Dieci nazioni che hanno scelto la blockchain

Un numero crescente di governi di tutto il mondo utilizza la tecnologia blockchain per migliorare i servizi pubblici

Nata come base per le criptovalute, la tecnologia blockchain può essere utilizzata in una serie di applicazioni che vengono esplorate dai governi di tutto il mondo.

Ecco dieci Paesi che hanno lanciato progetti blockchain.

1Cina

La Cina ha bandito le criptovalute, ma ha abbracciato la blockchain.

Gli sforzi del Paese per diventare una potenza nella tecnologia blockchain sfruttano partnership tra pubblico e privato. Gli esempi includono la collaborazione di Alibaba con la città di Changzhou per proteggere i dati sanitari su una blockchain e quella della multinazionale Tencent con con l’ente statale CFLP (China Federation of Logistics & Purchasing) per la realizzazione di una piattaforma logistica basata su blockchain.

Nel febbraio del 2019 sono state introdotte norme nazionali per impedire ai fornitori di servizi blockchain di eludere le regole di censura su Internet, ma l’applicazione di tali norme è spesso delegata alle amministrazioni locali.

Secondo il China Internet Report le città di Shanghai, Shanxi, Henan, Guangzhou, Guiyang e Hangzhou hanno lanciato programmi per incoraggiare lo sviluppo di blockchain, mentre Xiongan New Area si sta trasformando in un hub di innovazione blockchain.

Le società che si occupano di criptovalute non hanno ricevuto lo stesso supporto. La Cina stava diventando leader nel crypto mining fino a quando il governo non vietò gli scambi di criptovalute e le initial coin offering (ICO) nel settembre 2017.

L’anno successivo, a tutte le istituzioni finanziarie è stato ordinato di interrompere il finanziamento di qualsiasi attività relativa alle criptovalute e tutti i siti web esteri che trattano scambi di criptovalute e ICO sono stati bloccati.

2Isola di Man

L’Isola di Man si sta promuovendo come un hub globale per la blockchain e ha lanciato una serie iniziative per attirare le imprese che utilizzano tale tecnologia.

Nel febbraio 2019 la dipendenza della Corona britannica ha annunciato la nascita di “Blockchain Office” e “Blockchain Sandbox” per supportare le imprese in ambito legislativo.

L’obiettivo del Blockchain Office è facilitare il dialogo tra le imprese e le autorità di regolamentazione, aiutare le aziende a sviluppare i loro progetti in conformità con la legislazione e le normative pertinenti e fornire alle imprese competenze, orientamento e supporto per il marketing.

Blockchain Sandbox fornirà a candidati selezionati un ambiente dove sviluppare e testare le loro piattaforme.

L’isola usa anche la blockchain per proteggere dalle frodi il suo fiorente settore dell’e-gaming. Nell’agosto 2017 ha concesso la prima licenza riconosciuta al mondo per una lotteria basata su blockchain alla società di giochi d’azzardo Qanta, che gestirà un sistema basato sulla tecnologia Ethereum. La lotteria utilizzerà un generatore di numeri decentralizzato, i biglietti saranno venduti tramite contratti intelligenti e i premi pagati in criptovalute.

3Venezuela


Il Venezuela si è rivolto alla blockchain per risollevarsi dalla crisi economica che sta schiacciando il Paese.

Nell’ottobre 2018 il presidente Nicolas Maduro ha lanciato il Petro, la prima moneta digitale del mondo emessa da un governo nazionale. L’obiettivo è fornire un’alternativa alla rinnovata valuta del Paese, il Bolivar Sobernao, frenare il mercato nero ed eludere le sanzioni sulle transazioni finanziarie.

Il governo dichiara che il Petro è sostenuto dalle enormi risorse petrolifere del Paese, oltre che da quelle di ferro, oro e diamanti, e che potrebbe ridurre la stampa eccessiva di denaro che ha svalutato la moneta corrente. Il valore del Bolivar Sobernao sarà vincolato a quello del Petro.

Un white paper del Governo ha rivelato che Petro utilizza l’algoritmo di data mining X11 Proof-of-Work (PoW), la stessa funzione utilizzata dalla criptovaluta open source Dash. Joey Zhou, sviluppatore di Ethereum, ha twittato che il sistema è “un clamoroso clone di Dash”, indicando un’immagine nel white paper che è una replica esatta di quella nel repository Github di Dash.

I venezuelani sono tra i cittadini più esperti di criptovalute del mondo: molti hanno convertito i loro risparmi in bitcoin per preservare il loro valore dall’ascesa dell’inflazione nel Paese: Tuttavia sono stati lenti ad abbracciare il Petro. I critici sostengono che l’iniziativa è una raccolta di fondi e un tentativo di prendere in prestito denaro illegalmente contro le riserve petrolifere del Venezuela.

Per sostenere l’adozione del Petro, a tutte le istituzioni governative è stato ordinato di accettare la criptovaluta. I passaporti venezuelani devono essere pagati in Petro e il presidente Maduro prevede di introdurre la valuta per le vendite di petrolio nel 2019.

4Unione Europea

Credit: Etienne Ansotte/EU

L’Ufficio per la proprietà intellettuale dell’Unione Europea (EUIPO) sta valutando la blockchain come strumento contro la contraffazione, che ogni anno costa all’Unione 60 miliardi di euro, secondo le stime dell’agenzia.

Lo scorso giugno l’EUIPO e la Commissione Europea hanno organizzato la competizione “Blockathon” a Bruxelles, dove 11 team di programmatori hanno creato una serie di soluzioni anti-contraffazione basate su blockchain, avvalendosi del supporto di specialisti in leggi e diritto anti-contraffazione.

Il team Cryptomice ha vinto il primo premio per la creazione di un “gemello virtuale” che non può essere copiato e viene inviato ai consumatori per una verifica prima di ricevere il prodotto fisico, che è registrato su una blockchain.

Il portavoce dell’EUIPO ha dichiarato che l’ente è ora in trattative con aziende del settore privato per trasformare le idee in prodotti.

L’obiettivo generale è avere una buona app, o un prodotto, basata su blockchain che possa fermare o almeno ridurre la quantità di prodotti contraffatti che oggi circolano nell’Unione Europea“, ha affermato il portavoce.

5Estonia


La blockchain fornisce la spina dorsale del famoso programma e-Estonia, che collega i servizi governativi in un’unica piattaforma digitale. Il progetto integra una grande quantità di dati sensibili provenienti da registri sanitari, giudiziari, legislativi, di sicurezza e commercialei, che sono memorizzati su un registro blockchain per proteggerli dalla corruzione e dall’uso improprio.

L’Estonia ha iniziato a testare la tecnologia dei registri distribuiti nel 2008, prima che fosse pubblicato il white paper Bitcoin dove compariva per la prima volta il termine “blockchain”. All’epoca l’Estonia nominò la sua la tecnologia “hash-linked time-stamping“.

Lo stato baltico ha sviluppato una tecnologia blockchain chiamata KSI, che protegge le reti, i sistemi e i dati del paese. La tecnologia KSI fornisce un sistema di sicurezza formalmente verificabile per il governo che può funzionare anche sotto costante attacco informatico ed è ora disponibile in oltre 180 Paesi.

6USA

Gli Stati Uniti stanno esplorando diverse applicazioni della blockchain. Nel gennaio 2017, la Food and Drug Administration (FDA) ha annunciato di aver firmato un accordo di sviluppo congiunto di due anni con IBM Watson Health per esplorare l’utilizzo della blockchain per condividere in sicurezza i dati dei pazienti. La collaborazione mira ad affrontare la mancanza di trasparenza e sicurezza nell’elaborazione dei dati sulla salute ed è iniziata con una sperimentazione sui dati relativi all’oncologia.

Nel giugno 2018 il governo Trump ha annunciato un progetto di tutt’altro tipo. Il Department of Homeland Security (DHS) ha assegnato una sovvenzione di 192.380 dollari a una startup chiamata Factom per testare la capacità della blockchain di proteggere i dati raccolti dalle telecamere e dai sensori della Border Patrol, la Polizia di Frontiera degli Stati Uniti.

7Danimarca

Nel 2014 Alleanza Liberale è diventata il primo grande partito politico al mondo a votare usando la tecnologia blockchain.

Attualmente il partito è uno dei che formano la coalizione di governo in Danimarca, e continua a utilizzare la blockchain per gestire le elezioni interne che si svolgono nella riunione annuale a Copenaghen.

8Dubai

Dubai punta a diventare entro il 2020 il primo governo al mondo a condurre tutte le sue transazioni utilizzando blockchain.

L’emirato arabo stima che gestendo attraverso una blockchain domande di visto, pagamenti delle bollette, rinnovi di licenza e altri documenti potrebbe risparmiare 5,5 miliardi di dirham (circa 1,3 miliardi di euro) all’anno solo per l’elaborazione dei documenti. Potrebbe anche ridurre le emissioni di CO2 fino a 114 milioni di tonnellate a causa della riduzione dei viaggi e ridistribuire fino a 25,1 milioni di ore di produttività economica.

9Svizzera

La città svizzera di Zugo è uno dei principali sostenitori europei della blockchain. Zugo accetta già le criptovalute come pagamento per i servizi pubblici e ha istituito un sistema di identità digitale basato su Ethereum.

Zugo ha collaborato con l’Università di Scienze Applicate di Lucerna e con la società di software Luxoft per creare il sistema di voto basato su blockchain e-Vote. Il sistema è integrato con l’applicazione di registrazione delle identità digitali; i voti sono resi anonimi e a prova di manomissione e il sistema è distribuito in tre diversi data center, che distribuiscono geograficamente sicurezza e rischi di perdita di dati.

Luxoft renderà disponibile la piattaforma in formato open source e sta sviluppando una “Blockchain for Government Alliance” per promuovere l’adozione della blockchain nelle istituzioni pubbliche.

10Gibilterra

Gibilterra ha lanciato il primo prodotto bitcoin regolamentato in Europa nel 2016, quando la Borsa di Gibilterra (GSX) ha rivelato una criptovaluta chiamata BitcoinETI. Il territorio britannico d’oltremare ha anche introdotto una licenza su misura per le imprese fintech utilizzando tecnologia blockchain e ha creato una “filiale blockchain” della sua Borsa.

Nel febbraio 2018 la Borsa ha annunciato il completamento della sua prima vendita di token, che è stata emessa nella criptovaluta Rock Token (RKT). Nella vendita pubblica di token è stato distribuito un totale di 60 milioni di RKT, equivalenti a circa 5 miliardi di euro.