I 25 anni di Red Hat, all’insegna dell open source

L'azienda guarda ora al futuro, con l'obiettivo mantenere un ruolo centrale nel mondo dell'open source, puntando su persone pronte a sostenere la cultura del software libero.

Red Hat festeggia i propri 25 anni di attività e pone le basi per il proprio futuro. L’azienda, che da sempre ha fatto dell’open source la propria bandiera, è infatti nata nel 1993, prima ancora che questo termine fosse ufficialmente coniato. L’approccio adottato, inizialmente ristretto a un pubblico molto tecnico, ha visto un graduale coinvolgimento di un pubblico di interlocutori sempre più vasto.

La storia di Red Hat vanta numerose tappe significative. Tra le principali rientra l’uscita della prima versione del sistema operativo Red Hat Linux, nel 1994; negli anni seguenti le attività proseguono anche grazie all’accresciuto interesse delle imprese verso il free software.

Nel 1999 il collocamento azionario di Red Hat al Nasdaq raggiunge risultati record tra le aziende tecnologiche. L’11 agosto 1999 l’offerta pubblica iniziale di Red Hat, che secondo le previsioni avrebbe dovuto toccare una quota compresa tra i 60 e 72 milioni di euro, sale invece a circa 84 milioni di dollari. Un totale di 6 milioni di azioni sono state valutate a 14 dollari (7 dollari dopo il frazionamento azionario); sottoscrittori principali sono Goldman Sachs, Thomas Weisel Partners, H&Q, E-Offering.

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Nel 2003 otto tra le principali società di servizi finanziari sono clienti di Red Hat, mentre nel 2006 l’azienda è quotata al New York Stock Exchange.

Nel 2008 Red Hat annuncia la disponibilità pubblica in versione Beta di Red Hat Enterprise Linux su Amazon Elastic Compute Cloud, servizio Web che fornisce capacità di calcolo ridimensionabile nel cloud e consente agli utenti di pagare solo per i servizi software dell’infrastruttura e la capacità che effettivamente utilizzano.

È il 2010 quando il New York Stock Exchange sceglie Red Hat per la propria piattaforma di financial trading. Nell’anno fiscale 2012 Red Hat tocca la quota di 1 miliardo di dollari di fatturato. La società diventa anche membro platinum della OpenStack Foundation, fondazione che promuove lo sviluppo, la distribuzione e l’adozione di infrastrutture open, e raggiunge la posizione n.4 nella Forbes’list delle imprese più innovative del mondo. I riconoscimenti verso l’azienda proseguono anche negli anni successivi. Nel 2013 Red Hat riceve il best IaaS/PaaS solution award da IDG TechWorld.

Nel 2015 Microsoft e Red Hat sono in partnership per fornire soluzioni Red Hat su Microsoft Azure: un traguardo significativo se si pensa che, nel 2001, il CEO di Microsoft chiamava Linux la sua “più grande minaccia” e l’open source un cancro per l’industria del software.

Nel 2016 Red Hat raddoppia il fatturato del 2012, arrivando a 2 miliardi di dollari.

Oggi Red Hat identifica  l’open source con il proprio modo di vivere. “La nostra missione”, spiegano dall’azienda, “è quella di essere il catalizzatore nelle comunità di clienti, collaboratori e partner, creando una migliore tecnologia nella modalità open source. Facciamo tutto questo attraverso un portafoglio di prodotti e servizi sviluppati usando un modello aperto e collaborativo ma anche grazie alle persone che condividono la nostra visione ogni giorno, per contribuire a renderla una realtà”.

Testimonianze da Red Hat

“La comunità open source ha cambiato non solo il modo in cui si è sviluppato il software, ma come le aziende collaborano”, dichiara Stormy Peters, senior manager, community team di Red Hat. “Quasi ogni azienda nel mondo usa software open source, e molti contribuiscono al suo sviluppo. Questa capacità di condividere tecnologia comune ci ha permesso di costruire una tecnologia ancora più evoluta. Molte cose che sembravano, solo un paio di decenni fa, contenuti di un libro di fantascienza, sono oggi realtà nella vita quotidiana.

Stormy Peters, senior manager, community team, Red Hat

Ho fatto video-chiamate con grandi gruppi di persone, il mio telefono mi invia informazioni sul traffico e sulla presenza di incidenti stradali senza nemmeno chiedermi dove sto andando e ogni giorno lavoro con persone dislocate in tutto il mondo. Non tutte le soluzioni che usiamo abitualmente sono completamente costruite sull’open source, ma tutte sono costruite ed eseguite su vari pezzi di infrastrutture open source. Penso che questa velocità di innovazione sia stata possibile perché abbiamo tutti quanti cooperato con molta forza”.

Nick Hopman, senior director, emerging
technology practices di Red Hat

Nick Hopman, senior director, emerging technology practices di Red Hat, afferma: “Dal momento che la mia carriera e il mio rapporto con l’open source sono cresciuti, ora ritengo che l’open source sia molto di più rispetto a un semplice processo per sviluppare e rendere disponibile la tecnologia. Oggi vedo l’open source come un catalizzatore per guidare il cambiamento in ogni area della società. Area amministrativa, diagnostica medica, riprogettazione dei processi aziendali…tutte queste aree e molte altre potranno usare a proprio vantaggio i principi open che sono stati perfezionati attraverso l’esperienza dello sviluppo del software open souce per creare community per guidare cambiamento e innovazione. Credo che l’open source continuerà a guidare l’innovazione tecnologica, ma sono ancor più entusiasta nel pensare che il mondo esterno potrà evolvere in modi che non abbiamo ancora preso in considerazione”.

Jim Whitehurst, presidente e CEO di Red Hat.

Riguardo al futuro, Jim Whitehurst, presidente e CEO di Red Hat, commenta: “Il futuro dell’open source è luminoso; siamo all’apice di una nuova ondata di innovazione che si prospetta anche perché le informazioni, grazie alle potenzialità offerte dall’Internet of Things  si stanno separando dagli oggetti fisici. Nel prossimo decennio prevedo che esisteranno intere industrie basate su concetti open source, quali la condivisione di informazioni e il raggiungimento dell’innovazione, che diventeranno tendenze dominanti. Vedremo questo impatto in ogni settore, dal no-profit alla sanità, dall’area dell’istruzione a quella governativa, alle ‘global corporations’ che condividono le informazioni per ottenere risultati migliori. L’innovazione aperta e partecipativa diventerà una parte fondamentale dell’aumento della produttività in tutto il mondo. Dal momento che l’elemento centrale dell’innovazione continua a muoversi in comunità aperte, e dal momento che l’open source diventa più onnipresente, credo che Red Hat sarà uno dei nomi iconici nel mondo della tecnologia”.

L’azienda, che ha oggi più di 11 mila dipendenti, progetta sin da ora i prossimi 25 anni. L’obiettivo è quello di mantenere un ruolo da leader nel mondo dell’open source, puntando su persone pronte a sostenere la cultura del software libero, basata su trasparenza, condivisione e collaborazione.

Lorenza Peschiera
Giornalista freelance, appassionata alla scrittura da sempre, da quasi 20 anni lavora nel settore dell'editoria specializzata occupandosi di aziende e tecnologie.