Secondo le ultime rilevazioni di Assinform condotte in collaborazione con NetConsulting Cube, lo scorso anno si sono rafforzati i segnali positivi sul fronte della digitalizzazione dell’Italia. Nel 2016 il mercato digitale italiano (informatica, telecomunicazioni e contenuti) è infatti cresciuto dell’1,8% raggiungendo un valore di 66.100 milioni di euro.

Rispetto alle previsioni si è avuto un miglioramento di mezzo punto che ha rafforzato la tendenza iniziata nel 2015 (+1%) e ribaltato il trend discendente degli anni precedenti. Se si scorpora dal mercato la componente dei servizi di rete di telecomunicazione, il confronto diventa ancora più incoraggiante, con una crescita del 3,4%, contro il 3% dello scorso anno.

Guardando poi al 2017, le proiezioni lasciano intravedere un ulteriore miglioramento. Si prevede infatti per quest’anno una crescita attorno al 2,3% (3,8% al netto dei servizi di rete) sull’effetto della spinta delle componenti più legate all’innovazione.

“Le componenti più innovative del mercato digitale italiano (cloud, IoT, servizi mobili alle applicazioni che integrano le filiere) crescono più delle altre e hanno raggiunto una massa critica che genera nuove sinergie” ha commentato Agostino Santoni, Presidente di Assinform.

E infatti crescono contenuti e pubblicità digitale (+7,2%), servizi ICT (+2,5%, spinti dal cloud) e ancora di più il software e le soluzioni (+4,8%, grazie anche all’IoT). E se si attraversano i diversi comparti per pesare le dinamiche delle componenti più innovative (digital enabler), si nota come il cloud cresca a tassi del 23%, l’IoT del 14,3%, il mobile business del 13,1%, le soluzioni per la sicurezza dell’11,1%.

Mercato digitale italiano

Il mercato dei dispositivi ha dato segno di tenuta grazie alle componenti infrastrutturali e agli smartphone (16,7 milioni di unità, + 8%), che sono nelle mani del 65% degli italiani e che hanno alimentato la ripresa dei servizi di rete mobile.

La componente PC è invece calata in unità del 4,4% (dato risultante dal -8,8% dei desktop, a 1.231.000 pezzi, e dal -2,4% dei notebook, a 2.908.000 pezzi), ma è rimasta relativamente stabile in valore per effetto dell’acquisto di modelli sempre più potenti. E’ invece continuato il calo dei tablet (-7,1% a 2.463.000 pezzi).

Il comparto Software e Soluzioni ICT ha raggiunto i 6.258,8 milioni di euro di valore (+4,8%), grazie soprattutto al software applicativo (4.498,3 milioni di euro, +6,5%) e al middleware (1.215 milioni di euro, +1,2%). Bene anche i servizi ICT trainati da Data Center e Cloud Computing, che compensano largamente le performance dei servizi di Outsourcing (-1,3%), Formazione (-1% a 322 milioni di euro) e Assistenza Tecnica (-1% a 718 milioni di euro).

Significativo infine, per quanto attiene l’evoluzione ai nuovi modelli dell’ICT, è anche il ritorno alla crescita dei Servizi di Consulenza (+0,5% a 785 milioni di euro) e di Sviluppo Applicativo e Systems Integration (+0,1% a 2.852,5 milioni di euro). Esso appare infatti correlato proprio al progresso del cloud e degli altri digital enabler e all’innesco di un processo di ammodernamento di applicazioni e infrastrutture funzionale all’accelerazione dei nuovi modelli di fruizione dell’ICT.