Di solito consideriamo le grandi case automobilistiche come colossi quasi anacronistici quando si parla di tecnologia e innovazione, mentre siamo pronti a indicare Apple come perfetto esempio di queste due virtù. È infatti molto comune sentire discorsi nei quali si criticano i nomi storici dell’industria dell’automobile perché non riescono ad adottare lo stesso modello innovativo di Tesla, additando al tempo stesso Apple come un modello per il futuro. Eppure, a pensarci bene, questo decennio non è come quello precedente e oggi Apple è criticata da più parti perché non riesce più a innovare come un tempo.

Al CES 2016 di Las Vegas abbiamo diverse grandi case automobilistiche presentare le più disparate novità tecnologiche, segno che anche in questo settore si sta tornando a innovare, sperimentare e, in fondo, anche a rischiare. Quello che ha dimostrato di voler fare un gigante come Ford, la cui nuova strategia tesa appunto alla massima innovazione tecnologica potrebbe servire come spunto ad Apple per tornare a innovare e a sperimentare.

Ma perché non c’è più innovazione (o ce n’è comunque poca) nei colossi tech di oggi (e non solo tech?)? La ragione principale è il rischio di fallire. Uno dei motivi infatti per cui Apple ha innovato così tanto in passato era perché Steve Jobs guidava personalmente l’innovazione e, come CEO, poteva sopravvivere a un eventuale fallimento (cosa successa più volte) e, al tempo stesso, avere nelle sue mani il potere per far sì che tutte le risorse della sua compagnia fossero messe a disposizione di un progetto in modo che questo avesse successo.

La maggior parte delle grandi compagnie di oggi non ha invece un CEO che sappia guidare l’innovazione sul modello di Jobs. Un fallimento oggi può infatti mettere fine a una carriera e quei pochi CEO che provano a innovare e falliscono sono generalmente “crocifissi” nei modi più disparati. Come risultato le persone imparano a non spingere verso l’innovazione e chi non recepisce questa lezione tende a essere emarginato all’interno della compagnia.

Ford compie tantissimi test e tentativi per rendere il fallimento accettabile, perché in fondo l’innovazione è rischiosa per natura

Inoltre, cosa ancora peggiore, la grande compagnia che acquisisce compagnie più piccole che puntano tutto sull’innovazione finisce con il bloccare completamente questo spirito innovativo. Di esempi simili continuiamo a vederne e quasi sempre si concludono con la piccola azienda rilevata che smette completamente di innovare e, in molti casi, proprio di esistere. Un po’ quello che è successo con Apple, che senza Jobs come supervisore e leader dell’innovazione ha perso molto su questo versante. Non che sotto Tim Cook Cupertino non abbia innovato o cercato nuove strade, ma senza una guida pressante e dedicata all’innovazione come Jobs il tutto è molto più difficile.

Parte del problema con l’innovazione è che una compagnia può anche rischiare un fallimento con piccolo progetti, ma non può permettersi di fallire con un progetto importante e primario. Per questo Ford compie tantissimi test e tentativi per rendere il fallimento accettabile, perché in fondo l’innovazione è rischiosa per natura. Si tratta infatti di cambiare qualcosa e c’è una buona possibilità che, almeno inizialmente, l’idea di fondo non si tramuti poi in ciò che si pensava inizialmente. Di conseguenza per avere successo si deve essere pronti a fallire e a farlo anche più di una volta.

La gente infatti tende a dimenticare che Rokr, il primo telefono di Apple/Motorola dopo un primo prodotto realizzato da Cupertino nel 1983 ma mai uscito sul mercato, riuscì talmente male che lo stesso Jobs fece morire il progetto quasi immediatamente, imparando però molto da quel fallimento che gli sarebbe servito per cambiare completamente strategia sul versante telefonico. Se Jobs, come avrebbero fatto quasi tutte le compagnie dopo un simile flop, avesse chiuso una volta per tutte con il mercato della telefonia, l’iPhone non sarebbe mai nato

Ford promuove piccoli progetti simili al Rokr e sta spingendo chi, all’interno della compagnia, è disposto a rischiare, con il risultato che la casa automobilistica americana sta tornando a essere un centro di innovazione, come dimostrano proprio le ultime novità annunciate al CES 2016 tra cui la partnership con Toyota per l’uso condiviso della piattaforma di connettività Smart Device Link, oppure l’arrivo di CarPlay, Android Auto e Amazon Echo sulle auto dotate di sistema Sync 3.

Ford sta insomma tornando a innovare, prendendosi indubbiamente dei rischi (CarPlay e Android Auto sono sistemi davvero maturi?) ma facendolo partendo proprio da progetti “piccoli” e cercando la collaborazione con altri soggetti, come dimostra anche il passaggio all’open source della piattaforma Smart Device Link. Un esempio che molte altre compagnie (inclusa appunto Apple) dovrebbero seguire se vogliono tornare a fare vera innovazione.