Gartner: il 2017 sarà un altro anno super per i Chromebook

Dopo il +38% fatto segnare nel 2016 sul 2015, anche quest’anno le consegne di Chromebook vedranno una crescita a doppia cifra.

In un mercato PC in continua sofferenza (e quello dei tablet non sta certamente meglio) i Chromebook stanno crescendo sempre di più e, per la prima volta, non solo ed esclusivamente nel settore educational. Secondo Gartner nel 2016 le consegne di Chromebook sono aumentate del 38% rispetto al 2015, ovvero circa 9,4 milioni di pezzi consegnati contro i 6,8 milioni del 2015.

Certo, si tratta di numeri ancora piccoli se confrontati con quelli dell’intero mercato PC, che però continua a calare e nel 2016 ha visto solo 270 milioni di pezzi spediti, il 6,2% in meno rispetto al 2015. Sempre secondo Gartner quest’anno i Chromebook sfioreranno le 11 milioni di unità consegnate, con un +16,3% rispetto al 2016 che diventerà invece un+8,6% nel 2018 (11,9 milioni di unità spedite).

Una crescita insomma costante sebbene meno portentosa di quella nel 2016 sul 2015, ma anche IDC prevede una crescita a doppia cifra dei Chromebook negli anni a venire. La maggior parte delle unità verrà distribuita nelle scuole americane, australiane e neozelandesi, ma i Chromebook stanno guadagnando sempre più interesse anche da parte delle aziende nel settore bancario e in quello retail.

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Secondo l’analista di Gartner Mikako Kitagawa i Chomebook vengono scelti sempre più spesso da diverse aziende e utilizzati come thin client in mobilità, grazie al loro costo molto accessibile e alla loro facilità di gestione. I Chromebook, che si basano sul sistema operativo Chrome OS, sono rivolti essenzialmente a quegli utenti che svolgono la maggior parte della loro attività sul web.

chromebook

Ecco perché le scuole, sempre attente ai costi, si stanno riversando sull’acquisto dei Chomebook (soprattutto nel Nord America), puntando anche sulla loro resistenza rispetto ai ben più fragili e molto più costosi iPad, che anche per il fatto di non avere una tastiera di default non hanno mai trovato una grande accoglienza da parte degli insegnanti.

Kitagawa ha aggiunto che i Chromebook devono ancora diffondersi a livello mondiale e soprattutto in Asia, un mercato vastissimo che però non ha ancora accolto con grande favore questi portatili low-cost. Anche perché i Chromebook sono privi di modem cellulare e si affidano esclusivamente al Wi-Fi e ciò, se negli USA non rappresenta un problema, lo è invece per i mercati in via di sviluppo.

Google sta però facendo importanti passi avanti per spingere i Chromebook in più mercati possibili. Oggi infatti molti modelli supportano le app Android scaricate dal Play Store e i Chromebook più recenti sono dotati di display touch proprio per offrire un’esperienza quanto più “androidiana” possibile.

Ricordiamo infine che alcuni giorni fa Microsoft ha presentato Windows 10 S proprio per sfidare i Chromebook nel mercato educational, annunciando inoltre prossimi portatili a basso costo (si partirà da 200 dollari) con a bordo proprio questa nuova versione leggera di Windows 10 in grado di eseguire solo le applicazioni scaricate dal Windows Store.

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