Automazione intelligente: il futuro della RPA è l’iperautomazione

Ideale per semplificare processi ripetitivi, la Robotic Process Automation (RPA) si sta evolvendo grazie all’integrazione di apprendimento automatico e intelligenza artificiale

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La Robotic Process Automation (RPA) sta trasformando i processi aziendali in quasi tutti i settori, semplificando l’immissione dei dati e altre attività ripetitive. Questa tecnologia, che permette di svolgere compiti di basso livello in una frazione del tempo necessario agli essere umani, si sta evolvendo con un aggiornamento atteso da tempo.

I progressi nell’apprendimento automatico e nell’intelligenza artificiale stanno spianando la strada all’automazione intelligente, un filone di strumenti RPA più “intelligenti” in grado di eseguire interi processi aziendali imparando dal contesto, piuttosto che come una serie di compiti discreti.

La potenza di calcolo c’è, i set di dati ci sono e anche l’immaginazione” afferma Yousuf Khan, CIO di Automation Anywhere, provider di servizi RPA. “Il futuro dell’RPA è l’automazione intelligente”.

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L’automazione intelligente incorpora algoritmi in grado di svolgere attività come orchestrare decisioni, gestire le eccezioni e i chatbot per la messaggistica conversazionale”, afferma Craig Le Clair, analista di Forrester Research, che ha illustrato l’ascesa di agenti basati su software nel suo libro Invisible Robots in the Quiet of the Night: How AI and Automation Will Restructure the Workforce.

La promessa dell’automazione intelligente

Secondo i dati di Forrester, entro il 2022 l’automazione intelligente genererà 134 miliardi di dollari di valore del lavoro, consentendo alle aziende di spostare personale, competenze e investimenti verso funzioni critiche come l’innovazione, aumentando l’esperienza del cliente o l’efficienza operativa. L’automazione intelligente olistica orchestrerà centinaia, se non migliaia, di eventi attraverso i processi aziendali. E’ il Santo Graal che stanno inseguendo UiPath, Automation Anywhere e Blue Prism, insieme a decine di startup come Kryon e AntWorks.

Le prospettive di crescita dell’automazione intelligente hanno portato Khan a entrare in Automation Anywhere lo scorso gennaio. Il dipartimento di Khan funge da cavia per testare i prodotti dell’azienda e assicurarsi che siano idonei per un consumo su ampia scala. Automation Anywhere fa parte di un crescente gruppo di fornitori che creano “bot” che utilizzano sofisticati algoritmi per gestire i processi aziendali dall’inizio alla fine.

La società, che finora ha implementato più di 2 milioni di bot aziendali, sta attualmente testando Discovery Bot con alcuni clienti beta. La soluzione di automazione intelligente sfrutta machine learning e intelligenza artificiale per acquisire e analizzare le azioni degli utenti, nel tentativo di individuare i passaggi ripetitivi che i dipendenti intraprendono passando da un’applicazione all’altra. La sola RPA può automatizzare tali attività, ma Discovery Bot riesce a dare la priorità alle attività in base al potenziale valore per l’azienda e distribuisce i bot RPA per eseguirle.

Dare le priorità nell’automazione del backlog è un obiettivo chiave per molte aziende che implementano strumenti RPA. Pertanto, l’opportunità di mercato per Discovery Bot è potenzialmente ampia. “Fino all’80% delle attività ripetitive che possono essere automatizzate rimangono da scoprire”, afferma Khan, aggiungendo che lo strumento sarà disponibile nell’arco di quest’anno. “Quando entrerà in gioco l’automazione intelligente, ci sarà un impatto esponenziale su come vengono eseguiti i lavori e su come le aziende possono operare più velocemente”.

Computer vision per “vedere” e “leggere” meglio

UiPath utilizza il machine learning per migliorare due compiti impegnativi per la RPA: come i bot visualizzano ciò che si trova sugli schermi dei computer e come analizzare i documenti per l’elaborazione.

Gli strumenti di RPA dipendono dalla capacità di un bot di “vedere” elementi su una pagina web o un’interfaccia utente. Tuttavia, un’interfaccia desktop virtuale (VDI) non presenta un’interfaccia utente tradizionale; piuttosto, trasmette l’immagine di un desktop remoto, rendendo impossibile per i bot riconoscere gli elementi. Per risolvere questo problema, UiPath sta incorporando nei suoi bot la computer vision, che sfrutta il machine learning, il riconoscimento ottico dei caratteri e la corrispondenza fuzzy, “per identificare automaticamente gli elementi in un’applicazione ed eseguire compiti”, afferma Param Kahlon, Chief Product Officer di UiPath, che descrive tale capacità come “iperautomazione“.

UiPath sta inoltre applicando l’apprendimento automatico per aiutare i suoi bot a leggere i documenti in modo più intelligente. Per esempio, mentre un esperto umano sa come classificare le fatture esaminando rapidamente campi come fornitori, prodotti, data di scadenza e numero dell’ordine di acquisto, la maggior parte dei bot si limita ai metodi di “estrazione basata su regole”, che si basano su dati strutturati per leggere e automatizzare questi processi.

Sfruttando l’estrazione basata su regole e su modelli ML, “i bot di UiPath identificano elementi di dati strutturati, non strutturati e semi-strutturati per processare i documenti, in modo simile a come un essere umano potrebbe completare tali compiti”, spiega Kahlon.

Il futuro dell’automazione intelligente

Come il suo predecessore RPA, l’automazione intelligente deve affrontare qualche resistenza all’adozione, anche di tipo culturale.

Oggi i bot sono generalmente visti in due modi: come assistenti digitali progettati per sostituire il lavoro umano, o come agenti progettati per aumentare il lavoro svolto dagli umani, liberandoli da compiti stressanti e ripetitivi e permettendo loro di concentrarsi sul lavoro che fornisce maggior valore di business.

Le Clair di Forrester riconosce che l’automazione contribuirà a una certa riduzione dell’organico, ma afferma che quando un bot o una macchina assume un compito precedentemente svolto da un essere umano, l’azienda ha a disposizione tali ore di lavoro da impiegare in modo più utile.

Inoltre, oggi non è difficile prevedere se la maggior parte delle aziende investirà in strumenti RPA basati sugli algoritmi, le cui decisioni sono difficili da qualificare o spiegare.

Nonostante ciò, alcuni responsabili IT credono nel potenziale dell’automazione intelligente. La società American Express Global Business Travel utilizza RPA per estrarre informazioni da più sistemi e facilitare il processo di onboarding dei clienti aziendali, come spiega Dilip Karandikar, vicepresidente dell’architettura e dell’ingegneria delle soluzioni.

Credo che la nostra azienda deciderà di abbracciare l’automazione end-to-end dei servizi”, afferma Karandikar. “Il nuova trend è l’iperautomazione, che diventerà sempre più prevalente”.