I segreti per superare i software di selezione e conquistare un colloquio

I software che elaborano automaticamente i curriculum (ATS) spesso commettono errori, scartando i candidati più qualificati. Ecco come scrivere il CV per superare la prima selezione e non perdere opportunità professionali

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Chi sta cercando una nuova opportunità professionale dovrebbe sapere che quasi il 40% dei datori di lavoro utilizza un sistema di selezione automatico per scremare i candidati che hanno risposto alle loro offerte. I software in questione, gli applicant tracking system (ATS), fanno risparmiare tempo dividendo i candidati “forti” da quelli “deboli”.

Questi sistemi non selezionano i candidati migliori in base alle informazioni contenute nel curriculum, ma al modo in cui è scritto. “Di conseguenza“, afferma Josh Bersin, presidente della società di consulenza HR Bersin di Deloitte, “la maggior parte delle aziende ha migliaia di CV memorizzati in un database e che non sono mai stati esaminati”. In pratica, il 75% dei curricula ricevuti non viene letto da una persona reale.

Come funzionano i software di selezione

Se un’offerta di lavoro viene pubblicata su una piattaforma online, il curriculum dei candidati sarà probabilmente scansionato da un robot prima che raggiunga un vero essere umano“, dice Michael Tomaszewski, content creator presso Uptowork. I sistemi di tracciamento eseguono la scansione del curriculum in base ai termini che compaiono nell’offerta di lavoro.

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Supponiamo, per esempio, che una persona risponda a un’offerta per una posizione di product evangelist. Se nel suo curriculum usa la parola “evangelist“, bene: il sistema trasmetterà la sua candidatura a una persona reale. Ma se la sua attuale posizione di lavoro è “tecnico vendite“, non avrà nessuna chance di passare la prima selezione.

Certo, non tutti i sistemi sono così rigidi. Alcuni brand ATS sono progettati per tenere conto dei sinonimi. Ma il problema è più vecchio, i sistemi di corrispondenza esatta sono ancora in uso. Inoltre, come spiega Tomaszewski, “non esiste un modo sicuro per verificare se il potenziale datore di lavoro utilizza un software ATS“.

Con un po’ di attenzione, però, è possibile capirlo. Basta esaminare la pagina web dell’azienda o società che ha pubblicato l’inserzione. “Da qualche parte sarà presente il logo del fornitore ATS”, afferma Dustin Polk, presidente di Oracle Resumes. “Se non riuscite a trovarlo passate con mouse sopra i pulsanti per l’invio delle candidature e controllate l’URL di destinazione. Se la società utilizza software di reclutamento, l’URL di destinazione può mostrare di quale si tratta”.

Un sistema imperfetto

I sistemi di tracciamento non sono assolutamente sicuri. Secondo un sondaggio congiunto di CareerArc e Future Workplace il 62 percento delle aziende che utilizza i sistemi ATS ammette che “è probabile che, per errore, alcuni candidati qualificati vengano automaticamente esclusi dal processo di selezione”.

Dal punto di vista di chi sta cercando lavoro è una statistica decisamente frustrante. Le aziende hanno bisogno dell’automazione per gestire grandi quantità di curricula, ma i sistemi ATS sono un problema tanto per i datori di lavoro quanto per i candidati. Senza un grande cambiamento nel modo in cui queste società assumono, però, l’onere di risolverlo ricade su chi cerca lavoro: come scrivere il curriculum in modo che il software di selezione non lo escluda a priori?

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