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Negli ultimi anni si sono moltiplicate startup e società che offrono tecnologie blockchain, nate originariamente per supportare i bitcoin. In un mercato in così rapido movimento è difficile identificare le offerte più solide, ma ci sono società che si sono distinte per le loro soluzioni, la fiducia di investitori importanti o le partnership di valore. Qui ve ne presentiamo dieci.

1. Bitgo

La prima applicazione della blockchain sono stati i bitcoin, un sistema di criptovaluta che garantisce pagamenti tra parti che non si conoscono.

Una delle sfide per le aziende che vogliono elaborare pagamenti in bitcoin è la loro integrazione con i controlli finanziari esistenti. Ciò va ben oltre la contabilità, per la quale potrebbero essere sufficienti i sistemi multivaluta già esistenti: si tratta anche di gestire i controlli di accesso – chi può autorizzare i pagamenti e a chi – e registrare chi ha effettuato quali pagamenti e perché.

I portafogli bitcoin di base fanno poco più che archiviare le chiavi private necessarie per eseguire pagamenti con bitcoin, lasciando ai proprietari la possibilità di creare autonomamente controlli di accesso e audit trail.

Bitgo ha sviluppato un portafoglio bitcoin orientato alle aziende che consente la co-firma e firme multiple di transazioni, limiti di valuta, whitelist per ridurre il rischio di pagamenti errati, API per l’integrazione con altre applicazioni aziendali.

A titolo secondario, Bitgo sviluppa anche sistemi di blockchain privati, tra cui uno per la Zecca di Stato inglese, la Royal Mint, che viene utilizzato per registrare transazioni nel mercato online per l’oro puro.

2. Chain

I bitcoin operano su una blockchain senza autorizzazioni – cioè chiunque può accedervi. La società Chain offre alle aziende Sequence, una blockchain basata su autorizzazioni.

Come tutte le blockchain, Sequence rafforza l’immutabilità dei dati già presenti su di essa, ma definisce anche chi può aggiungere dati al record gestendo “enclavi” sicure che contengono le chiavi crittografiche richieste.

Chain suggerisce di utilizzarla per gestire i pagamenti per la condivisione di corse, prestare denaro, creare uno scambio di criptovalute o proteggere un portafoglio mobile. Secondo l’azienda qualsiasi sistema che registra una transazione in un conto corrente è una potenziale applicazione.

Alla base di Sequence c’è il concetto di team, composto da persone e sistemi con ruoli particolari e che possono avere accesso ai registri. Ogni transazione in un registro deve essere firmata dalle persone o dai sistemi che hanno autorità sulle risorse interessate.

3. SETL

SETL offre alle imprese o ai mercati una piattaforma di regolamento blockchain in tempo reale sulla quale costruire registri di proprietà e scambio di titoli, fondi comuni di investimento, private equity o proprietà simili. La piattaforma, denominata OpenCSD, potrebbe anche gestire factoring e sconti per migliorare la liquidità nel mercato delle fatture commerciali, secondo SETL.

Quattro società francesi di gestione patrimoniale, tra cui Groupama AM e Arkéa Investment Services, hanno utilizzato OpenCSD per costruire IZNES, una piattaforma paneuropea di registrazione dei fondi.

Nel Regno Unito la Metro Bank ha testato OpenCSD per registrare ed elaborare le transazioni con carte di pagamento sui conti dei clienti.

Blockstream
Credit: Blockstream

4. Blockstream

La società Blockstream si basa sulla blockchain originale, quella sottostante al sistema di pagamento bitcoin, alla quale associa altre blockchain collaterali. In questo modo sfrutta l’immutabilità e la copertura globale del sistema e aggiunge la possibilità di spostare asset non solo da un utente all’altro, ma da una blockchain a un’altra, collegando mercati disparati attraverso un protocollo condiviso. La tecnologia di Blockstream può essere fruita dalle aziende attraverso la piattaforma software open source Elements Project.

Un’attività collaterale di Blockstream è mandare nello Spazio i bitcoin.

Uno degli ostacoli all’ambizione dei bitcoin di diventare un sistema di pagamento globale è la necessità di connettività. Senza l’accesso al registro globale delle transazioni, non è possibile stabilire se una persona che offre i bitcoin li possiede davvero o li ha già spesi. Blockstream sta lanciando una serie di satelliti che ritrasmetteranno continuamente gli aggiornamenti alla blockchain bitcoin in modo che gli utenti nelle aree senza accesso a Internet possano mantenere aggiornati i loro database delle transazioni. Ottenere dettagli su tutte le transazioni che elaborano nel resto del mondo è un’altra sfida, ma richiede lo spostamento di una minima parte dei dati.

elliptic

5. Elliptic

Una voce che circola sui bitcoin è che permettono, sul lungo periodo, di rilevare frodi. Poiché la blockchain rappresenta un registro immutabile di tutte le transazioni bitcoin e di come sono collegati i vari account che le hanno fatte, se un giorno una transazione verrà identificata come legata ad attività illegali, sarà possibile rintracciare le identità e le attività di coloro che sono coinvolti, anche anni dopo il fatto.

E va detto che non tutti gli utenti bitcoin hanno una reputazione immacolata: pensate ai ransomware o ai mercati neri. Fare affari con le persone coinvolte in questo tipo di attività potrebbe anche essere dannoso per la nostra reputazione.

È qui che entra in gioco Elliptic. Il suo obiettivo è identificare attività illecite sulla blockchain bitcoin e avvisare le istituzioni finanziarie e le forze dell’ordine. Utilizzando la blockchain e il proprio database Evidence, consente alle aziende di generare i propri profili di rischio verificabili per i potenziali clienti.

Ellittic sostiene che il suo servizio può aiutare a combattere il ransomware. La società afferma infatti che può utilizzare l’indirizzo di pagamento dell’aggressore per determinare, in base alle transazioni precedenti, la probabilità che decifri i dati se viene pagato il riscatto richiesto. E se le vittime scelgono di pagare, Elliptic dice che potrebbe essere in grado di seguire i soldi per identificare l’estorsore e segnalarlo alle forze dell’ordine.

6. Waves Platform

Se un’azienda ritiene utile avere un programma di fidelizzazione basato su blockchain, ma non vuole o non può svilupparlo autonomamente, la società a cui rivolgersi è Waves Platform. Sono già presenti oltre 5.000 diversi tipi di token, uno dei quali per un’azienda di mobile gaming e un altro per lo sviluppatore di un’area di lavoro condivisa.

Waves sta anche testando il modo per aumentare il throughput delle transazioni usando una nuova tecnologia blockchain basata su uno dei numerosi miglioramenti proposti al sistema bitcoin. Anziché trasmettere un grande pacchetto di transazioni per la firma a intervalli regolari, ma lunghi, il sistema Waves-NG elabora le transazioni non appena arrivano, suddividendole in microblocchi e dichiarando di quando in quando che uno di essi è un blocco chiave. Il procedimento è simile al modo in cui vengono compressi i flussi video digitali: si inviano solo i fotogrammi chiave e le modifiche tra un fotogramma e il successivo.

7. Ethereum

I bitcoin sono stati progettati per l’elaborazione dei pagamenti, ma Ethereum ha piani ben più ambiziosi per la sua blockchain. È stata sviluppata non solo per registrare transazioni, ma anche per eseguire codice, dandogli la possibilità di elaborare “contratti intelligenti”: transazioni che decidono da sole quando sono pronte per essere eseguite.

I contratti intelligenti di Ethereum sono scritti in un nuovo linguaggio di programmazione, Solidity, che può essere utilizzato sulla piattaforma software globale e decentralizzata di Ethereum, la cui versione attuale è chiamata Homestead. I contratti intelligenti possono essere utilizzati per creare criptovalute private, gestire vendite con crowdfunding, creare organizzazioni democratiche autonome e altro ancora.

Ethereum si basa sul principio che il codice è legge, il che porta a problemi se qualcuno sbaglia a scrivere il suo codice. E infatti la società è dovuta infatti intervenire almeno due volte a causa di errori umani.

La prima è stata a giugno 2016, quando qualcuno ha sfruttato una scappatoia in un contratto intelligente che gestiva un fondo di venture capital chiamato The DAO per distruggere un terzo del suo valore. Invertire l’exploit richiedeva che tutti gli utenti di Ethereum accettassero una modifica manuale del registro condiviso: quelli che hanno accettato ora utilizzano una blockchain chiamata “Ethereum”, mentre quelli che hanno rifiutato usano “Ethereum Classic”. Quest’ultima blockchain continua a crescere come prima, ma non può essere utilizzata per interagire con le imprese che sviluppano sull’altra.

Il secondo incidente è stato nel novembre 2017, quando qualcuno ha provocato accidentalmente un bug in centinaia di smart wallet creati da Parity, bloccando irreversibilmente i fondi in essi contenuti per un valore di circa 160 milioni di dollari.

Le aziende che si rivolgono Ethereum dovrebbero essere consapevoli del fatto che riceveranno supporto se hanno una perdita di soldi, ma probabilmente subiranno un’interruzione se altre aziende avranno bisogno di essere salvate.

8. R3

R3 gestisce il registro distribuito Corda, che puoi essere eseguito su Microsoft Azure. Corda ha il supporto di 100 istituzioni finanziarie ed è stato modellato per quel mercato. Per esempio, come Ethereum, è in grado di eseguire contratti intelligenti, con la differenza che questi contratti sono destinati esclusivamente a consentire l’elaborazione di transazioni finanziarie.

Il registro stesso è condiviso tra tutti i partecipanti, ma Corda consente lo scambio di messaggi in privato tra due parti. E’ una funzione utile nel contesto dei servizi finanziari perché, sebbene si possa desiderare che tutti siano d’accordo su un fatto, come per esempio che l’Azienda X vi ha dato 1 milione di euro, le clausole dell’accordo possono rimanere riservate.

Corda è un sistema basato su autorizzazioni, che permette agli utenti di sapere con chi hanno a che fare e richiede che i contratti intelligenti siano supportati da contratti legali “reali”, che possono essere utilizzati come riferimento in caso di controversie.

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9. Gem

Gem utilizza blockchain per costruire sistemi di identità condivisi, che possono essere usati per controllare l’accesso alle informazioni in un mercato o un’industria. I suoi target principali sono le applicazioni nel settore dell’assistenza sanitaria, della gestione della supply chain e delle assicurazioni sulle automobili auto basate sull’utilizzo.

La società afferma che, usando il suo GemOS, le aziende possono connettersi a qualsiasi archivio di dati e rete blockchain, anche se per il momento si rivolge a Ethereum e blockchain create con Hyperledger.

Nel settore delle assicurazioni automobilistiche, per esempio, Gem ritiene che le compagnie assicurative potrebbero offrire ai clienti un trattamento migliore se avessero accesso a più informazioni. I clienti però sono riluttanti nel concedere l’accesso ai dati relativi agli acquisti di veicoli o ai propri spostamenti. La risposta di Gem a questo problema è di crittografare i dati e collegarli a un repository centralizzato – la blockchain – in modo che solo le parti autorizzate possano leggerlo.

10. BigchainDB

Le blockchain sono già una sorta di database, ma non sono facili da interrogare. BigchainDB offre un database scalabile e interrogabile, che mantiene le tradizionali caratteristiche blockchain dell’immutabilità e del decentramento.

Un sistema BigchainDB opera come una federazione di nodi in cui ogni nodo esegue il layer blockchain BigchainDB su un database tradizionale come MongoDB o RethinkDB. La società raccomanda di costruire la federazione su un cluster di server ciascuno controllato da una persona diversa e, idealmente, in una posizione geografica o giurisdizione diversa.

Su ipdb.io è possibile testare Interplanetary Database, un’istanza pubblica di BigchainDB. La società afferma che sta già lavorando con partner che implementano applicazioni blockchain per i settori automotive, energetico e supply chain.

FONTEPeter Sayer
CIO
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