai timeout alla limitazione delle connessioni concorrenti e degli interruttori di circuito.

In termini di applicazione delle policy, Istio offre agli amministratori la possibilità di applicare le politiche organizzative tra i servizi, senza modificare una riga di codice.

Istio aggrega inoltre i dati di telemetria da tutti i microservizi, indipendentemente da dove vengono eseguiti.

In termini di semplificazione della configurazione e del monitoraggio dei servizi, Holzle ha spiegato che “con Istio e Kubernetes è possibile gestire non solo lo sviluppo e l’implementazione di un servizio, ma il servizio stesso mentre è in esecuzione”.

Qualcuno considera una strategia cloud solo la combinazione tra lo spostamento dei carichi di lavoro esistenti e la scrittura di un nuovo codice per le applicazioni cloud. Con questo approccio si perdono tanti vantaggi del cloud”, ha sottolineato Holzle. “Istio, al contrario, offre una piattaforma per addestrare i propri dipendenti con un modello di servizio e sicurezza comune, garantendo minore complessità operativa e innovazione più rapida“.

L’esperienza di Auto Trader

Un early adopter di Istio è il sito inglese di compra-vendita di auto Auto Trader, che si trova nel mezzo di una migrazione al cloud pubblico, un processo che comprende il passaggio da macchine virtuali a Kubernetes.

Il livello di controllo e visibilità fornito da Istio ci ha permesso di ridurre considerevolmente i rischi di questo ambizioso progetto, e in diversi casi ha fatto emergere problemi finora sconosciuti“, ha dichiarato a Computerworld Karl Stoney, responsabile dell’infrastruttura di Auto Trader.

Auto Trader è un grande sostenitore dell’open source, e molti dei suoi ingegneri contribuiscono regolarmente alla community. È attraverso la community open source che la società è venuta a conoscenza di Istio.

In particolare, Istio ha aiutato gli ingegneri di Auto Trader a ottenere maggiori informazioni sulle applicazioni implementate.

Le metriche del livello di servizio (tempi di risposta, dimensioni del body, percentuali di successo e così via) ci hanno aiutato a diagnosticare i problemi prima che avessero un impatto sui clienti“, ha detto Stoney. “Grazie a Istio i nostri ingegneri hanno accesso a funzionalità come il routing intelligente del traffico, che consente loro di testare nuove versioni della loro applicazione su un sottoinsieme selezionato di utenti. In precedenza dovevano sviluppare, scrivere e implementare da soli queste funzionalità”.

Auto Trader ha scelto Istio grazie alla lunga esperienza con Google come provider (GKE/GCP), “ma il suo contributo nello spazio open source (Kubernetes) ci ha dato un senso di sicurezza e supporto che pensavamo di non trovare altrove“, ha concluso Stoney. “Abbiamo lavorato con il team di Istio dalla versione 0.3, e questa partnership ha reso la sua implementazione un successo per noi“.

AUTOREScott Carey
FONTEComputerworld
CIO
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