Apprendimento condiviso: una strategia vincente contro il gap di competenze

Promuovere una cultura di apprendimento condiviso può aiutare a colmare il divario di competenze e migliorare il coinvolgimento e la soddisfazione dei dipendenti

apprendimento condiviso

In un momento in cui è difficile trovare talenti con le giuste competenze, per le aziende è più che mai importante investire sul proprio personale. Promuovere una cultura di “apprendimento condiviso” non solo permettere di aggiornare le competenze dei propri dipendenti, ma favorisce anche la crescita di talenti che, molto probabilmente, saranno incentivati a rimanere in azienda.

E’ un tema particolarmente importante, oggi, a causa del gap di competenze, del rapido cambiamento tecnologico e della difficoltà di fare formazione“, afferma Dan Schawbel, partner e direttore della ricerca di Future Workplace, oltre che autore del libroBack to Human: How Great Leaders Create Connection in the Age of Isolation“.

Secondo Schawbel, l’apprendimento condiviso rappresenta una soluzione a questi problemi.

I manager aziendali devono creare una cultura dell’apprendimento condiviso in modo che dipendenti e colleghi possano imparare alla velocità richiesta dal business, avere competenze sempre aggiornate e crescere nella propria carriera”, afferma Schawbel. “L’idea è quella che sta dietro ai social network, dove gli amici condividono contenuti con e tra di loro. Dobbiamo adottare strategie simili all’interno delle nostre aziende”.

Le competenze necessarie oggi per coprire ruoli legati alla tecnologia sono in continua evoluzione. “Un tempo i team e i loro leader custodivano gelosamente le informazioni per distinguersi dagli altri“, sottolinea Schawbel. “Oggi le aziende di maggior successo sono quelle che supportano l’apprendimento condiviso”.

Alcune tecnologie emergenti, come l’intelligenza artificiale, stanno modificando il modo di lavorare e potenzialmente cambiando interi settori. “La grande sfida è rimanere aggiornati mentre il mondo del business continua a cambiare a un ritmo rapido”, aggiunge. “Quando i colleghi imparano e condividono le conoscenze con gli altri, tutti ne traggono beneficio”.

Cinque tappe per l’apprendimento condiviso

Le aziende che favoriscono una cultura in cui manager e membri dei team si aiutano a vicenda per formarsi su competenze chiave per il successo futuro saranno in una posizione migliore per portare avanti – o guidare – i cambiamenti negli anni a venire.

Schawbel suggerisce cinque step per mettere in pratica l’apprendimento condiviso all’interno della vostra azienda. Poiché l’accento è sulla formazione peer-to-peer, quanto segue riguarda qualsiasi persona all’interno dell’azienda che abbia conoscenze da condividere.

1. Empatizzare con i colleghi

Se avete competenze che altri non hanno, rappresentate la figura autorevole nella relazione insegnante-studente. Per fare sentire a proprio agio i colleghi o i dipendenti che lavorano con voi considerate la possibilità di condividere una debolezza personale o un’aree su cui potreste migliorare.

Comprendendo i punti di forza e di debolezza gli uni degli altri sarete in grado di aiutarvi reciprocamente”, sottolinea Schawbel. “Questo si applica in ogni ambito, ovviamente, ma nel contesto lavorativo non è possibile insegnare qualcosa di nuovo o capire come fare certe attività se non si conoscono le necessità dell’altro”.

2. Mostrare le proprie competenze

Quando volete insegnare qualcosa spiegate con esattezza e con tutti i dettagli necessari le procedure che utilizzate, in modo che i colleghi possano seguirvi. “Per esempio, se state mostrando come utilizzare un programma per creare un breve pezzo di codice”, suggerisce Schawbel, “spiegate bene il processo che vi ha portato al prodotto finale in modo che gli altri possano replicarlo da soli”.

Molte persone imparano facendo e capiscono meglio come funziona qualcosa se possono vederla in azione nel mondo reale”, dice Schawbel. “Per esempio, se sto codificando un’applicazione e posso mostrare come il mio codice diventa una funzionalità all’interno di un’app, questo è il primo passo per mostrare a un altro come può risolvere un problema”.

3. Incoraggiare a mettere in pratica le competenze acquisite

Dopo aver mostrato ai colleghi come fare qualcosa, lasciate che provino da soli per vedere se possono ripetere il processo e ottenere lo stesso risultato o un risultato simile”, afferma Schawbel.

Questo aspetto pratico è fondamentale, perché spesso la formazione viene trascurata.

Stiamo passando da un mondo in cui bastava guardare tutorial online o seguire delle lezioni a uno scenario in cui diventa sempre più importante l’apprendimento esperienziale. Non basta ‘sapere’, bisogna anche saper fare”, dice Schawbel. “Se siete fortunati, la vostra azienda vi metterà a disposizione materiali didattici o varie risorse per la formazione, ma questi non bastano se non c’è un apprendimento pratico, peer-to-peer e basato su un progetto”.

4. Dare feedback

Una volta che i vostri colleghi hanno completato un compito usando le competenze che avete insegnato loro, esaminalo ed esprimete la vostra opinione”, prosegue Schawbel. “Fate attenzione al fatto che spesso le persone non amano usare la parola ‘feedback’, ma preferiscono ‘suggerimenti per il miglioramento’”.

La chiave, secondo Schawbel, è iniziare con gli aspetti positivi, partendo con apprezzamenti e riconoscimenti per le aree in cui il lavoro è stato svolto bene. Successivamente si può spiegare dove sono stati commessi degli errori e come si poteva fare meglio.

Se continuano a esserci problemi, tornate al passaggio 2 e rivedete il processo. Alcune persone impiegano più tempo di altre per apprendere e padroneggiare una nuova abilità, quindi siate pazienti”.

5. Verificare l’acquisizione delle competenze

Dopo una settimana o due, fate il punto della situazione per vedere se i vostri colleghi sono stati in grado di implementare con successo l’abilità che avete insegnato, rispondete alle loro domande o fornite ulteriore aiuto.

Verificando regolarmente potrete assicurarvi che i vostri colleghi migliorino e dimostrerete il vostro impegno verso la loro crescita e il loro successo”, sottolinea Schawbel. “La verifica può avvenire in modo informale, ma è importante che venga fatta, perché incoraggia le persone a continuare a imparare e migliorarsi”.

Abbracciare e promuovere una cultura dell’apprendimento condiviso consente ai leader aziendali di far crescere i talenti che, al momento giusto, potrebbero colmare un gap di competenze.

La cultura dell’apprendimento condiviso migliora anche la soddisfazione dei dipendenti e il coinvolgimento all’interno dell’azienda, permettendo di team forti e interconnessi che si incoraggiano e si supportano a vicenda.