Colloquio di lavoro: come rispondere a 15 domande “difficili”

Complimenti: grazie al vostro curriculum “killer” e a credenziali impeccabili avete ottenuto un colloquio di lavoro. Ecco come trasformarlo in un successo

colloquio lavoro

Prima di sostenere un colloquio di lavoro bisogna prepararsi. Soprattutto sulle domande apparentemente innocue, che sembrano poco importanti. A volte, le domande più ovvie possono essere decisive per ottenere un posto di lavoro. Di seguito troverete le 15 domande più delicate che possono essere poste durante un colloquio di selezione e i suggerimenti degli esperti su come rispondere.

1. Mi parli di lei

Questa sembra una domanda facile, ma è più complicata di quanto si pensi. “Non iniziate descrivendo i vostri hobby o il vostro gatto, ma non lanciatevi nemmeno nel racconto completo della vostra storia professionale”, dice Rick Gillis, consulente per la ricerca del lavoro,, speaker e autore di Job! e Promote! Your work doesn’t speak for itself.

Gillis raccomanda di scrivere un curriculum focalizzato sugli obiettivi raggiunti, che mette in evidenza i quattro risultati più d’impatto per catturare l’attenzione dei responsabili delle assunzioni; sono questi i punti su cui si ha la possibilità di parlare in modo più approfondito.

Puntate a visualizzare i risultati raggiunti in passato, quando avete fatto guadagnare o risparmiare alla vostra azienda”, sottolinea Gillis. “Parlate in modo sintetico e convincente del valore che avete aggiunto”. Successivamente, spiegate come i risultati ottenuti e le vostre esperienze vi qualificano per il ruolo per cui state facendo il colloquio.

2. Come è venuto a conoscenza della posizione?

Questa è un’altra domanda che sembra innocua, ma in realtà è molto carica di significato. “Poiché la maggior parte dei datori di lavoro dà molta importanza alle referenze, qui ci si dovrebbero giocare i propri contatti con la società”, dice Dan Schawbel, socio e direttore di ricerca presso Future Workplace, società di consulenza e gestione del personale. La recente indagine Active Job Seeker Dilemma, condotta da Future Workplace e Beyond.com, un marketplace per carriere e assunzioni, ha coinvolto 4.347 cittadini statunitensi in cerca di lavoro e 129 professionisti delle HR. Dall’indagine è emerso che il 71 per cento dei professionisti HR intervistati ha citato le referenze come il modo migliore per trovare i candidati. “Sfruttare la propria rete di contatti evidenzia anche che il candidato ha le giuste soft skills per avere successo”, aggiunge Schawbel.

Comunicazione, networking e lavoro di squadra sono competenze che non sono necessarie solo in ambito lavorativo, ma hanno una portata più ampia”, dice Schawbel. “Non si parla solo dei propri familiari o amici: basta conoscere qualcuno all’interno di un’azienda e contattarlo per un pranzo insieme o semplicemente un caffè. Lo scopo è capire come si può lavorare insieme”.

Se avete saputo della selezione attraverso un evento o un’inserzione vista per caso, spiegate cosa ha catturato la vostra attenzione e il motivo per cui ritenete di essere il candidato perfetto per ricoprire il ruolo.

3. Cosa sa della nostra azienda?

Ogni volta che si sostiene un colloquio bisognerebbe informarsi sull’azienda e non limitarsi a informazioni di carattere generale”, dice Gillis. Cercate pubblicazioni aziendali, articoli, anche documenti SEC (per le società pubbliche) per capire cosa fa l’azienda, valutare le sue strategie e iniziative, così come coglierne la mission e i valori interni. La cultura aziendale è ovviamente un importante elemento di differenziazione, in quindi fate il possibile per conoscerla e proporvi nella luce giusta per far capire che sareste un elemento adatto all’interno di questa cultura.

Questo tipo di sforzo vi mette in vantaggio rispetto agli altri candidati, perché dimostra che vi siete informati non solo su ciò che la società è, ma anche su dove sta andando”, dice Gillis. E poi è possibile personalizzare le proprie risposte in modo che siano coerenti con modello di crescita dell’azienda.

4. Quali sono i suoi punti di forza professionali?

Ecco un’altra occasione per ribadire i propri successi, competenze ed esperienze”, dice Gillis. Provate a personalizzare le risposte non solo in base a ciò che si aspetta il reclutatore, ma anche in base a ciò che è rilevante per il ruolo che desiderate. Siate più specifici possibile, evitando risposte generiche come “comunicazione”.

5. Quali ritiene essere i suoi punti di debolezza?

Sembra ovvio, ma non rispondete con “sono sempre in ritardo” o “non lavoro bene in team”. Evitate anche di dire “io non ho punti deboli”. La risposta ideale è quella che mostra la consapevolezza dei propri limiti, e le iniziative intraprese per migliorarsi. Per esempio, se parlare in pubblico non è il vostro forte, ma state seguendo corsi per affinare le vostre abilità, è il momento giusto per dirlo.

6. Qual è il suo più grande successo professionale?

Questa domanda offre un’altra possibilità per evidenziare i vostri risultati e descriverli con maggiore dettaglio e dati concreti”, dice Gillis. Può essere utile rivolgersi all’ex datore di lavoro per quantificare tempo, risorse ed entrate che si sono realizzate o risparmiate.

Ho avuto un cliente che, rivolgendosi a un ex datore di lavoro del settore bancario, ha scoperto che una parte del software che aveva scritto aveva fatto risparmiare alla società milioni di dollari e permesso di liberare persone e risorse”, racconta Gillis. “Era sconvolto! Per quanto è possibile, quantificate e verificate dati come questo; i datori di lavoro vogliono sapere come potrete farli guadagnare o risparmiare”.

7. Mi parli di una sfida o un conflitto che ha dovuto affrontare

Il lavoro non è tutto rose e fiori. Ci sarà sicuramente qualche conflitto, e i datori di lavoro vogliono sapere come risponderete. Come vi ponete con persone con cui avete conflitti personali? Come rispondete a decisioni difficili da prendere? Il modo migliore per rispondere a questa domanda è descrivere brevemente una situazione in cui vi siete trovati, spiegare come l’avete affrontata e – preferibilmente – come la situazione è stata risolta in modo soddisfacente.

8. Dove si vede tra cinque anni?

La pianificazione del turn-over diventa sempre più importante per le imprese, e per il datore di lavoro è fondamentale conoscere il vostro punto di vista sullo sviluppo della vostra carriera”, dice Schawbel. I responsabili delle assunzioni vogliono misurare la vostra ambizione, capire se avete obiettivi realistici e se il ruolo si allinea con i vostri obiettivi e piani di crescita. E’ un’area a cui le aziende stanno iniziando a prestare maggiore attenzione, secondo l’indagine di Future Workplace.

Se i dipendenti non vedono un percorso di crescita all’interno dell’azienda, inizieranno a cercarlo fuori fuori. E’ nell’interesse di ogni azienda assicurarsi che i suoi dipendenti si sentano valorizzati e abbiano un proprio piano di crescita e di sviluppo”, dice Schawbel. “Se un’azienda ha già al suo interno grandi talenti, deve fare tutto il possibile per tenerli con sé, perché sono difficili da trovare”.

9. Perché sta lasciando il tuo attuale lavoro?

Questa è una domanda dura, ma è necessario essere onesti e positivi. Qualsiasi cosa facciate, non parlate male dei vostri attuali o ex datori di lavoro. Piuttosto, spiegate che state cercando nuove opportunità e perché questo ruolo e questa azienda siano un’occasione migliore rispetto alle posizioni precedenti. E’ una risposta plausibile anche ne caso siate stati licenziati.

10. Perché è stato licenziato?

Rispondere a questo è molto più difficile, soprattutto se il precedente rapporto di lavoro non si è concluso nel migliore dei modi. Ancora una volta, siate positivi, non mettete in cattiva luce il vostro precedente datore di lavoro e ricordate che essere licenziati non deve essere una questione di vita o di morte. Condividete ciò che avete imparato da questa esperienza, soprattuto in merito a come intendete affrontare il nuovo lavoro.

11. Perché ha avuto un periodo di disoccupazione?

Nella mente di un datore di lavoro, qualsiasi gap in materia di occupazione è vista come negativa, anche in un’economia instabile. Affrontate la questione con onestà, in modo franco e diretto, e poi andate avanti. Raccontate ciò che avete fatto durante il periodo di disoccupazione; per esempio, potreste aver fatto volontariato, seguito corsi, aperto un blog. Spiegate come e perché queste attività potrebbero avere ricadute positive nel vostro nuovo ruolo.

12. Perché ha cambiato percorso nella sua carriera?

Ancora una volta, una domanda non deve mettere in discussione la vostra possibilità di ottenere un nuovo ruolo. Spiegate perché avete fatto dei cambiamenti nel vostro percorso professionale, e come e perché le nuove direzioni sono scelte migliore per voi. “Sottolineate il modo in cui le vostre esperienze precedenti sono trasferibili al nuovo potenziale ruolo”, aggiunge Gillis.

13. Quali sono le sue richieste economiche?

Questa domanda è più difficile, soprattutto per le donne e le minoranze, che tendono a non negoziare, cosa che andrebbe fatta. Siti come Glassdoor e PayScale offrono strumenti per determinare lo stipendio medio di una figura professionale in una data città. Puntate alla parte più alta della fascia media, in base alle vostra abilità, esperienze e formazione. Se lavorate con un’agenzia di collocamento o un head-hunter, siate onesti su quanto realmente vi aspettate e lasciate a loro il compito di negoziare con il potenziale datore di lavoro.

14. Ha in programma di avere figli?

Domande sul proprio stato civile, orientamento sessuale e religioso sono illegali, ma capita ancora che vengano fatte. Potrebbero essere fatte in buona fede, ma se vi vengono poste domande di questo tipo siate pronti a riportare delicatamente la conversazione su questioni professionali. Potreste dire qualcosa del tipo: “non sto pensando a questi aspetti a questo punto della mia carriera, ma sono molto interessato a conoscere il tipo di crescita professionale che potrei avere in questa società. Mi può dire qualcosa di più su questo?”.

15. Vuole chiederci qualcosa?

Un colloquio dovrebbe essere una conversazione bidirezionale, quindi non sprecate la vostra possibilità di porre domande che possono aiutarvi a decidere se vi trovate nel posto giusto per voi. Cosa desiderate conoscere riguardo la posizione proposta? L’azienda? Il team di lavoro?

Molti di questi aspetti saranno toccati durante il colloquio, ma preparatevi qualche domanda in più, del tipo “qual’è la cosa migliore del lavorare qui?” o “da quanto tempo lavorate presso questa società?”. Chiedete di nuovi progetti, prodotti, iniziative o strategie a cui l’azienda sta lavorando – e di cui siete venuti a conoscenza durante la vostra preparazione per il colloquio.

AUTORESharon Florentine
FONTECIO
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