Le fusioni e le acquisizioni tecnologiche sono in aumento e ognuna di esse potrebbe mettere a dura prova le operazioni IT aziendali. Molti dei fornitori di software a cui l’azienda si affida per soluzioni puntuali probabilmente offrono prodotti multipiattaforma o cross-platform, collegandosi all’ERP scelto e ai suoi principali competitor, per esempio, o ai provider di altri servizi e componenti cloud del patrimonio informatico aziendale.

Cosa accadrà, quindi, se quella soluzione puntuale viene acquisita da un altro fornitore e integrata nel vostro stack IT?

La domanda è d’attualità: il fornitore di infrastrutture iperconvergenti Nutanix, utilizzato da molte aziende per unificare i propri cloud privati ​​e pubblici, è oggetto di discussione su possibili acquisizioni sin da quando Bain Capital vi ha investito 750 milioni di dollari nell’agosto 2020. I potenziali acquirenti includono IBM, Cisco e la stessa Bain. A dicembre 2022 anche HPE è entrata nella rosa dei potenziali acquirenti di Nutanix.

Abbiamo già visto cosa è successo quando HPE ha acquistato il fornitore di infrastrutture iperconvergenti SimpliVity nel gennaio 2017. L’acquisto di un altro fornitore nello stesso spazio è ragionevole, poiché Nutanix e SimpliVity si rivolgono a imprese di dimensioni diverse.

Prima dell’acquisizione da parte di HPE, SimpliVity supportava il proprio acceleratore hardware e software sui server di diversi fornitori. Offriva anche un’appliance hardware, OmniCube, costruita su server OEM di Dell. Ora, tuttavia, HPE vende solo SimpliVity come appliance, costruita sui propri server ProLiant.

I clienti di Nutanix che non sono clienti di HPE potrebbero essere giustamente preoccupati, ma potrebbero altrettanto facilmente preoccuparsi delle prospettive di un’acquisizione da parte di IBM, al centro di precedenti indiscrezioni su Nutanix. IBM non produce più i propri server, ma potrebbe concentrarsi sull’integrazione del software con la sua piattaforma Red Hat Virtualization e IBM Cloud, a scapito dei clienti che si affidano ad altre integrazioni.

Le domanda che deve farsi il CIO

La domanda che i CIO devono porsi non è chi acquisterà Nutanix, ma cosa fare se un fornitore chiave viene acquisito o cambia direzione, un aspetto fondamentale di qualsiasi piano di gestione del fornitore.

Se il vostro fornitore di software è indipendente, la domanda immediata è: l’azienda sta acquistando quello che stiamo usando? Se è così, allora siete in una posizione migliore. In caso contrario, dovete iniziare immediatamente a prepare una strategia di uscita“, afferma Tony Harvey, direttore senior e analista di Gartner, specializzato nella consulenza sulla selezione dei fornitori.

Un primo passo è capire la strategia dell’acquirente. “Continuerà a supportarlo come software puro che può essere installato su qualsiasi server, come ha fatto Dell con VMware? O sarà più simile alla situazione di HPE con SimpliVity, in cui effettivamente tutto l’hardware non HPE è stato spento abbastanza rapidamente?”. I CIO dovrebbero anche esaminare quale sarà la struttura di supporto e la probabile tempistica per eventuali modifiche.

L’attenzione di Harvey è sull’infrastruttura del data center, ma le domande da porsi sarebbero le stesse se l’acquirente fosse un fornitore di server, un hyperscaler o un fornitore di software più grande. “C’è di più in gioco, se non siete già clienti del potenziale acquirente”.

Un hyperscaler che acquista un pacchetto software molto diffuso probabilmente cercherà di usarlo come accesso alla sua infrastruttura, spostando il piano di gestione sul cloud, ma consentendo ai clienti esistenti di continuare a eseguire il software on-premise su hardware generico per un certo periodo. “C’è un interregno di qualche anno, ma il CIO deve iniziare a pensare al piano di uscita“.

Una questione di tempismo

Secondo Confucio, il momento migliore per piantare un albero era 20 anni fa. Il secondo momento migliore è adesso. Parafrasando il concetto in termini di piani di uscita dal fornitore, adesso è un ottimo momento per avviarli o aggiornarli.

La prima cosa da fare è esaminare il contratto esistente. La migrazione non è un progetto a breve termine, quindi se c’è un rinnovo in arrivo, la prima cosa è completarlo prima che avvenga un’acquisizione“, afferma Harvey. “Se avete appena rinnovato un contratto, usate il tempo di interregno”.

Quindi, parlare con il venditore per capire la roadmap del suo prodotto e pretendere che sia rispettata. “Se la roadmap soddisfa le vostre esigenze, forse vale la pena rimanere con quel fornitore”, dice Harvey. “In caso contrario, meglio rivolgersi altrove”.

Harvey suggerisce l’acquisizione da parte di Broadcom dell’attività di sicurezza aziendale di Symantec nel 2019, e i successivi aumenti dei prezzi per i prodotti Symantec, come esempio del motivo per cui è utile bloccare in anticipo i termini del contratto. Il contraccolpo dei clienti dovuto a tali variazioni di prezzo spiega anche perché Broadcom è così entusiasta di parlare dei suoi piani per VMware dopo l’offerta di maggio 2022 di acquistare l’azienda da Dell.

I rischi che potrebbero interessare i fornitori vanno ben oltre le acquisizioni o altri cambiamenti strategici: c’è anche la loro salute finanziaria generale, la loro capacità di distribuzione, il modo in cui gestiscono la sicurezza informatica, i cambiamenti normativi o legislativi e altri fattori geopolitici.

Soppesare i vantaggi

Il CIO deve tenere d’occhio queste cose, ma ovviamente non è necessario fare un caso su ogni evento, ogni singolo fornitore di software”, aggiunge Harvey.

Piuttosto che appesantirvi con piani per ogni evenienza, classificate il software che usate in base a quanto è significativo per la vostra azienda e quanto è difficile da sostituire, e pianificate una proceduranel caso in cui il fornitore venisse acquisito. “Non è necessario farlo per ogni software, ma il passaggio da SAP HANA a Oracle ERP o viceversa è un progetto importante e va pianificato per tempo”.

Quando si parla di applicazioni così importanti, c’è un fattore a favore dei CIO. Harvey cita l’esempio dell’acquisizione pianificata di VMware da parte di Broadcom: “È il tipo di acquisizione che viene portata avanti dalla Federal Trade Commission e dalla Commissione Europea, e viene ritardata di sei mesi per adempire a tutti gli obblighi legali, quindi c’è tempo per pianificare cosa fare”.

È anche importante evitare una paralisi dell’analisi. Se state utilizzando una particolare applicazione, è possibile che il valore aziendale che offre ora superi le conseguenze dell’eventuale acquisizione del fornitore in un momento futuro. O forse la funzionalità che offre è in realtà solo una caratteristica che un giorno verrà inserita in contesto più ampio nel qual caso può essere trattata come un acquisto a breve termine.

Sicuramente dovreste analizzare i vostri fornitori e capire quanto è probabile che vengano acquisiti, valutando se è più conveniente pianificare una via d’uscita o accettare un compromesso”, conclude Harvey.

Peter Sayer