Oracle for Financial Services: “La compliance può diventare motore di profitto”

La business unit italiana ha presentato il caso di Crédit Agricole Vita, che sta utilizzando in Italia Oracle Insurance Analyzer per l’adeguamento allo standard IFRS 17

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Nuovo importante cliente per la business unit Oracle for Financial Services in Italia, che ha presentato il caso di Crédit Agricole Vita, che sta utilizzando la soluzione Oracle Insurance Analyzer per il suo percorso di adeguamento allo standard di rendicontazione finanziaria IFRS 17.

“Nell’analisi che ci ha portato a scegliere Oracle abbiamo in primo luogo considerato le sinergie con gli altri strumenti aziendali e in particolare con la piattaforma ERP, in questo caso anch’essa fornita da Oracle; ci siamo poi resi conto che Oracle Insurance Analyzer si sposava bene anche con gli strumenti attuariali che utilizziamo “a monte” dei processi di reporting”, spiega in una nota Lorenzo Bordogna, Chief Financial Officer di Crédit Agricole Vita e Crédit Agricole Assicurazioni.

“Questo aspetto è molto importante anche perché facilita la collaborazione e la cooperazione tra le diverse aree aziendali che sono coinvolte nel progetto di adeguamento al principio IFRS 17, ovvero la funzione finance, la funzione attuariale, e la funzione IT, che sono state coinvolte fin dall’inizio su tutti gli aspetti per arrivare alla necessaria, piena integrazione”.

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La business unit Oracle for Financial Services è guidata in Italia da Antonio Colasante, e si rivolge a istituzioni finanziarie, assicurative e realtà del fintech con servizi di consulenza e una piattaforma tecnologica che fa leva su 67 applicazioni e servizi, on premise o in cloud, che sfruttano anche tecnologie emergenti quali AI, Machine Learning. Queste applicazioni compongono soluzioni per supportare la trasformazione digitale appunto delle realtà di retail, corporate & investment banking, assicurazioni e asset management.

“La proliferazione di diversi sistemi e tecnologie usati dagli attori coinvolti nei processi finanziari, e il diverso modo di intendere e comunicare le informazioni hanno tradizionalmente creato molte complessità e costosi errori nella gestione finanziaria”, spiega Colasante in una nota. “C’è di più: l’assenza di una fonte di dati univoca, utilizzabile in modo trasversale, ha impedito di sfruttare al meglio le informazioni disponibili per migliorare i processi aziendali e conseguentemente realizzare maggiori profitti”.

Oggi a fronte della complessità di scenari economici sempre più mutevoli questa situazione non è più sostenibile, e l’evoluzione normativa del settore che spinge verso la trasparenza, la standardizzazione, la garanzia di univocità e gestione corretta del dato lo dimostrano, continua il manager Oracle. “Con la nostra proposta vogliamo offrire ai clienti la possibilità di superare le inefficienze e inadeguatezze nei loro processi, facendo sì che la “compliance” non sia più solo un costo, bensì un motore di profitto”.

L’offerta Risk & Finance di Oracle raccoglie in una piattaforma dati unica i dati di rischio, i dati finanziari, le richieste normative e di compliance, i dati dei clienti. “Si crea così una “single source of truth” per dati più ricchi e utilizzabili per prendere decisioni più accurate e quindi individuare nuove fonti di ricavo”, spiega Oracle.

La più recente innovazione della piattaforma Oracle per il Finance è relativa alla normativa BCBS 239 del Comitato di Basilea sulla vigilanza bancaria sulla gestione dei dati dei clienti relativi al rischio finanziario. La qualità, affidabilità e completezza di questi dati è cruciale per garantire una corretta governance e la normativa richiede alle istituzioni finanziare di adeguarsi a standard che riguardano l’infrastruttura IT, l’aggregazione dei dati di rischio e il reporting.

Unificando tutti i dati disponibili – strutturati e non strutturati, già trattati in modo automatizzato o ancora inseriti in processi manuali – in una data platform unica, e applicando algoritmi ad hoc, spiega Oracle, è possibile condurre analisi di scenario basate su una completa visibilità dell’esposizione dei crediti e la valutazione di potenziali effetti collaterali di tipo commerciale e debitorio.