Smart working, Var Group: richieste di supporto cresciute del 60%

In una settimana il system integrator ha registrato anche forti aumenti di richieste di implementazione di sistemi di collaboration (+70%), e di dispositivi mobili (+48%)

colloquio lavoro remoto

Aumento del 60% delle richieste di consulenza per smart working, (implementazione sicura dei collegamenti e accessi sicuri da remoto alle reti aziendali), aumento del 70% delle richieste di supporto e implementazione di soluzioni di collaboration, aumento del 48% delle richieste di dispositivi mobili.

Sono gli incrementi registrati da Var Group, il system integrator toscano che fornisce servizi informatici a oltre 10.000 clienti in tutta Italia, nella prima settimana dall’estensione della “zona rossa” di contenimento del Coronavirus a tutto il territorio italiano.

Il boom delle richieste di supporto agli help desk IT, interni o esterni, è un effetto collaterale “naturale” dell’imponente corsa allo Smart Working che si sta registrando in queste settimane, ma i numeri fanno impressione, e secondo Var Group non siamo ancora al picco della domanda.

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“Stiamo assistendo allo sforzo titanico delle imprese per riorganizzarsi al fine di non interrompere completamente le attività”, spiega in un comunicato Francesca Moriani amministratore delegato di Var Group.

“Gli investimenti in nuove tecnologie che prima erano stati procrastinati, ora vengono considerati prioritari, e nel contempo registriamo un’accelerazione nella richiesta di digitalizzazione dei processi fatta in emergenza. Fin dalla prima ora di questa drammatica emergenza abbiamo attivato tutte le misure per garantire continuità operativa e supporto tecnico ai nostri clienti, anche direttamente on site, nel rispetto delle normative sempre più stringenti per il contenimento dell’epidemia”.

Moriani spiega di aspettarsi che l’aumento delle richieste per le soluzioni di smart working supererà il 200%. “Ma le imprese devono fare attenzione ai rischi correlati con l’adozione di tecnologie in assenza di un ecosistema digitale: le competenze e la sicurezza devono andare di pari passo”.

A seguito del DPCM 11 marzo, spiega il comunicato, Var Group ha esteso lo smart working a tutta la popolazione aziendale, oltre 2000 persone, e rafforzato strutture operative e operazioni di monitoraggio e supporto H24 anche in caso di indisponibilità delle sedi. Inoltre tutti i server e sistemi nei data center sono dotati di schede di controllo remoto e di una rete di management separata, il Security Operation Center (SOC), e Yarix – la società di cybersecurity di Var Group – ha attivato un comitato di crisi interno che ha attuato una serie di misure per preservare l’operatività.

Inoltre è garantita anche la continuità della disponibilità di tecnici su tutto il territorio per gli interventi on site, adeguatamente formati e dotati di misure di sicurezza, per la gestione delle urgenze coordinata e gestita centralmente dalla struttura ad hoc.

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