5 trend strategici per il cloud che vedremo quest’anno

Architettare ambienti cloud ibridi e insegnare al personale IT come lavorare e gestirli è la priorità per i CIO che cercano innovazione dai servizi di cloud computing nell’anno appena iniziato.

cloud

Il cloud computing è diventato il modello di scelta per modernizzare i portafogli IT, con le aziende che ottengono agilità e velocità sul mercato affidandosi a software per cloud pubblico. Ma sempre più CIO stanno sostenendo i cosiddetti sistemi cloud ibridi, in cui trasferiscono applicazioni aziendali tra cloud pubblici (Amazon Web Services, Microsoft Azure, Google Cloud Platform) e cloud privati in esecuzione internamente o addirittura ospitati off-site da un fornitore.

adv
Investimenti Oracle NetSuite

Prendere decisioni strategiche informate grazie a Business Intelligence e Analytics

Una piattaforma di BI e Analytics deve offrire ai decision maker tutti gli strumenti necessari per migliorare l'efficienza e individuare nuove opportunità prima della concorrenza. Presentiamo una serie di preziose risorse e ricerche in Pdf per approfondire questo argomento da un punto di vista tecnico e strategico. SCARICA LE GUIDE >>

“All’inizio del cloud molte organizzazioni hanno scelto un fornitore di servizi cloud con cui lavorare in modo esclusivo” afferma Charlie Li, Chief Cloud Officer di Capgemini. “Oggi questo approccio non porta abbastanza lontano e le organizzazioni stanno riconoscendo i vantaggi del multi-cloud, come una maggiore flessibilità organizzativa, efficienza e prestazioni”.

Il programma relativo al cloud è uno dei cambiamenti tecnologici più significativi che la vostra azienda dovrà affrontare nel prossimo decennio e per questo vi proponiamo le cinque tendenze chiave che influenzeranno l’adozione del cloud nel 2020.

È un mondo cloud… ibrido

La maggior parte delle aziende si procura servizi cloud da due o più fornitori, una tendenza che continuerà a guadagnare trazione nel 2020 man mano che la spesa globale per il cloud pubblico si avvicinerà ai 300 miliardi di dollari secondo Forrester Research. Le aziende scelgono spesso AWS per le app rivolte ai clienti, Azure per i servizi aziendali e GCP per gli analytics, a seconda di quale fornitore abbia più senso per uno specifico scenario aziendale.

Ma le aziende tengono anche alcune app vicine nei cloud privati o spostano le app avanti e indietro in modo dinamico tra sistemi pubblici e privati. Per motivi di sicurezza o di costo alcune aziende eseguono il rollback delle app dai cloud pubblici ai sistemi interni, un processo noto come repatriation. Questo è stato il caso del 73% dei 2.650 decisori IT intervistati da Vanson Bourne per Nutanix.

“Poiché l’uso di più cloud e di installazioni cloud on-premises diventa più comune, è fondamentale disporre di una strategia che garantisca la collaborazione dell’intero ecosistema”, afferma Li. I CIO hanno bisogno di ingegneri del software in grado di comprendere e progettare gli aspetti sia tecnologici che operativi dei sistemi di cloud ibrido.

Prendete per esempio Nutanix. La società, che gestisce anche app Microsoft in Azure, si affida al proprio sistema operativo e al proprio software hypervisor, che utilizza per gestire le applicazioni tra sei data center e GCP e Azure. “L’idea è che vogliamo essere in grado di utilizzare un mix di modalità e fornitori per soddisfare le condizioni aziendali” afferma Wendi Pfeiffer, CIO di Nutanix. “I modelli di cloud ibrido offrono ai CIO una maggiore resilienza, inclusa più di una modalità per il failover in caso di interruzione del servizio”.

Misurare il vostro ambiente cloud

Le aziende che fanno troppo affidamento sul cloud pubblico perdono denaro dopo i primi 12-18 mesi, afferma Li, aggiungendo che spesso gestiscono male le risorse che non consumano. Ad esempio, alcuni sviluppatori di applicazioni lasciano accidentalmente carichi di lavoro cloud in esecuzione nel fine settimana, accumulando addebiti multimilionari.

Mercato IaaS Public Cloud Canalys Q3 2019
Depositphotos

“La governance è un grosso problema”, afferma Li. “Queste aziende finiscono per spendere più soldi di quanto si aspettassero.” I CIO devono elaborare una strategia che consenta loro di ottimizzare le operazioni su cloud diversi, sia pubblici che privati. Una soluzione approvata dai CIO include FinOps, una combinazione di pratiche di gestione aziendale e software di analisi dati che calcola il consumo del cloud.

Modernizzare le app e diventare cloud-native

Molti CIO hanno approvato l’approccio lift-and-shift alla migrazione di app sul cloud, ma Li afferma che questo non è sufficiente per favorire l’agilità. Ad esempio, se non aggiornate le applicazioni legacy, lo spostamento del data center nel cloud per risolvere i problemi di speed-to-market non avrà effetto. “Affronterete le stesse sfide che si affrontano con soluzioni on-premises e non otterrete gli aggiornamenti delle prestazioni desiderati”.

Li afferma che modernizzare le app, incluse la migrazione in cloud di alcune così come sono e la riprogettazione di altre, è la chiave per ottenere un vantaggio competitivo con il vostro software. I leader dovrebbero sfruttare container e microservizi per rendere le app portatili e scomponibili. I sistemi nativi del cloud, inclusi i servizi di orchestrazione basati su Kubernetes di AWS, Azure e GCP, che automatizzano l’implementazione, il ridimensionamento e la gestione dei container, consentono rapidi cambiamenti e un’innovazione continua.

Un approccio nativo al cloud crea anche più sfide, inclusa la possibilità di gestire cluster di container in esecuzione in un ambiente multi-cloud. Al posto di ciò, molti CIO stanno creando misure stop-gap, come l’uso del software VMware per eseguire server virtuali in AWS o Azure. Indipendentemente dall’architettura che i CIO scelgono di costruire, Li afferma che non dovrebbero “sacrificare la trasformazione di cui hanno bisogno a lungo termine per risparmiare sui costi a breve termine”.

Formazione per il cloud

I CIO che percorrono questa strada devono aggiornare più della tecnologia. Usare il cloud per guidare l’innovazione e la creazione di valore necessita infatti anche di una trasformazione di persone, processi e cultura. La competenza nel cloud computing richiede quindi skill per l’orchestrazione dei container e per i microservizi, nonché per pratiche DevOps.

Li ha assicurato che molti dipendenti di Capgemini sono passati dall’essere esperti in linguaggi di programmazione come Java e .NET a Java Spring, Python e ad altri linguaggi moderni, i quali però sono solo un aspetto da considerare. Per fornire servizi digitali al mercato in modo tempestivo, più organizzazioni devono infatti passare a modelli di consegna basati sui prodotti, in cui gli sviluppatori che lavorano in team possiedono capacità in diversi aspetti come fatturazione o microservizi.

Sembra tutto abbastanza facile, ma i CIO devono sfruttare appieno la loro leadership, superando la resistenza di coloro che non vogliono fare il salto nel cloud partendo da un’infrastruttura on-premises. Ciò aiuterà la vostra organizzazione a essere a prova di futuro e attirerà la prossima generazione di talenti. E se non lo farete, lo faranno i vostri concorrenti.

Supportare servizi mesh e serverless

Kubernetes ha vinto in modo convincente la guerra dell’orchestrazione dei container, ma per il 2020 Forrester Research prevede che sulla scia di Kubernetes centinaia di progetti e fornitori open source si contenderanno l’attenzione degli sviluppatori. I servizi mesh, che uniscono microservizi per ridurre le spese amministrative e di programmazione come nel caso di AWS App Mesh e Google Anthos, saranno contrastati da alternative open source come Istio, Mesher e Consul Connect.

Nel frattempo, i servizi serverless come Lambda di AWS e kNative di Google, che i clienti utilizzano per eseguire applicazioni senza creare e mantenere l’infrastruttura per eseguirle, continueranno a offrire agli sviluppatori nuovi modelli di programmazione separati dall’infrastruttura. I dipartimenti IT devono imparare a implementare e gestire questi nuovi componenti nella scelta delle piattaforme container aziendali. Come ha dichiarato l’analista di Forrester Dave Bartoletti nel report sulle previsioni del cloud 2020 della società, “in futuro tutto il cloud sarà serverless”.

Conclusione

Queste cinque leve strategiche hanno un filo conduttore: richiedono tutte molte attenzioni da parte dei dipartimenti IT che sceglieranno di implementarle. “Troppo spesso, vediamo le aziende sottovalutare il livello di gestione e comunicazione del cambiamento necessario per guidare con successo una trasformazione del cloud”, conclude Li. “Parliamo infatti di un grande cambiamento culturale e i leader devono pianificarlo attentamente. Anche con un consenso di alto livello, i team potrebbero non essere così entusiasti di quello che significherà questa trasformazione per i loro ruoli quotidiani”.