Assunzioni IT: i trend in salita e quelli in calo

La pandemia, la contrazione economica e le manifestazioni contro le disuguaglianze sociali hanno modificato il panorama delle assunzioni. Ecco come si stanno adeguando le aziende nella selezione del personale IT

selezione assunzioni

Una pandemia a livello globale, la conseguente recessione e gli appelli per porre fine ai pregiudizi razziali stanno cambiando il panorama delle assunzioni in modi che potrebbero durare a lungo, secondo i leader tecnologici. In un recente report il World Economic Forum descrive una “doppia disruption” avvenuta nel mondo del lavoro lo scorso anno, in cui un blocco mondiale e una contrazione economica si sono abbinati alla trasformazione del luogo di lavoro mediante un’adozione accelerata della tecnologia.

In ambito IT, e non solo, l’intero ciclo di assunzione viene gestito da remoto a tutti i livelli. E i candidati sono sempre più attenti alle politiche di inclusione delle aziende.

Ecco come sono cambiate le assunzioni negli ultimi mesi, le tendenze in salita e quelle in declino, e le opportunità offerte da questi rapidi cambiamenti.

In salita: inclusione

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Molti responsabili IT hanno osservato che le proteste contro le ingiustizie razziali hanno avuto un impatto sulle pratiche di assunzione. Rohan Amin, CIO di JPMorgan Chase, afferma che le principali aziende stanno attuando nuove strategie per affrontare i pregiudizi e promuovere la diversità e l’inclusione.

Il reclutamento di candidati più diversificati è una priorità assoluta e questo significa anche l’assunzione di più candidati con background tecnologici non tradizionali”, afferma Amin. “C’è un chiaro vantaggio competitivo nell’avere un numero maggiore di dipendenti con competenze e prospettive diverse e sono lieto che questa tendenza sia destinata a rimanere”.

Peter Baskin, Chief Product Officer di Modern Hire, concorda sul fatto che le aziende che non promuovono la diversità e l’inclusione subiranno probabilmente delle critiche.

Per creare una forza lavoro più diversificata, i recruiter devono eliminare dal processo di assunzione i pregiudizi inconsci”, afferma Baskin. “E’ più facile a dirsi che a farsi, considerando che siamo così inclini a pregiudizi inconsci e spesso non ci rendiamo conto che stiamo prendendo decisioni basate su di essi”.

In salita: reclutamento da remoto

La crescente attenzione a mobile e cloud ha fatto salire la domanda di esperti in analisi dei dati, intelligenza artificiale, ingegneria e software as-a-service. Sono competenze che venivano ricercate anche prima dell’emergenza Covid-19, ma ciò che cambiato è la predominanza di nuovi mezzi virtuali per la ricerca e la selezione.

Le fiere virtuali del lavoro stanno aprendo nuove porte per le persone in cerca di lavoro, poiché le aziende hanno ampliato le loro esigenze di reclutamento e non fanno più affidamento su eventi fisici”, afferma Paul Schneider, partner di Keystone Partners.

James Durago, recruiting manager di Google, ritiene che il reclutamento virtuale verrà utilizzato anche dopo la pandemia. “Credo che questa tendenza continuerà anche quando le aziende riapriranno i loro uffici, perché è un metodo pratico e conveniente”, afferma Durango.

In calo: selezioni di persona, metriche tradizionali

Schneider vede anche una crescita dell’onboarding online e delle tecnologie per la retention, e ritiene che alcuni metodi di selezione tradizionale non saranno ripristinati.

L’onboarding di persona incentrato su un tour dell’ufficio e un pranzo con il manager o il team è obsoleto. Ora il focus è sull’orientamento digitale e sulla formazione sulla sicurezza informatica”, afferma il manager. “Mi aspetto un aumento della necessità di insights basati sui dati per misurare le prestazioni, il coinvolgimento e l’impatto culturale sui dipendenti da remoto nuovi e attuali”.

In salita: benefit che alleviano lo stress da pandemia

Durago afferma che, durante la pandemia, da parte delle aziende sono aumentati gli sforzi per promuovere la stabilità finanziaria e la vita personale dei dipendenti, e i vantaggi si estendono oltre un aumento di stipendio. “Le aziende stanno iniziando a offrire benefit come congedi per prendersi cura dei propri cari affetti da Covid, supporti finanziari per migliorare le competenze, rimborsi scolastici o permessi per studiare e conseguire certificazioni”.

In calo: benefit in ufficio

I benefit fruibili in ufficio, come cibo gratuito, aree relax e centri fitness, che in precedenza erano utilizzati per attirare i migliori talenti, “oggi sono irrilevanti”, afferma Schneider.

Ora che i dipendenti lavorano da remoto e gli strumenti digitali sono la norma, le richieste sono orari di lavoro flessibili, l’estensione del lavoro da remoto anche dopo la pandemia, l’assistenza all’infanzia e una diversa gestione dei giorni di ferie”.

In salita: benefit per il lavoro da casa

Sankar Lagudu, Chief Operating Officer di RFPIO, afferma che la sua azienda, come altre, si sta impegnando per “portare l’ufficio” a casa dei dipendenti.

Abbiamo fornito attrezzature come sedie e scrivanie perché il lavoro da casa sia comodo e produttivo”, afferma Lagudu. “Per i dipendenti e le loro famiglie sono disponibili corsi virtuali di yoga e altri programmi di benessere finalizzati a rimanere in contatto e in salute durante questo periodo”.

Le persone sentono la mancanza dell’ufficio e il senso di comunità e coinvolgimento sociale che offre”, afferma Blair. “Come esiste un budget annuale per il miglioramento degli uffici, per fare cose come sostituire i tappeti o rinnovare l’arredamento, dobbiamo offrire vantaggi simili ai lavoratori da remoto, in modo che possano acquistare attrezzature confortevoli. Per compensare le spese di chi lavora da casa offriamo anche contributi economici per le reti Internet e mobili”.

In calo: aggregatori di offerte di lavoro

Per responsabili delle assunzioni e job hunter i siti di aggregazione del lavoro stanno diventando meno utili di siti più specializzati”, afferma Darrell Rosenstein, fondatore di Rosenstein Group, società di reclutamento focalizzata sullo sviluppo di software.

L’efficacia di siti come Indeed è diminuita e prevedo che questa tendenza continuerà”, aggiunge Rosenstein. “In questo momento, le aziende che pubblicano offerte di lavoro su questi siti sono sommerse di curricula, molti dei quali da candidati sottoqualificati. È probabile che la situazione si protragga per tutto il 2021, poiché coloro che sono attualmente disoccupati competono per un numero limitato di posizioni aperte. Alcuni stanno affrontando questo problema automatizzando il processo di revisione del curriculum, ma altre aziende si rivolgono a mercati più mirati per coprire le posizioni”.

In salita: descrizioni del lavoro più dettagliate

Affrontando nuove sfide e cambiando rapidamente le esigenze, nelle descrizioni dei lavori le aziende sono ora più specifiche”, afferma Dagiantis di Envoy Global. Il fatto che il processo di reclutamento e colloquio sia diventato virtuale ha portato a una comunicazione più chiara sui requisiti per la posizione aperta.

Una tendenza a cui stiamo assistendo è che i team delle risorse umane e di reclutamento trascorrono più tempo nella parte iniziale del processo di reclutamento per articolare chiaramente quali competenze e attitudini sono richieste ai candidati”, spiega Dagiantis. “Questo aspetto non era così importante prima della pandemia, che ha invece reso manifesta l’importanza di competenze quali il problem solving e il pensiero critico”.

In calo: ruoli orientati al cliente

Nelle inevitabili restrizioni di budget, i ruoli che soffrono di più sono quelli rivolti al cliente, secondo Jay Leaf-Clark, responsabile IT di Dashlane.

L’assunzione di nuovo personale in questi ruoli viene messa in pausa e i compiti vengono distribuiti tra i team esistenti”, afferma Leaf-Clark. “L’attenzione viene posta maggiormente sugli amministratori di sistemi con più esperienza, mentre il supporto desktop o i service desk vengono ridimensionati, in attesa di capire cosa riserva il futuro”.

In salita: ruoli per la sicurezza e l’automazione

Jay Leaf-Clark afferma che si è verificato un prevedibile aumento delle assunzioni per la sicurezza remota, l’automazione dei sistemi e il monitoraggio.

Prima della pandemia molte aziende presumeva di poter gestire questi aspetti con le risorse già esistenti”, afferma Leaf-Clark. “Oggi la ricerca amministratori di sistema che possano creare o gestire rapidamente strumenti di terze parti – per gestire automazioni come Microsoft Intune, JAMF o altri per monitorare la conformità e potenziali minacce alla sicurezza – è una priorità assoluta, mentre guardiamo tutti a un futuro ancora incerto”.

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