6 tendenze da adottare oggi per rinnovare le strategie cloud

Dalle strategie multi-cloud al contenimento dei costi e all'orchestrazione dei container, i CIO stanno diventando più pragmatici e prudenti nello sfruttare le economie di scala del cloud.

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Il cloud computing è diventato la piattaforma di fatto su cui le imprese stanno costruendo i processi di trasformazione digitale e modernizzando il proprio IT. Le organizzazioni stanno inoltre trovando sempre più agilità aziendale e risparmi sui costi rivolgendosi a fornitori come Amazon Web Services (AWS), Microsoft, Google e IBM.

Non stupiamoci quindi se secondo Forrester Research il mercato globale del cloud pubblico arriverà a valere quest’anno a 178 miliardi di dollari rispetto ai 146 miliardi del 2017, con l’adozione del cloud pubblico nelle imprese che supererà per la prima volta il 50%. Con così tante grandi aziende che scaricano il peso delle risorse di calcolo su fornitori terzi per concentrarsi su iniziative digitali strategiche, il punto di non ritorno era inevitabile.

Di seguito vi proponiamo le sei principali tendenze che oggi stanno plasmando le nuove strategie cloud.

L’ascesa del multi-cloud

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I tempi in cui le aziende che si affidavano unicamente ad AWS stanno giungendo al termine. I CIO si stanno infatti rivolgendo sempre di più a due e talvolta a tre servizi di cloud pubblico. Ad esempio, Honeywell utilizza IBM e Microsoft Azure, mentre General Electric e Accenture utilizzano entrambi i servizi AWS e Azure.

Lauren Nelson, analista di Forrester Research che monitora il mercato del cloud, afferma che i CFO stanno incoraggiando questo approccio per evitare di mettere troppe applicazioni in un unico servizio cloud e per mantenere aperte le loro opzioni. Più facile però a dirsi che a farsi. “Mentre infatti le funzioni di calcolo e storage sono spesso simili tra i fornitori, il problema riguarda i servizi di rete, le applicazioni e gli sviluppatori”, afferma la Nelson. Le aziende farebbero bene a utilizzare modelli che garantiscano la portabilità delle applicazioni e dei dati tra i fornitori.

I CIO stanno prendendo sul serio il disaster recovery

Le aziende gestiscono tradizionalmente più data center che forniscono ridondanza per la maggior parte delle applicazioni critiche in esecuzione localmente. Questo approccio deve ancora tradursi nei servizi di cloud computing pubblici, aumentando il rischio che un’interruzione abbia conseguenze disastrose per la vostra azienda.

Jake Burns, vice presidente dei servizi cloud per Live Nation, afferma che molte aziende non eseguono il backup dei servizi che utilizzano nel cloud. Questo atteggiamento però è destinato a cambiare nel corso dell’anno, visto che sempre più CIO riconoscono l’importanza della rete di sicurezza virtuale. I CIO adotteranno così strategie multi-cloud, eseguendo copie del loro software con diversi fornitori di cloud o eseguendo applicazioni in più di un data center dei loro fornitori di servizi cloud. “Comprendere questo concetto e mettere in atto contromisure per proteggerlo sarà una grande tendenza entro la fine di quest’anno”, afferma Burns.

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Sicurezza cloud: non è più un gioco

Negli ultimi anni l’automazione e il monitoraggio della protezione dei dati, della crittografia e del carico di lavoro sono stati in gran parte servizi aggiuntivi nei sistemi cloud. La Nelson afferma che i fornitori cloud offriranno alternative molto più integrate per la sicurezza del cloud in grado di accrescere o sostituire le soluzioni tradizionali.

Forrester consiglia di applicare un modello di sicurezza “zero-trust” all’interno delle piattaforme cloud. Chiedete ai fornitori quali garanzie forniscono sul fatto che le loro soluzioni funzionino su piattaforme IaaS, PaaS e SaaS e come possano sostituire strumenti di terze parti con il monitoraggio nativo IaaS/PaaS o con la crittografia nativa SaaS, prestando attenzione al pieno controllo delle chiavi di crittografia, alla sovranità dei dati e alla privacy. “Perseguite a prescindere un modello di sicurezza zero-trust come protezione contro le violazioni al di fuori del vostro dominio di controllo”, afferma la Nelson.

Contenimento dei costi

I CIO che si occupano di più fornitori di servizi cloud sono probabilmente all’avanguardia nella complessa gestione dei cloud vendor, un’area nella quale molti fornitori e responsabili di sourcing sono ancora inesperti. AWS, Microsoft e Google dal canto loro stanno rendendo più difficile per un CIO addentrarsi nelle offerte di vari piani tariffari e di consumo. AWS, ad esempio, addebita ai clienti di alcuni dei suoi servizi cloud il numero di messaggi inviati o, addirittura, il numero di messaggi inviati in un’ora.

“La gestione dei costi del cloud è una grande sfida e sta diventando sempre più complessa”, afferma l’analista di Forrester Dave Bartoletti, riportando l’esempio di un dirigente IT che ha dovuto assumere una persona solo per aiutare a scegliere e negoziare i contratti cloud. Tuttavia i dirigenti IT stanno migliorando nel contenere i costi del cloud man mano che la loro esperienza in questo campo aumenta.

Orchestrazione dei container

L’adozione di container, che consente agli sviluppatori di gestire e migrare facilmente il codice del software, ha preso piede negli ultimi anni, rafforzando gli sforzi cloud e DevOps di molte aziende. Quando però i test e le prove dei prototipi sono passati alla fase di produzione, le aziende hanno scoperto che avevano bisogno di orchestrare la distribuzione dei container.

Ecco allora Kubernetes, una piattaforma sviluppata da Google che secondo Forrester dominerà il mercato dell’orchestrazione dei container. Kubernetes vincerà la battaglia per l’orchestrazione dei container superando la “modalità sciame” integrata in Docker e Apache Mesos, un po’ come successo nel 2015 con la vittoria di Docker sul runtime e i formati dei container”, spiega Forrester in un recente rapporto sulle tendenze del cloud.

Le competenze in ambito Kubernetes sono però scarse e Forrester raccomanda ai CIO che non lo hanno ancora fatto di creare un piano per l’orchestrazione dei container che includa ciò che è necessario imparare, chi è necessario addestrare e quali risultati sperano di raggiungere i team di sviluppo.

Una nuova cultura cloud

Per avvantaggiarsi appieno del valore di una consegna software più veloce, molte organizzazioni stanno rinnovando la propria cultura di sviluppo, inclusa l’istituzione di metodi agili e DevOps per sfruttare l’agilità e la scalabilità offerte dal cloud. Forrester consiglia ai CIO di identificare sia i leader IT in grado di aiutare a guidare il cambiamento della cultura cloud, sia chi invierà ingegneri a programmi di formazione come IBM Bluemix Garage, Pivotal Labs e Red Hat Innovation Center.

“Questi programmi aiutano a spezzare il rapporto con le vecchie abitudini, a rafforzare i comportamenti desiderati e a migliorare l’attenzione degli sviluppatori. Se gli obiettivi del vostro cloud dipendono in larga misura dallo sviluppo di codice in modo rapido e su larga scala utilizzando le nuove piattaforme e gli strumenti più innovativi, dovrete prima cambiare la vostra cultura di sviluppo… e non sarà facile.”

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