Sei modi in cui Facebook utilizza l’intelligenza artificiale

Facebook sta utilizzando l'intelligenza artificiale per identificare contenuti pornografici, proteggere Mark Zuckerberg e (un giorno) connettersi alle nostre onde cerebrali

intelligenza artificiale

Nel mondo di Facebook “un giorno è una settimana, una settimana è un mese, un mese è un anno”, afferma il responsabile della sicurezza globale Nick Lovrien. In altre parole, lo sviluppo si muove rapidamente. Come azienda Facebook possiede Instagram, Oculus, WhatsApp e centinaia di altre società; solo l’anno scorso ho acquisito circa 160 aziende. L’obiettivo dell’azienda di Mark Zuckerberg è connettere ogni persona sul pianeta attraverso la tecnologia di proprietà di Facebook entro 100 anni. Per arrivarci sta usando l’intelligenza artificiale.

Ecco come.

Per connettersi alle nostre onde cerebrali

Facebook Building 8 è un progetto hardware che studia i modi per connettersi alle nostre onde cerebrali. Ma indaga anche sul modo in cui “la nostra mente lavora con gli occhi per elaborare la nostra esperienza su Facebook”, spiega Lovrien. “Immaginatevi una protesi al braccio. In che modo la mente dice al braccio di muoversi?”. All’interno dell’esperienza su Facebook questo significa chiedersi, per esempio, come lavora il cervello dell’utente quando vuole inviare un messaggio a qualcuno.

Il piano attuale prevede che questa tecnologia si connetta attraverso qualcosa come i Google Glass o Snap Spectacles. Secondo Lovrien, una delle ragioni per cui Facebook ha acquistato la società di realtà virtuale Oculus è il suo visore: la realtà virtuale “abitua le persone a indossare qualcosa sul proprio volto“. Ma, aggiunge, “col tempo, sarà una lente a contatto che indosseremo”. Una lente prodotta da Building 8 dovrebbe vedere ciò che vede l’utente collegandosi “al suo cervello, ai suoi occhi, alla sua esperienza su Facebook” per eseguire un’azione, comprare il pranzo o interagire con la piattaforma in altri modi.

Per decidere quali programmi TV vedere

Facebook Watch è un sito di video online che Lovrien descrive come “la tua TV personale. TV, film – tutto ciò che puoi vedere ora, ma guardandolo dal tuo telefono attraverso Facebook”. Per personalizzare il contenuto che l’utente guarda Facebook fa previsioni con il machine learningin base ai gusti dell’utente, ai suoi amici, a dove ha fatto login e a dove è andato”, spiega Lovrien.

Per risolvere i problemi di Facebook Live

Nel 2014 Facebook ha lanciato Live, una funzione pensata per trasmettere le vite degli utenti in tempo reale. “Connettersi con le persone è condividere le proprie esperienze. Se non stai condividendo, sei piuttosto egoista”, afferma Lovrien.

Il suo commento ricorda stranamente “sharing is caring”, una citazione dal romanzo di Dave Eggers del 2013, The Circle, in cui una funzione simile a Facebook Live conduce alla morte di un uomo. E gli utenti hanno usato Facebook Live per trasmettere stupri, uccisioni di poliziotti e altri atti violenti. “C’è una certa negatività su Facebook Live e sul modo di gestirlo”, ammette Lovrien. Senza entrare nei dettagli, aggiunge che la società sta “continuando a lavorare con l’intelligenza artificiale per risolvere questi problemi”.

Identificare contenuti pornografici, ma non le parole di odio

Per l’individuazione di contenuti pornografici Facebook non si affida a un team di esseri umani. Lovrien afferma che la piattaforma non ha una persona che indaga sulle segnalazioni di immagini pornografiche o che naviga sul sito per trovarle: “Usiamo l’intelligenza artificiale per monitorare il porno”. In passato Facebook ha commesso passi falsi, etichettando come pornografiche immagini di madri che allattano i propri figli, ma oggi il riconoscimento visivo è molto migliorato. L’intelligenza artificiale cattura circa il 98 percento di tutti i post pornografici.

Non dobbiamo avere alcuna interazione umana su questo, ma dobbiamo ancora intervenire sulle espressioni idiomatiche”, specifica Lovrien. La classificazione del linguaggio richiede ancora l’intervento umano. Per esempio in inglese si usa l’espressione “piovono cani e gatti”, in italiano “piove a catinelle”, in portoghese “piovono coltelli e pugnali”. L’elaborazione del linguaggio naturale di Facebook riconosce quando un post usa la parola “coltelli”, ma non può decidere se il contesto è violento o gli utenti stanno solo parlando del tempo.

Per proteggere Mark Zuckerberg

Facebook utilizza l’intelligenza artificiale anche per valutare e classificare le minacce che arrivano alla società. E sono molte: il CEO Mark Zuckerberg ne riceve 14 milioni all’anno, un numero che il team di sicurezza dell’azienda non potrebbe mai elaborare solo con gli umani. “Stiamo utilizzando l’intelligenza artificiale per valutare tutti questi elementi e identificare le minacce”, spiega Lovrien.

Per proteggere i dipendenti

Negli uffici di Facebook entrano ogni giorno circa 20.000 persone , ma non esiste un sistema di badge per dire chi dovrebbe essere lì e chi no. Gli impiegati stanno con i loro ospiti e avvisano la sicurezza se qualcuno sembra sospetto. Ma non usano il telefono.

Per la sicurezza il team di intelligence di Facebook utilizza bot. Lovrien dice che i chatbot si connettono con i dipendenti e monitorano i loro bisogni: “poiché il sistema è costruito sulla nostra piattaforma, possiamo farlo con oltre 2 milioni di conversazioni in corso”, conclude Lovrien.

VIATerena Bell
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