Cos’è il CMMI? Un modello per ottimizzare i processi di sviluppo

Il Capability Maturity Model Integration (CMMI) aiuta le organizzazioni a ottimizzare il miglioramento dei processi, incoraggiando una cultura produttiva ed efficiente che riduce i rischi nello sviluppo di software, prodotti e servizi.

cmmi

Il Capability Maturity Model Integration (CMMI) è un processo e un modello comportamentale che aiuta le organizzazioni a ottimizzare il miglioramento dei processi e incoraggiare comportamenti produttivi ed efficienti che riducono i rischi nello sviluppo di software, prodotti e servizi. Il CMMI è stato sviluppato dal Software Engineering Institute della Carnegie Mellon University come strumento di miglioramento dei processi per progetti, divisioni o organizzazioni.

Modello CMMI

Il CMMI è progettato per aiutare a migliorare le prestazioni fornendo alle aziende tutto ciò di cui hanno bisogno per sviluppare costantemente prodotti e servizi migliori. Ma il CMMI è più di un modello di processo; è anche un modello comportamentale. Le aziende possono infatti utilizzare il CMMI anche per affrontare la logistica del miglioramento delle prestazioni sviluppando benchmark misurabili e può anche aiutare a creare una struttura per incoraggiare comportamenti produttivi ed efficienti in tutta l’organizzazione.

Evoluzione del CMMI

Il CMMI è stato sviluppato per combinare più modelli di maturità aziendale in un unico framework. Nasce dal modello Software CMM sviluppato tra il 1987 e il 1997. CMMI Versione 1.1 è stato rilasciato nel 2002, seguito dalla Versione 1.2 nel 2006 e dalla Versione 1.3 nel 2010; la V1.3 è stata sostituita dalla V2.0 a marzo 2018.

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Nella sua prima iterazione come Software CMM, il modello è stato adattato all’ingegneria del software. Le versioni successive del CMMI sono diventate più astratte e generalizzate, consentendone l’applicazione allo sviluppo di hardware, software e servizi in ogni settore. Con il rilascio della V2.0, il processo è stato semplificato: in precedenza il CMMI si occupava di tre aree di interesse, tra cui lo sviluppo di prodotti e servizi, la creazione di servizi e l’acquisizione di prodotti e servizi, ma sono state tutte fuse in un modello autonomo.

Ogni iterazione mira a essere più facile da comprendere e utilizzare per le aziende rispetto alla precedente e ogni modello è progettato per essere più conveniente e più facile da integrare o distribuire, incoraggiando le aziende a concentrarsi sulla qualità rispetto alla quantità stabilendo parametri di riferimento per il controllo di venditori e fornitori, identificando e risolvendo i problemi di processo, riducendo al minimo i rischi e costruendo una cultura aziendale che supporterà il modello CMMI.

Livelli di maturità del CMMI

Il modello CMMI suddivide la maturità organizzativa in cinque livelli. Per le aziende che abbracciano questo processo, l’obiettivo è elevare l’organizzazione fino al Livello 5, il livello di maturità ottimizzato. Una volta che le aziende raggiungono questo livello, non hanno finito con il CMMI, ma si concentrano sulla manutenzione e sui miglioramenti regolari.

I livelli di maturità di CMMI sono:

  • Livello di maturità 0 – Incompleto: in questa fase il lavoro “può o non può essere completato”. Gli obiettivi non sono stati fissati e i processi sono formati solo in parte o non soddisfano le esigenze organizzative.
  • Livello di maturità 1 – Iniziale: i processi sono visti come imprevedibili e reattivi. In questa fase, “il lavoro viene completato ma spesso è in ritardo e fuori budget”. Questa è la fase peggiore in cui un’azienda può trovarsi: un ambiente imprevedibile che aumenta il rischio e l’inefficienza.
  • Livello di maturità 2 – Gestito: è stato raggiunto un livello di gestione del progetto. I progetti sono “pianificati, eseguiti, misurati e controllati” a questo livello, ma ci sono ancora molte questioni da affrontare.
  • Livello di maturità 3 – Definito: in questa fase, le organizzazioni sono più proattive che reattive. Esiste una serie di “standard a livello di organizzazione” per “fornire una guida tra progetti, programmi e portfolio”. Le aziende comprendono le loro carenze, come affrontarle e qual è l’obiettivo del miglioramento.
  • Livello di maturità 4 – Gestione quantitativa: questa fase è più misurata e controllata. L’organizzazione sta elaborando dati quantitativi per determinare processi prevedibili in linea con le esigenze degli stakeholder. L’azienda è in anticipo sui rischi, con maggiori informazioni basate sui dati sulle carenze dei processi.
  • Livello di maturità 5 – Ottimizzazione: qui i processi di un’organizzazione sono stabili e flessibili. In questa fase finale, un’organizzazione sarà in costante stato di miglioramento e risposta ai cambiamenti o ad altre opportunità. L’organizzazione è stabile, il che consente maggiore “agilità e innovazione” in un ambiente prevedibile.

Una volta che le organizzazioni raggiungono i livelli 4 e 5, sono considerate di alta maturità e sono “in continua evoluzione, adattamento e crescita per soddisfare le esigenze degli stakeholder e dei clienti”. Questo è l’obiettivo del CMMI: creare ambienti affidabili, dove prodotti, servizi e reparti siano proattivi, efficienti e produttivi.

Livelli di capacità del CMMI

Il CMMI ha anche livelli di capacità che vengono utilizzati per valutare le prestazioni di un’organizzazione e il miglioramento dei processi, in quanto si applica a un’area pratica individuale delineata nel modello CMMI e può aiutare a strutturare il processo e a migliorare le prestazioni.

I livelli di capacità sono:

  • Livello di capacità 0 – Incompleto: prestazioni incoerenti e un “approccio incompleto per soddisfare l’intento dell’area pratica”.
  • Livello di capacità 1 – Iniziale: la fase in cui le organizzazioni iniziano ad affrontare i problemi relativi alle prestazioni in un’area pratica specifica, ma in cui non esiste ancora un insieme completo di pratiche in atto.
  • Livello di capacità 2 – Gestito: i progressi stanno iniziando a manifestarsi e c’è una serie completa di pratiche in atto che riguardano specificamente il miglioramento nell’area pratica.
  • Livello di capacità 3 – Definito: c’è un focus sul raggiungimento degli obiettivi di progetto e prestazioni organizzative e ci sono chiari standard organizzativi in atto per affrontare i progetti in quell’area pratica.

CMMI V2.0 aggiornato

L’ultima versione del CMMI (la 2.0) si concentra maggiormente sull’impatto delle prestazioni sul business e su come comprendere le esigenze di prestazioni di un’organizzazione. Sono disponibili informazioni su come stabilire obiettivi di prestazione e quindi tenere traccia di tali obiettivi per assicurarsi che vengano raggiunti a tutti i livelli di maturità aziendale.

La versione 2.0 si integra anche meglio con i processi Agile e Scrum, con particolare attenzione alla sicurezza. Se disponete già di una pratica agile, CMMI V2.0 vi aiuterà a aggirare o migliorare i processi consolidati che già funzionano per la vostra azienda. Il CMMI V2.0 mira anche a ridurre il costo complessivo delle valutazioni e ad abbreviare il tempo necessario per la valutazione e l’organizzazione. Il CMMI V2.0 riduce inoltre la quantità di conoscenze tecniche incluse e risulta quindi più comprensibile per chi non fa parte del settore tecnologico. C’è anche una piattaforma online in cui gli utenti possono costruire e progettare un modello che si adatti alle esigenze specifiche dell’organizzazione.

Il CMMI Institute ha incluso ulteriori informazioni su come dimostrare il ROI, in modo che i leader possano coinvolgere altri dirigenti. I benchmark e gli obiettivi delle prestazioni delineati nel CMMI possono aiutare le aziende a garantire che tutti i progetti e i processi siano convenienti o redditizi. Questa ultima versione, disponibile in diverse lingue, è anche più facile da distribuire in un’organizzazione con un linguaggio meno tecnico e offre piattaforme e strumenti online aggiornati e di facile utilizzo e personalizzabili che forniranno una guida per l’adozione di CMMI o la transizione alla V2.0 dalla V1.3.

Certificazioni CMMI

Le certificazioni CMMI sono offerte direttamente attraverso il CMMI Institute, che certifica individui, periti, istruttori e professionisti.

Il CMMI Institute offre le seguenti certificazioni:

  • CMMI Associate: la certificazione CMMI Associate dimostra il vostro impegno e le vostre capacità in termini di capacità e miglioramento delle prestazioni. La certificazione attesta che avete le competenze e le conoscenze per collegare il modello CMMI al valore aziendale e per partecipare come membro del team di valutazione (CTM).
  • CMMI Professional: il livello successivo di certificazione è la certificazione CMMI Professional, che dimostra la vostra capacità di applicare il modello CMMI in una struttura organizzativa attraverso road map per le prestazioni, coaching di squadra, gestione del cambiamento organizzativo e promozione di una cultura del miglioramento.
  • Certified CMMI Lead Appraiser: in qualità di valutatore capo CMMI certificato, dovrete valutare le organizzazioni per determinarne la capacità o il livello di maturità, come indicato nel modello CMMI.
  • Certified CMMI Instructor: la certificazione Certified CMMI Instructor consente di condurre corsi didattici su CMMI. Avrete bisogno di un’organizzazione sponsor che sia anche un partner ISACA e che sia autorizzata all’uso della suite di prodotti CMMI per qualificarsi per l’esame.

Strumenti CMMI

Il CMMI Institute autorizza le organizzazioni di terze parti a vendere strumenti e servizi CMMI; l’elenco dei fornitori approvati è ampio ed è possibile effettuare ricerche per prodotto, località e lingua sul sito Web del CMMI Institute.

Il tipo di strumenti CMMI che funzionerà meglio per la vostra organizzazione dipenderà dalle esigenze della vostra azienda. Seguendo il CMMI, identificherete gli strumenti migliori durante il Livello di maturità 2 o 3; a questo punto, il vostro consulente CMMI vi offrirà consigli o vi aiuterà a progettare strumenti personalizzati basati su ricerche approfondite. La categoria più comune di strumenti che dovrete considerare include:

  • Gestione di progetti e documenti
  • Bug tracker
  • Stima
  • Gestione dei requisiti e del design
  • Strumenti di decisione e analisi
  • Strumenti di metrica
  • Applicazione di integrazione

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