Ed eccoci alla domanda da un milione di dollari: cosa succederà dopo? Mentre cerchiamo di riprenderci dalle rovine causate dal COVID, come possiamo “ricostruire meglio”, quali forme assumerà questa ripresa e in che misura i nostri schemi di comportamento stabiliti verranno stravolti?

Possiamo iniziare concordando sul fatto che la pandemia ha accelerato una tendenza che era inesorabile. Le aziende stavano già utilizzando la tecnologia digitale per alimentare la trasformazione del business prima che il COVID-19 colpisse. E quando ha colpito, ogni bit e byte hanno accelerato quell’approccio ai dati per ottenere utili insight, ingrassare nuove catene del valore, rinnovare le esperienze degli utenti, codificare app e siti mobili migliori e progettare infrastrutture più adattive per rispondere a qualunque cambiamento futuro.

Ma torniamo alla nostra domanda iniziale. Cosa succederà in quella che speriamo sarà la prossima e ultima fase della pandemia? Non sappiamo come reagiranno gli esseri umani dopo essere stati vaccinati e dopo che si sentiranno relativamente al sicuro. Rientreranno nel mondo pre-COVID e vivranno come facevano nel 2019 o saranno stati cambiati dalla pandemia?

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Consideriamo tre possibilità di come potrebbe apparire il mondo post-COVID.

  • Il ritorno all’ordine. Torniamo alle vecchie abitudini, trascorrendo forse ancora più tempo nelle attività preferite per il tempo libero, nelle arti, nello sport, nei viaggi, nella vita sociale e nelle famiglie. In questo caso la cosiddetta “nuova normalità” assomiglierebbe molto alla vecchia normalità.
  • I ruggenti anni ’20. Avendo sviluppato una fame disperata per i piaceri della vita, la domanda repressa guiderà un consumismo furioso, più veloce e appariscente. Si entrerà nei nuovi “ruggenti anni ‘20” e abbracceremo l’eccesso e la novità. Ci sarà un boom dei beni di lusso e continueremo a praticare con ancor più convinzione le abitudini rafforzatesi con la pandemia (consegna di cibo a domicilio, ordini online, consumo di ‘contenuti in streaming). In questo caso andremo incontro a un “nuovo anormale”: una versione ipercarica della vita come la conoscevamo.
  • Un nuovo mondo. In questo scenario abbiamo imparato la lezione del 2020 e siamo cambiati radicalmente. Non desideriamo più vivere in città affollate o possedere automobili. Non guardiamo indietro, solo avanti e partecipiamo con tutto il cuore alla sharing economy, noleggiando i beni più recenti e migliori piuttosto che acquistarli. Ma pensiamo anche progressivamente alla sostenibilità e al modo in cui ciò che facciamo influisce sull’ecologia. Il mondo sarà insomma diverso e non si tornerà più indietro: questa nuova normalità sarà chiaramente diversa dalla vecchia normalità.

C’è un tratto che accomuna questi tre presunti scenari futuri? Penso di sì e penso che questo filo conduttore sia la tecnologia. Tutte le strade portano a Roma e la tecnologia è il fattore abilitante di tutte queste proiezioni, consentendo alle imprese di produrre di più, più velocemente e in modo più sostenibile. Se volete essere un leader aziendale e non un ritardatario, il prezzo di ingresso a questa corsa è un investimento in tecnologia pervasiva in tutte le attività di back-end, infrastruttura e front-end.

Più che mai, i dati gestiti, accessibili e maturi saranno la carta vincente e coloro che non possono giocarci avranno poche o nessuna possibilità di successo. I vincitori saranno gli early adopter in grado di sfruttare l’intelligenza artificiale, l’analisi dei dati, le architetture di microservizi e qualsiasi altra cosa consenta loro di muoversi rapidamente e senza vincoli di stampo legacy.

Penso ad Aeroporti di Roma, l’operatore dei due aeroporti di Roma, e al modo in cui si è reinventato a tutto tondo, non solo reingegnerizzando i processi e modernizzando infrastrutture e sistemi, ma anche reimmaginando l’esperienza aeroportuale analizzando i dati per gestire il flusso di passeggeri, le esigenze dei clienti, i check-in e unire tutto ciò per creare esperienze utente eccellenti. Ma molti non avranno il coraggio o la visione di prepararsi allo stesso modo e temo che il mondo post-vaccino sarà un cimitero per le organizzazioni che non riescono ad adattarsi, con la conseguenza di una seconda tragedia imminente.

Sappiamo tutti che le aziende che non sono riuscite ad adattarsi cadono all’improvviso e, anche per questo, il divario tra leader e ritardatari è destinato a diventare un enorme baratro. Questo è in parte il motivo per cui le azioni tecnologiche sono esplose durante la pandemia. La mia impressione è che, come l’elettricità, la bomba atomica e l’iPhone, il COVID si rivelerà un catalizzatore a lungo termine e non torneremo timidamente alle nostre attività precedenti. Questo cambia tutto e la corsa veloce e sfrenata. Siete pronti a correre?